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Bollicine... a scuola

 

Spumante metodo classico:  dalla cantina all’aula. La foto di Stefano Sclauzero è stata scattata nella sala degustazione di Angoris e vede da sinistra Claudia Locatelli, Marco Fragiacomo, Alessandro Dal Zovo e Patrizia Piccini, responsabile del progetto. Alessandro Dal Zovo, enologo e direttore tecnico della Tenuta di Angoris di Cormòns, dopo aver frequentato l’istituto Giovanni Brignoli di Gradisca d’Isonzo 27 anni fa, si ritrova adesso a tornare in questa scuola come insegnante momentaneo, temporary teacher per usare un nome più alla moda...

Tutto è iniziato lo scorso novembre, quando il dirigente scolastico del Brignoli, il professore Marco Fragiacomo (già mio professore negli anni ’80!), mi ha contattato per parlarmi di un progetto didattico interessante e innovativo in cui veniva richiesta la mia partecipazione in aula (sarebbe meglio dire “in cantina”).

Un’idea molto concreta per insegnare agli studenti del terzo anno tutta la pratica per la produzione di uno spumante metodo classico. Perché avete scelto questo tipo di produzione? A differenza del metodo Charmat (in cui la base spumante viene inserita nelle autoclavi), nella produzione dello spumante metodo classico le fasi di produzione sono diverse: gli studenti saranno coinvolti in questo percorso da adesso fino al loro esame di maturità, dalla scelta della base spumante alla tappatura con il sughero e la gabbietta.

Quando ha avuto inizio il percorso formativo? Il progetto ha preso il via lo scorso 6 febbraio (e si ripeterà ogni anno), quando i 23 studenti delle classi terze  hanno visitato la Tenuta di Angoris: Claudia Locatelli, titolare  dell’Azienda, ha accolto con entusiasmo questo progetto accettando di collaborare con l’istituto e i giovani alunni. I ragazzi hanno visitato la nostra cantina, hanno visto i passaggi della spumantizzazione che dovranno affrontare in prima persona, hanno seguito la mia prima lezione in cui ho spiegato loro come si produce uno spumante e hanno anche degustato tre diverse cuvèe di Chardonnay e Ribolla gialla per scegliere la base per lo spumante che andranno a produrre.

A metà febbraio abbiamo imbottigliato lo spumante presso la cantina dell’istituto e nei prossimi mesi ci incontreremo periodicamente per verificare come procede la spumantizzazione, sia con analisi sia con degustazioni. Fra 24 mesi avrà luogo la sboccatura e lo spumante sarà pronto per festeggiare il loro esame di maturità. Avete scelto di utilizzare Chardonnay e Ribolla gialla…

Abbiamo deciso di valorizzare allo stesso modo il vitigno internazionale più classico per la spumantizzazione e un vitigno autoctono che legasse il vino a questa terra. Emopoli è il nome del progetto: che significato ha? Il termine “Emopoli” riporta la città di Gradisca d’Isonzo alle sue origini: quando la si sarebbe voluta chiamare con questo nome in onore del capitano della repubblica di Venezia Angelo Emo. Ci è sembrato il modo migliore per radicare un progetto che guarda al futuro di questi ragazzi alla storia secolare di questo territorio. 

12 marzo 2013

"Emopoli" è arrivato, dopo 18 giorni di rifermentazione, a una pressione di 5,5 bar con ancora 7 grammi per litro di zuccheri ancora da fermentare. Questa è la fase più delicata, in quanto i lieviti sono ostacolati nella loro azione dall'effetto dell'alcol etilico e dalla pressione dell'anidride carbonica. La prossima settimana gli studenti riposizioneranno la catasta, agitando le bottiglie in modo da mettere in sospensione i lieviti e facilitare la fine della presa di spuma.

 

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