Colomba con Pellecchiella e Pastiera

Già dal titolo si capisce che stiamo per raccontare di eccellenze napoletane o campane in senso lato. La colomba pasquale, accanto alle versioni classiche, è proposta da Mignon con la pregiata albicocca Pellecchiella, varietà autoctona coltivata nel Parco Nazionale del Vesuvio dal profumo intenso e delicato. Ma sulla tavola della tradizione non può mancare la Pastiera, che a Napoli non è soltanto un dessert. È un rituale che accompagna l’arrivo della primavera, un dolce che si prepara con giorni di anticipo perché, dicono gli esperti, “è più buona se riposa”.

La versione proposta da Mignon-Eccellenze napoletane nei suoi punti vendita di Milano (Stazione Centrale e corso di Porta Romana 48), Torino Porta Nuova e Roma Termini è fedele alla ricetta tradizionale; il costo per il formnato da 600 g è di 26,00 euro). Tutto inizia dai chicchi di grano, messi a bagno e poi cotti lentamente con latte, zucchero, scorza di limone e vaniglia fino a ottenere una crema morbida e profumata. Il composto riposa per permettere agli aromi di amalgamarsi perfettamente. Il ripieno ricco e fragrante è preparato con ricotta freschissima dei Monti Lattari, uova, canditi artigianali e la preziosa essenza di neroli, distillata dai fiori di arancio amaro, che regala alla pastiera il suo profumo inconfondibile. Il tutto è racchiuso in una frolla friabile e profumata, decorata con le tradizionali strisce intrecciate. Secondo una delle leggende più affascinanti della tradizione napoletana, queste strisce richiamano i sette doni che gli abitanti di Napoli offrirono alla sirena Partenope per ringraziarla della sua protezione: farina, ricotta, uova, grano, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero. Da quell’offerta sarebbe nato il dolce simbolo della Pasqua partenopea che, con le sue losanghe di pasta ricordano anche la planimetria di Neapolis, con i tre Decumani e i quattro Cardini che li attraversano… in senso trasversale.

Fabiana Romanutti