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Quasi cento birre in degustazione a Trieste

  • Amanti della birra, segnatevi la data: lunedì 8 giugno al ristorante Montecarlo di Trieste dalle 11.30 alle 20.30 appuntamento imperdibilie con quasi un centinaio di birre italiane e straniere servite da esperti mastri birrai. L’Associazione Cuochi Trieste, presieduta da Emilio Cuk, continua nel suo percorso didattico divulgativo con incontri rivolti ai propri associati e al pubblico più attento e interessato ai temi dell’enogastronomia. Dopo il recente evento dedicato alle Malvasie della Mitteleuropa," riproponiamo l’incontro con la birra di qualità che già tanto successo ha ottenuto nella prima edizione. Come Associazione Cuochi, spiega Cuk, abbiamo l’impressione che in molti, troppi, locali la birra sia di qualità mediocre, oltretutto spesso mal servita, con poca attenzione alla spillatura corretta e alla pulizia dell’impianto. Ed è raro apprezzare una buona birra con un appropriato abbinamento gastronomico a tavola. Ecco il motivo per cui viene nuovamente posta l’attenzione su questa bevanda con un nuovo incontro e con una presenza di assoluto rilievo qualitativo dei birrifici presenti. Sarà possibile assaggiare e valutare numerosissime birre italiane di apprezzati microbirrifici storici con i classici stili fondamentali della birra. I professionisti che serviranno il prodotto sono garanzia della qualità dell’evento: un utile ripasso per chi è già esperto e un interessante approccio per chi vuole cominciare a saperne qualcosa di più".
    Lunedì 8 giugno 2015 dalle 11.30 alle 20.30 Presso il Ristorante Montecarlo Via San Marco 10, Trieste
    Supporteranno la degustazione con prodotti alimentari di qualità:
    Prosciuttificio Branchi, Salumificio Il Grifone, Salumificio Le Bon, Salumificio Sfreddo, Caseificio Vidali, Caseificio Borg Dai Ocjs, Pastificio Barone, Salumificio Lovison, I Prodotti Dei Presidi Slow Food Del Friuli Venezia Giulia.
    Costo di ingresso: 10 euro. Si potranno assaggiare tutte le birre e i prodotti presenti.
  • Ecco di seguito le birre in degustazione:
    Baladin: Isaac, Nora, Super Bitter (e bibite naturali: ginger, spuma, cedrata, cola)
    Benaco 70: Kolsch, Strong Bitter, Blanche, Helles Honey Ale, India Pale Ale, Porter
    Bire Tosolini: Birra 69, Birra 72, Birra 75 e selezione di distillati dell’azienda
    Birra Viva: selezione di birre estere
    Bruton: Bianca, Lilith, Stoner, 10, Limes
    Di Birra: Shepherd, Kitzmann, De Ryck, Belgoo Reckendorfer
    Ivan Borsato: Formenton Bio, Calibro 5 Bio, Sì Sì Lì Bio, Dazio, Molo, Ghe Sha
    K3brauer: Birra Spiga Reale Bianca, Birra Spiga Reale Ambrata
    La Gastaldia: Gast, Kloster, Apa, Haka, Blondie, Melita Petra
    Meravea: Clara, Rimenta, Nerafina
    Matthias Muller: La Bianca, La Shila, La Spadona
    San Servolo: Svijseto Pivo, Tamno Pivo, Premium Crveno Pivo
    Sognando Birra: Sayamè, Sisma, Madame Blanche, Hoppitergium
  • Wine Beer Pelicon: The 3Dh Pill, Out Of China, Bevog, Kramah, Ond, Tak
    Zanna Beer: Savin Ja, Polaris, Triple Z
  • CON IL PATROCINIO E CONTRIBUTO della BANCA POPOLARE DI CIVIDALE
    E inoltre con il contributo di: ZURICH ASSICURAZIONI di Ruta & Monticolo, GORETTI GOMME, BERE BENE
    Nell’ambito della manifestazione sarà possibile aderire all’Associazione Cuochi Trieste, associazione non riservata solo ai cuochi ma a tutti quelli che amano la buona cucina (con interessanti sconti e vantaggi).
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Birra Seef, da Anversa ritorna

