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Vinitaly 2013: un'edizione da brindisi

Affluenza in crescita di operatori e visitatori stranieri. Massiccia la presenza dei produttori friulani. Bellini: "strette di mano capitalizzate presto  in contratti". L’edizione 2013 di Vinitaly che si è appena conclusa si è confermata una delle migliori nella storia del Salone internazionale. Dai primi dati

pubblicati da Veronafiere emerge come si sia registrato un aumento di visitatori e anche di espositori (+10% rispetto all’appuntamento 2012); in particolare, l’incremento maggiore è stato rilevato tra gli stranieri.
“Visto che il prodotto c’è - commenta Mirko Bellini, Direttore Generale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale ERSA – e la qualità pure e sono di livello eccellente, dobbiamo migliorare la capacità di raggiungere soprattutto i mercati internazionali sapendo proporre le nostre identità e i nostri territori – spiega Bellini – perché non si vende soltanto una bottiglia o un’etichetta, ma molto di più.-

Anche tra gli operatori delle 105 le cantine incluse nella collettiva delle aziende friulane coordinate da Ersa a cui si aggiungono le 103 esterne alla stessa, si respira aria di ottimismo: pubblico molto numeroso, con molti qualificati esponenti del settore.

- Questo Vinitaly – interviene ancora Bellini – è stato addirittura superiore alle aspettative. Il numero dei contatti avviati dalle aziende friulane è stato importante. Ora speriamo che queste strette di mano si capitalizzino quanto prima  in ordini reali. Nel complesso giudico positivamente il bilancio della nostra presenza a Vinitaly, con un allestimento che, dopo tre anni di riproposizione del medesimo concept comunicativo è diventato ormai riconoscibile agli operatori. Ed è quello che volevamo. Resta ottimo il nostro rapporto con Veronafiere, anche se si conferma difficile la logistica della sede.


Utilizzando come parametro di valutazione il numero dei calici serviti nelle diverse giornate, posso affermare che c’è stata un’ottima affluenza domenica e lunedì, buona il martedì, in calo il mercoledì, quando finalmente i nostri produttori hanno avuto il tempo di vedere come sono organizzate e cosa fanno anche le altre regioni presenti al Salone. Sembra pertanto che la nuova formula, che propone il Vinitaly aperto dalla domenica al mercoledì, sia quella giusta.


Il settore vitivinicolo del FVG – prosegue Bellini – è un comparto che rappresenta solo il 2% della produzione italiana, ma che crea un indotto di volumi assai complessi se si pensa che muove export, turismo, accoglienza, ristorazione. Per quanto riguarda il mercato internazionale inoltre, va consolidata nei produttori friulani l’idea di un format distributivo del vino made in FVG destinato al mercato “consumer”, guidato dall’intento di valorizzare l’identità storica e culturale di un prodotto facendo leva sul territorio di origine quale fattore unificante. I nostri vini sono l’espressione più nobile ed autentica del territorio in cui nascono, perché sono legati alla storia dell’azienda, alla passione delle nostre famiglie per il vino, ai  sogni e alle intuizioni di chi li produce. E tutto questo è quello che dobbiamo comunicare per penetrare soprattutto i mercati emergenti. E dobbiamo farlo in fretta con un’azione coordinata. Prima che vengano conquistati da altri Paesi concorrenti. Nel panorama dell’export dei vini friulani, il primo paese resta comunque la Germania su cui abbiamo inteso puntare con strategie promozionali mirate anche per il 2013.


Vinitaly ha dato soddisfazione ai produttori friulani – sottolinea Giorgio Badin, nella duplice veste di Presidente del Consorzio delle DOC del FVG e di produttore – per la quantità e soprattutto la qualità dell’affluenza registrata ai nostri stand. La lista delle cantine presenti a questa edizione è davvero lunga tale da coprire l’intera produzione enologica regionale, egregiamente rappresentata anche grazie alla cura degli spazi comuni garantita da Ersa.


Vinitaly resta un momento importante utilizzato dai produttori per capire dove sta andando il mercato che ha confermato le difficoltà di vendita sulla piazza italiana prevalentemente al Centro e Sud. E in questo senso, l’elevato numero di operatori dall’estero (Europa e Sud Est asiatico soprattutto) rappresenta un ottimo supporto alla programmazione delle nostre attività, anche promozionali, per il futuro.-

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