Mostra Rainer Maria Rilke a 150 anni dalla nascita del poeta e Le Elegie Duinesi. Trieste. Porto Vecchio. Magazzino 26. Sala Leonor Fini. Dal 14 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026. Ingresso libero. In esposizione nella Sala il nuovissimo diorama ideato e realizzato da Aureliano Barnaba che propone in scala, tutta l’area di Duino, con il Castello, il Sentiero ed altri siti importanti come la Grotta Fioravante e il Mitreo.
Un legame profondo con il territorio. Rilke giunse a Duino nel 1911, ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis, e qui, tra le falesie carsiche affacciate sul mare e l’atmosfera suggestiva del Castello, scrisse i primi versi delle Elegie Duinesi. Rilke iniziò la stesura nel 1912, durante una giornata di vento fortissimo: leggenda vuole che le parole iniziali della Prima Elegia — «Chi, se io gridassi, mi udirebbe dalle schiere degli angeli?» — gli siano “giunte” con la forza del mare e del Carso.
Le dieci Elegie Duinesi costituiscono uno dei punti più alti della poesia del Novecento: dieci elegie che affrontano i grandi temi dell’esistenza: il senso del vivere, il rapporto con il divino, la vulnerabilità e la bellezza del mondo, il mistero dell’amore e della metamorfosi.
Il Castello e il Sentiero Rilke
Il Castello di Duino, con le sue terrazze a picco sul mare e il suo intreccio di storia e natura, rappresentò per il poeta un luogo di rivelazione.
Dal castello si snoda l’attuale Sentiero Rilke, che collega Duino a Sistiana: uno dei percorsi panoramici più suggestivi della regione, dove ancora oggi è possibile respirare la stessa atmosfera che ispirò il poeta più di un secolo fa.
La mostra
La mostra ospitata al Magazzino 26 ripercorre e amplia il percorso espositivo già presentato all’Aeroporto di Trieste–Ronchi dei Legionari, al Castello di Duino e a Grado, integrando testi, immagini e documenti storici su pannelli che raccontano la vita, i luoghi e le opere di Rilke, con un’attenzione speciale al periodo duinese. L’allestimento è arricchito da immagini del territorio duinese e triestino, pannelli dedicati all’idea progettuale della statua di Rilke dell’artista Giorgio Del Ben, che illustrano la nascita e l’evoluzione dell’opera, un’area dedicata agli Angeli del Rilke e alle Elegie duinesi. Spazio anche a due importanti iniziative collegate a Duino, i quadri dell’artista duinese Luisia Comelli in arte Luis, raffiguranti il Castello di Duino, con quadri realizzati en plein air in occasione di “Primavera al Castello”, e le poesie dei vincitori e partecipanti al Premio Internazionale di Poesie Rainer Maria Rilke giunto alla sua quinta edizione (la premiazione dei vincitori di è svolta il 6 dicmebre u.s. al Castello di Duino, con l’assegnazione di due Premi alla Carriera a Maurizio Cucchi e Miroslav Košuta). 
Durante il periodo di apertura della mostra, si svolgeranno anche letture pubbliche delle poesie di Rilke, coordinate da Christian Sinicco, direttore del Premio Rilke, insieme a Elisa Donzelli e a Elisabeth Faller, rappresentante degli scrittori carinziani.
Il progetto è coordinato da Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada, in collaborazione con il Castello di Duino per la realizzazione di visite guidate e percorsi integrati tra mostra, poesia e territorio, con l’obiettivo di valorizzare la sinergia tra cultura, turismo e memoria storica.
Un territorio che genera poesia
Giorgio Rossi Assessore alla Cultura del Comune di Trieste: “Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare al Magazzino 26 una mostra di così alto profilo dedicata a Rainer Maria Rilke, figura centrale della poesia europea e autore che proprio nel nostro territorio trovò una delle sue più profonde fonti di ispirazione. Celebrare il 150° anniversario della sua nascita significa anche valorizzare quel legame unico tra Rilke, Duino e Trieste, un rapporto che continua a parlare alla nostra identità culturale. Questa iniziativa conferma inoltre la crescita qualitativa del Magazzino 26, divenuto negli ultimi anni un polo espositivo capace di accogliere progetti di grande valore storico, letterario e artistico. Mostre come questa arricchiscono la città e rafforzano il ruolo di Trieste come crocevia internazionale della cultura e della creatività.”
Massimo Romita presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis: “Questa mostra e le iniziative che la accompagnano intendono riportare Rilke al centro dell’identità culturale di Duino e di Trieste, città di confine e di dialogo, crocevia di lingue e sensibilità che il poeta seppe trasformare in poesia universale. Fa parte del progetto DuinoBook – Le origini, volto a costruire ponti tra letteratura, arte e comunità, facendo del nostro territorio un luogo di ispirazione e di accoglienza per la poesia di ieri e di oggi”.
Rainer Maria Rilke – Cenni biografici
Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Valmont, 29 dicembre 1926) crebbe in un contesto multiculturale che contribuì in modo decisivo alla sua sensibilità letteraria. Dopo studi non sempre lineari, Rilke maturò la propria vocazione poetica attraverso una vita di viaggi, incontri e spostamenti continui: Monaco, Berlino, Firenze, Parigi, Russia, Scandinavia.
Lou Andreas-Salomé ebbe un ruolo cruciale nel suo percorso intellettuale; Auguste Rodin, con il suo rigore artistico influenzò profondamente il modo rilkiano di “vedere” il mondo.
Autore del Libro d’Ore, del Libro delle Immagini e dei Quaderni di Malte Laurids Brigge, Rilke volle con la sua poesia dare voce all’invisibile, al mistero dell’esistenza, alla metamorfosi come forza essenziale della vita. L’arrivo a Duino nel 1911, come ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis, rappresentò uno dei momenti più fertili della sua intera produzione: qui, immerso nel paesaggio del Carso e del Golfo di Trieste, nacquero i primi versi delle Elegie Duinesi, capolavoro assoluto della modernità. Rilke trascorse gli ultimi anni in Svizzera, dove morì nel 1926. Riposa nel cimitero di Raron, su una roccia che sovrasta il paese, accanto alla chiesa della fortezza. La lapide, voluta dal poeta, richiama l’idea della vita come continua trasformazione. Ed ogni notte pesante la terra cade dagli astri nella solitudine.
Gli Angeli delle Elegie duinesi di Rilke e gli Angeli di Ponte Sant’Angelo
Gli Angeli delle Elegie duinesi di Rilke e gli Angeli di Ponte Sant’Angelo rivelano due forme complementari di relazione tra visibile e invisibile. L’Angelo rilkiano è una presenza assoluta, tremenda, non consolatoria: una forza straniera che non si cura degli uomini e che, proprio nel suo Dasein, misura la povertà dell’esser-ci umano. È figura di distanza, non di contatto; svela la sproporzione tra il nostro bisogno di senso e la pura trascendenza. Gli Angeli del Bernini a Ponte Sant’Angelo si offrono invece come mediazioni visibili: modellati nel marmo, partecipi del pathos umano, accompagnano il pellegrino in un itinerario ascensionale, trasformando il ponte in un cammino verso il sacro. In entrambi i casi, l’angelo è figura del limen, cioè del confine, del passaggio: nell’uno si manifesta l’incolmabile distanza dell’assoluto, nell’altro la necessaria ricerca di forme che rendano quell’assoluto abitabile.
La mostra – a ingresso libero – è promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, in collaborazione con il Comune di Trieste e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del bando umanistico del progetto “DuinoBook – Le origini”. L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per il 150º anniversario della nascita di Rilke (04.12.1875).