“Aveva una schiuma come quella di uno champagne e dava alla testa come il Porto”. La Pilsner ci aveva solo provato, fu l'esercito belga a dare il colpo di grazia alla birra di Anversa. Smantellate le birrerie locali, della Seef nessuno parlava più. Ma arrivò un giorno Johan Van Dyck, giovane direttore marketing della Brouwerij Duvel Moortgat. Per caso e fortuita coincidenza venne a conoscenza dell’esistenza, un tempo, della Seef. Esattamente non poteva sapere che cos'era. Si mise alla ricerca della sua storia e della sua ricetta. Qualcuno che l'aveva bevuta e prodotta era ancora in vita. Johan giunse a persino a individuare un tesoro: il lievito originale conservato all'Università di Lovanio. Non restava che mettersi in contatto con Freddy and Filip Delvaux. Gli stessi professori, padre e figlio, che hanno collaborato con Sam Clagione della Dogfish Head per replicare la millenaria tecnica dibirrificazione egizia che ha portato alla Ta Henket. È stato questo circolo virtuoso di curiosità fato e determinazione a riportare Seef ad Anversa e non solo. Il suo cammino è ripreso ufficialmente il 9 Marzo 2012. Non è neppure mancata la classica cerimonia alla presenza del sindaco locale. Le prime Seefbier hanno ripreso vita nei locali della Roman Brewery a Oudenaarde. Ma questa non è una storia come le altre. A oggi Seef (pronunciata come Safe) ha raggiunto gli Stati Uniti e il Giappone, oltre alle più vicine Danimarca, Olanda e Svizzera. Si è fatta notare al World Beer Cup, dove ha vinto la medaglia d’oro nella categoria 65 (Other Belgian-Style Ale). Per il 2014 ci sono pure fondate speranze di trovarla in Italia. I contatti per farle superare le Alpi sono stati presi dalla Anversa Brewing Company, che ne cura la produzione. Le aspettative sono molte. Nel 1916 la birra Seef era descritta da Hendrik Verlinden come la birra del futuro sebbene avesse spopolato per tutto il secolo precedente.

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Leonardo Romanelli: birra in tavola e in cucina

Leoranrdo Romanelli e il libro la birra in tavola e in cucinaLeoranrdo Romanelli e il libro la birra in tavola e in cucina

A parte il numero crescente di birrifici, beer shop  e il forte aumento  di livello delle produzione a  conseguenza della grande richiesta del    mercato,  lo stato di salute del settore è percepibile da una moltitudine di eventi, degustazioni e appuntamenti che girano  intorno  alla fermentata più famosa del  mondo.

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BIRRÒFORUM

Ieri 27 giugno Birròforum finalmente ha aperto le sue porte ai  visitatori. Il tanto atteso evento che fino al  30 Giugno 2013 sarà punto  d’incontro  per le degustazioni  della fermentata più famosa del  mondo. 

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Imperial Beer Party

 La birra questa protagonista. Ancora una volta la capitale accoglierà la fermentata in una 4 giorni, dove la parola d’ordine sarà solo esclusivamente BEER! Tuttavia non sarà sola. Musica, eventi, laboratori e buon cibo saranno i partner giusti di questa manifestazione brassicola.

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Assaggiare la regione di Pilsen

Il territorio della Repubblica Ceca si presenta il 6 giugno 2013 alle 18 al Castello del Buonconsiglio a Trento.

Il centro naturale della regione è la città di Pilsen, ricca di storia e di cultura. Pilsen è anche bacino economico di prestigio e qui vi sono fabbriche importanti come la Skoda e il birrificio di fama internazionale Plzenský Prazdroj che produce, da 170 anni e nello stesso modo, la birra che ha dato origine alle "chiare": l'originale Pilsner Urquell, di cui vi mostriamo la porta della fabbrica. Tutto questo insieme alle numerose attività culturali costituisce il motivo per cui alla città di Pilsen è stata conferita una denominazione di prestigio: il titolo della Capitale europea di cultura 2015. Altra località interessante della regione di Pilsen è Chodsko, dove gli usi e costumi tradizionali vivono ancora: vengono mantenuti importanti elementi di folclore, come il dialetto, il costume popolare tradizionale, la cornamusa e l'artigianato tipico.

