Le nostre navi-Vele e vapori. Talvolta i ricordi arrivano con un biglietto in una bottiglia spinta a riva dalle onde. In questo caso è stata un’amica di FB a ricordarmi che fra le millanta cose di cui ho scritto ci sono state anche le schede con immagini di 30 “vele e vapori” che Il Piccolo donò in omaggio ai suoi lettori. Illustrazioni di velieri, piroscafi a vapore, fino ai primi transatlantici che testimoniano il carattere di una città che si estendeva fino a dove arrivavano le sue navi.
Vi ripropongo qui la copertina della cartella che le raccoglieva, tratta da una cartolina che avevo scovato per caso in uno dei tanti negozietti di robe vecie locali, e alcune righe della presentazione del lavoro.
“Quella selva d’antenne, quei legni a gonfie vele che entrano in porto, quell’interminable estensione del mare che non ha altro confine che il cielo: questa città fiorente per la gioventù , questa frequenza di popolo, questo affrettarsi generale dei commecianti, quelle strade larghe, quelle case che si vanno erigendo continuamente, i colpi di martello che risuonano da ogni canto, tutto ciò ravviva l’anima e la riempie d’ebbrezza!”
La descrizione di una città rimasta viva, prospera e ottimista finchè le sue banchine sono state affollate di navi, finchè, partendo da qui, le sue vele e i suoi vapori hanno solcato i mari del mondo.
Trieste, porto della Mitteleuropa che qui ha deciso di rompere con l’arretratezza di confini inquieti e di respirare l’aria libera del mare. La riva, dove scrittori, commercianti, grandi personaggi, semplici viaggiatori, dall’Obelisco come Schinkel, dal treno come Bahr o Schiele, hanno per la prima volta visto il mare e con esso respirato un’aria nuova di libertà.
(…) Alza la vela Trieste, sciogli la cima!



