Ode alla marcia enogastronomica Kohišče 

Premessa: che cos’è una marcia enogastronomica

Non si partecipa per vincere ma per scoprire le bellezze dei luoghi, per gustare prodotti veri e genuini, conoscere i produttori, in un’atmosfera leggera di conviviale amicizia. Le marce enogastronomiche rappresentano una delle espressioni più autentiche del turismo lento e della cultura del territorio. Non conta arrivare primi: conta condividere il percorso, chiacchierare, fermarsi ai punti ristoro, incontrare persone del posto. Non sono semplici passeggiate né eventi dedicati solo al cibo: sono esperienze che uniscono natura, tradizioni, convivialità e scoperta. In questi percorsi il cammino diventa un modo per entrare in contatto con l’anima di un luogo, attraversandolo con calma, osservandolo, ascoltandolo e soprattutto assaporandolo.

Qui non esiste l’ansia del risultato o del tempo da battere. Il ritmo è libero, rilassato, pensato per permettere ai partecipanti di vivere ogni tappa come un momento di incontro e di piacere, fermandosi lungo il percorso per degustare piatti tipici, vini locali e prodotti della tradizione. Ogni sosta diventa un’occasione per conoscere la storia gastronomica del territorio e il lavoro di chi lo custodisce ogni giorno.

Uno degli aspetti più affascinanti di queste manifestazioni è il legame profondo tra paesaggio e cucina. I sapori non vengono presentati in modo astratto, ma nascono dal contesto che i partecipanti stanno attraversando. Tutto acquista un significato diverso, più vero e coinvolgente. Il territorio non è una cornice ma diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Le marce enogastronomiche valorizzano anche il patrimonio culturale e umano delle comunità locali. Dietro l’evento ci sono associazioni, volontari, agricoltori, cantine, piccoli produttori e abitanti del luogo che collaborano per accogliere i partecipanti e trasmettere le proprie tradizioni. Questo crea un’atmosfera genuina, semplice e calorosa, molto lontana dal turismo frettoloso e impersonale. Si condividono tavolate all’aperto, bicchieri di vino, racconti, ricette tramandate da generazioni e momenti di allegria che fanno sentire tutti parte della stessa festa.

Altro elemento importante è il valore della lentezza. In una società dominata dalla velocità e dalla continua ricerca della prestazione, queste camminate invitano a rallentare e a vivere il tempo in modo diverso. Camminare senza fretta permette di osservare dettagli che normalmente sfuggono: il profumo dell’erba bagnata, il silenzio dei boschi, la voce delle persone che si incontrano lungo il percorso. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e che spesso lascia ricordi molto intensi proprio per la sua semplicità.

Le marce enogastronomiche hanno anche una forte capacità aggregativa. Partecipano famiglie, gruppi di amici, escursionisti, appassionati di cucina, turisti e persone di ogni età. Il fatto che siano non competitive le rende inclusive e accessibili, creando un clima rilassato in cui conta soprattutto stare insieme. Non è raro vedere sconosciuti iniziare a parlare durante il cammino e condividere un tratto di strada o una degustazione come se si conoscessero da tempo.

Queste iniziative hanno un ruolo importante nella promozione del turismo sostenibile. Portano attenzione verso aree rurali e piccoli borghi spesso poco conosciuti, aiutando l’economia locale e incentivando forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle tradizioni. In molti casi contribuiscono anche alla tutela di sentieri storici, percorsi naturalistici e pratiche agricole tradizionali che rischierebbero di andare perdute.

Partecipare a una marcia enogastronomica significa vivere un’esperienza completa: non soltanto mangiare bene o fare attività fisica, ma entrare in relazione con un territorio attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e le persone che lo abitano. È un modo semplice ma profondo di viaggiare e di riscoprire il valore delle cose autentiche, della convivialità e dell’amicizia.

Non si cammina per arrivare, ma per assaporare il territorio passo dopo passo.

Fabiana Romanutti

Marcia internazionale enogastronomica storica culturale e didattica

Dodici anni fa gli organizzatori hanno pensato che attraversare un territorio e conoscere le persone che in esso vivono e lavorano, assaggiando anche i loro prodotti enogastronomici, potesse essere un modo vincente, semplice ed efficace e per promuovere il territorio del Carso triestino, goriziano e le realtà transfrontaliere. Un’area preziosa non solo per il lavoro agricolo, ma anche per le sue attrazioni naturali, la sua biodiversità, le sue vicende storiche. E ora che in questo piccolo pezzo di mondo non c’è più un confine a dividerci, i visitatori, residenti, turisti provenienti da più lontano possono muoversi liberamente su questa terra.

Questo era il messaggio di unione che volevano fosse trasmesso alle giovani generazioni. Ieri come oggi. Per il domani. Ivanka Pahor


IN PARTENZAAA!

Dalle 8.30 alle 10.30 ognuno parte quando preferisce. E da dove preferisce: è o non è una bella gita di piacere? In coppia, con il cane, con un gruppo di amici, senza guida si partecipa alla mitica marcia-evento seguendo il sentiero segnalato. Avete ben quattro località fra le quali scegliere: Duino – Stazione FS  Ceroglie – Adventure park  Medeazza – Campo sportivo – Brestovica

PRIMA DOVETE ISCRIVERVI!

Prima della partenza ci si iscrive e si paga la quota di partecipazione. Sono 20,00 euri per gli adulti e 15,00 per bambini e ragazzi fino ai 13 anni. Quando avete pagato la quota d’iscrizione riceverete i buoni per le degustazioni nelle postazioni segnalate, i buoni per il pasto all’arrivo, le magliette…

MA DOV’È IL TRAGUARDO?
La marcia termina presso il borgo Kohišče  e qui dalle 12.00 in poi potrete gustare anche il vostro pasto caldo.

Dodici anni fa gli organizzatori hanno pensato che attraversare un territorio e conoscere le persone che in esso vivono e lavorano, assaggiando anche i loro prodotti enogastronomici, potesse essere un modo vincente, semplice ed efficace e per promuovere il territorio del Carso triestino, goriziano e le realtà transfrontaliere. Un’area preziosa non solo per il lavoro agricolo, ma anche per le sue attrazioni naturali, la sua biodiversità, le sue vicende storiche. E ora che in questo piccolo pezzo di mondo non c’è più un confine a dividerci, i visitatori, residenti, turisti provenienti da più lontano possono muoversi liberamente su questa terra. Questo era il messaggio di unione che volevano fosse trasmesso alle giovani generazioni. Ieri come oggi. Per il domani.

http://www.kohisce.com