La delegazione di Pilsen, guidata dal vicepresidente della regione Jiri Strucek, si presenterà in costumi popolari della zona di Chodsko. Gli ospiti potranno godersi la musica per cornamusa mentre assaggiano le specialità gastronomiche locali, come "utopenci","ekoláce", sorseggiando una fresca Pilsner Urquell spillata alla perfezione.

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Birrificio Castelli Romani: le Saison

Birrificio Castelli RomaniBirrificio Castelli Romani

I Castelli Romani continuano a riservare grandi sorprese. Una di queste la birra. Ora anche lei al centro della scena di questo territorio che non smette di meravigliarci e stupirci. Birrificio Castelli Romani, ambiente di giovani con l'idea di assorbire la cultura brassicola di Paolo Mazzola, guru della birra, uno dei maggiori esperti a livello nazionale, docente dei master di Slow Food e di mille altre iniziative di questo mondo del luppolo e del malto. Già prima del 2000 si attivava alla scoperta e alla cultura dell’artigianale brassicolo italiano ed Internazionale. Nell’aria l’idea di diventare imprenditore e da qua il passo è stato breve. Diventa presidente di MOVIMENTO BIRRA CASTELLI ROMANI ed infine presidente del Birrificio omonimo. Mi trovo a Colli Albani nel Beer Shop “Hop'n Art” a degustare le tre birre da pochissimo immesse sul mercato, le prime cotte hanno prodotto solo 850 piccoli gioielli da 33 cl, già quasi esaurite a soli pochi giorni dalla loro presentazione. Attesa per la seconda produzione dove ne sono previste 8000. Dove probabilmente alle due saison e ad un APA si aggiungerà una terza saison al sambuco. Siamo in tre, io, Paolo Mazzola e Andrea Masi proprietario del Beer Shop che ci sta ospitando. La tavola rotonda della degustazione è pronta. Tre le birre sul tavolo: Giulio Agricola, L’Ariccina e Pig Floid tutte firmate Birrificio Castelli Romani (etichette disegnate da Publigiovane), sono pronte e io curiosa e assetata inizio la scoperta delle tre piccole, giovani, fermentate e “GAJARDE”. Iniziamo con una saison (stile di birra chiara ad alta fermentazione tipica della Vallonia, parte del Belgio di lingua francese. La saison è da considerasi come birra di fattoria, perché in queste veniva originariamente fermentata).

