Vini d’Abbazia. Per tre giorni l’Abbazia di Fossanova ha aperto le sue porte a produttori, giornalisti, operatori del settore e appassionati per la quinta edizione di Vini d’Abbazia, un appuntamento ideato dal giornalista Rai Rocco Tolfa.
Qui il vino è il punto di partenza per raccontare una storia più ampia: quella dei monasteri che nei secoli hanno custodito il sapere agricolo europeo, quella dei territori che oggi ne raccolgono l’eredità e quella delle persone che continuano a dare valore a paesaggi, tradizioni e identità.

La cornice storica: l’Abbazia di Fossanova
L’Abbazia di Fossanova, in provincia di Latina, tra i più importanti esempi di architettura gotico-cistercense in Italia, domina da oltre otto secoli l’omonimo borgo medievale. Passeggiare tra il chiostro, il refettorio, le antiche mura e le botteghe che animano il borgo significa immergersi in una dimensione sospesa nel tempo, perfetta cornice per una manifestazione che mette in dialogo passato e futuro.

Durante l’evento si sono alternati convegni, masterclass, degustazioni guidate e momenti di confronto. Grande partecipazione per gli incontri condotti da esperti come Roberto Cipresso, Vincenzo Mercurio e Chiara Giovoni, così come per l’innovativa masterclass dedicata alle neuroscienze applicate alla degustazione del vino.
Alla scoperta dell’Agro Pontino: Casale del Giglio

Il valore di Vini d’Abbazia emerge soprattutto nella sua capacità di raccontare un territorio: l’Agro Pontino, le sue eccellenze produttive e il patrimonio paesaggistico del Lazio contemporaneo.

Tra le tappe più significative del press tour, la visita a Casale del Giglio ha rappresentato un vero viaggio nella storia recente del territorio. Arrivando alla tenuta si rimane colpiti dall’ordine quasi geometrico dei filari che si estendono a perdita d’occhio, in un’area che fino a meno di un secolo fa faceva parte delle grandi paludi pontine.
Fondata nel 1967 dalla famiglia Santarelli, Casale del Giglio ha scommesso su un territorio vitivinicolo tutto da scoprire, avviando negli anni Ottanta un importante progetto di ricerca agronomica con 57 varietà sperimentali per valorizzare sia vitigni internazionali sia autoctoni come Bellone, Biancolella e Cesanese.
L’accoglienza nella tenuta racconta la filosofia aziendale. Il pranzo servito nelle sale del casale restituisce il sapore delle domeniche di famiglia di una volta; con in più tovaglie immacolate e camerieri in livrea che accompagnano piatti della tradizione come l’amatriciana e il pollo ruspante allevato nella proprietà.
Innovazione e turismo lento: Marco Carpineti e il Giardino di Ninfa

Il viaggio nell’eccellenza laziale è proseguito all’azienda Marco Carpineti, a Cori, ai piedi dei Monti Lepini. Da quasi quarant’anni la famiglia lavora per recuperare varietà storiche come Bellone, Nero Buono e Greco Moro.
Oggi, accanto alla produzione, prende forma una nuova visione dell’accoglienza con Carpineti Experience e il progetto Limito, fortemente voluto da Paolo Carpineti. Un’iniziativa che coinvolge oltre 460 ettari tra Bassiano, Sermoneta e Sezze, dove boschi, laghetti e vigneti diventano protagonisti di esperienze immersive dedicate ai cinque elementi (terra, acqua, aria, fuoco ed etere), promuovendo un modello di turismo lento e sostenibile.

L’incanto finale: il Giardino di Ninfa
Impossibile lasciare questa parte del Lazio senza visitare il Giardino di Ninfa. Definito il giardino romantico più bello del mondo, nasce tra le rovine dell’antica città medievale di Ninfa, oggi trasformate in un capolavoro botanico. Ruscelli, ponti, piante provenienti da ogni continente e antiche torri avvolte dalla vegetazione creano uno scenario fiabesco dove la natura abbraccia la storia.
Vini d’Abbazia si conferma così molto più di una semplice manifestazione enologica: è un racconto diffuso di territori, persone e tradizioni. Un invito a conoscere il Lazio attraverso il calice, ma anche attraverso tutto ciò che il vino riesce a rappresentare.




