Qubì a Natale diventa la mia valigia. Apro il numero e mi sembra di scorrere un itinerario che attraversa la nostra terra come un viaggiatore affamato di storie, profumi, abitudini. Questa regione ha il dono di far convivere radici diverse dentro la stessa tavola, e il Natale accentua tutto con quella sua aria di festa che pretende calore più che perfezione.
L'AUTUNNO E LE MILLE SFUMATURE DI UNA TAVOLA COLORATA. Sull’altipiano del Carso, l’autunno arriva in punta di piedi e poi esplode, vestendo la pietra di velluto arancio e di oro liquido. Le foglie si accendono come braci, il vento porta profumi di terra e legna, e le tavole iniziano a parlare la lingua più sincera della stagione: quella dei sapori caldi e dei colori pieni. C’è la zucca, con la sua dolcezza discreta che sa di casa e di forno acceso, le patate che assorbono i sughi d’arrosto come spugne di felicità, le confetture che chiudono in un vasetto la nostalgia dell’estate. Ogni piatto diventa un piccolo paesaggio, un pezzo di Carso da assaporare. Sulle colline il sole gioca con le viti, allunga le ombre e regala tramonti che paiono dipinti con il pennello del vino novello. E quel vino, presto, si farà vin brulé, con l’aroma di cannella e chiodi di garofano che riempie le cucine di promesse d’inverno. Ci si scalda le mani e il cuore, aspettando che la stagione più fredda bussi alla porta. Dal mare che ancora brilla al tramonto fino alle prime nebbie dell’altipiano, l’autunno qui è un invito a rallentare, a sedersi, a gustare.
Ottobrata carsolina. Ogni ottobre il Carso si racconta attraverso il gusto. Sapori del Carso – Okusi Krasa 2025 torna con l’intensità di una stagione che esalta la terra, le mani e la memoria. Il tema scelto, l’arancione, attraversa piatti e paesaggi come un segno di energia e benessere. È il colore della maturità, della forza gentile con cui questa terra difende la propria autenticità.
Editoriale del numero di qubi di settembre. In osmiza e sulle rive, settembre sa di festa. Settembre a Trieste non è un addio all’estate ma un prolungamento che sa di privilegio.
Tante pagine dallo spirito girovago, tipico dei mesi estivi, in cui si vorrebbe vedere di tutto e di più, per poi scoprire che vivere in un bel posto è già vacanza, come dice bene Nicola Santini nel suo editoriale. Rimane il nostro fil blue dedicato ai sapori e saperi di mare
C’è un momento preciso, ogni anno, in cui capiamo che l’estate è arrivata. Non coincide con il calendario, ma con l’istinto. È quando il frigo si riempie di bollicine, le tovaglie diventano di lino e l’ora dell’aperitivo smette di essere un’abitudine per trasformarsi in un piccolo rito di libertà.
Maggio il mese cha sa di ritiorni e di partenze. C’è qualcosa in maggio che non sbaglia mai. È come se il mondo intero si stiracchiasse dopo un lungo sonno, pronto a infilarsi l’abito buono per affrontare il meglio dell’anno.
Una primavera di sapori per il tempo dei nuovi inizi. Questo numero di qubi è un invito al risveglio. Non solo quello della natura, ma della creatività in cucina, dell’entusiasmo nel cercare e scegliere gli ingredienti, della voglia di ritrovarsi attorno a una tavola curata.
L'arte di vivere la primavera. Se appare all’improvviso con i primi asparagi selvatici, primule a gruppi e violette solitarie, ormai abbiamo imparato a riconoscere la primavera nell’aria. Forse però non sempre conosciamo l’arte di viverla giorno per giorno senza essere ansiosamente in attesa dell’estate. Con il nostro qubì vogliamo ancorarvi al bello che ci circonda, ai sapori, alle scoperte, agli eventi che sono talmente tanti da tendere all’infinito.