 La Pig Floid, L'Ariccina, Giulio AgricolaLa Pig Floid, L'Ariccina, Giulio AgricolaSi scoprono tante cose quando si degusta, soprattutto quando si ha l’occasione di farlo con il produttore e con  chi di birra se ne intende come Andrea. L’amico Paolo ci racconta che il nome di questa Saison “GIULIO AGRICOLA” deriva da Gneo Giulio Agricola, governatore della Britannia, che tornato a Roma nel 85d.C portò con sè nella sua amata Roma, tre mastri Birrai da Glevum (l’odierna Gloucester)e aprì il primo pub d’Italia. Si presenta al naso con interessanti e intensi profumi fruttati di banana, frutta tropicale, dato da luppoli Saaz e Strisselspalt, dry hopping e Perle da amaro. Pepe e spezie derivati dai lieviti tipici, li ritrovi anche al palato. Assolutamente in stile anche la persistenza nel cavo orale, leggera e interessante la parte fresca che prosegue intensa a chiudere. L’amaro del finale va a bilanciare  la parte dolce importante, derivata dagli esteri. Equilibrata e armonica. Seconda birra “L'ARICCINA”, la bassa di gamma delle tre, la più leggera. Una saison al farro con lievito french saison, profumi lievi e delicati, le sensazioni morbide avvolgono il palato insieme alla speziatura forte e evidente che ne fanno da contrasto e rimangono lunghe, anzi lunghissime nel cavo orale. Nessun amaro a pulizia, fortemente presente la parte citrica, delicata e morbida, uso di una luppolatura europea: Saaz da aroma e Perle da amaro. L’etichetta stilizzata di una donna che al posto dei capelli ha dei cocci dove veniva servita la porchetta calda  di Ariccia richiama il nome di uno dei luoghi dei Castelli Romani più rinomati e anche sede legale del birrificio. Terza, ma non ultima la “PIG FLOID” . Un’APA (American Pale Ale) non tradizionale, di media struttura con un amaro non trascurabile, non gioca sulle caramellosità date dal malto, che normalmente trovi nel bicchiere e classico di questo stile, ma vira su aromi che la caratterizzano, frutta tropicale, sentori quasi tabaccosi, uva spina, poco invadente al naso, non esplode con aromi violenti, luppoli americani e neozelandesi : Nelson Sauvin , Cascade, Perle da aroma e dry hopping.
Una prima rivoluzionaria questa, niente è scontato, tutto è particolare. Gli stili virano, si muovono verso direzioni non palesi. Hanno molto da dire, si raccontano nel bicchiere, si legge la passione, l’amore e la cura che si è avuto nel farle. Ora aspetto con ansia la saison al sambuco, che presto si unirà al trio! Potete trovarle al momento in vendita al Mercato Contadino dei Castelli Romani al prezzo di 10 € nella confezione da tre e naturalmente presente già in alcuni Beer shop come il Beerbaccione di Albano.

Contatti:
Birrificio Castelli Romani
Movimento Castelli Romani
Albano Laziale Via Rocca di Papa 24
Paolo Mazzola: Tel 3402637060

 

 

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PILSNER URQUELL, L’UNICA E ORIGINALE BIRRA PILS: IN TOUR

Il 4 ottobre 1842, data importante che ha rivoluzionato il mondo  della birra,  ha visto  nascere la prima birra dorata al mondo, modificando  e stabilendo  gli  standard per tutte le birre  chiare da allora. E proprio  alla Pilsner Urquel, spetta questo  riconoscimento  da parte degli  intenditori definendola “ La birra che ha cambiato i modi  in cui  il mondo  vede la birra”.

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Birrificio Aurelio ed il "Sogno Americano": Ius Primae Noctis

Ius Primae Noctis del  birrificio AurelioIus Primae Noctis del birrificio Aurelio

Quello che ho nel mio Teku in questo momento non è semplicemente una birra; la Ius Primae Noctis è un dorato e fresco vento di maggio sul viso; un pomeriggio nel giardino, seduto a chiacchierare parlando di musica rock con amici di vecchia data; compagni di bevute, di epiche avventure riportate come vivide istantanee di un viaggio appena trascorso.

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Birra e cioccolato

UNA BEVANDA SACRA PER IL CIBO DEGLI DEI

A molti potrebbe sembrare un azzardo se non proprio una follia, però l’abbinamento del cioccolato con la birra sempre più spesso stupisce ed appassiona.

La birra è una bevanda antichissima. E’ del 3700 a. C. circa la tavoletta d’argilla sumera che rappresenta la prima testimonianza scritta sulla birra come dono agli dei. Anche il cioccolato ha origini lontane. Furono i Maya ad avviare la prima piantagione di fave di cacao intorno al 600 a. C.  mentre gli Aztechi le diffusero in tutto il Centro-America. Entrambi i popoli consideravano il cioccolato, inizialmente consumato liquido, un regalo degli dei e ritenevano avesse proprietà meravigliose, addirittura magiche.

Oggi noi possiamo disporre di svariati tipi di birre e di tanti tipi di cioccolato ed agli appassionati viene naturale pensare ad un abbinamento. Innanzitutto perché possiedono sentori comuni: il dolce e l’amaro, il tostato,

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