Escursione nei luoghi di Novella Cantarutti

Una domenica nei luoghi che hanno ispirato la poetessa friulana Novella Cantarutti, fra le colline di Meduno e borghi ricchi di storia, ma anche nel regno di sapori tipici del territorio come la storica pitina: è quanto propone, domenica 24 settembre 2017 la nuova escursione del Centro Culturale Casa Zanussi, coordinata dalla presidente CICP Maria Francesca Vassallo, nell’ambito del ciclo “Percorsi ed esperienze nel territorio”. Ritrovo  alle 9 al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone in via Concordia 7. Spazio in mattinata alle prime due visite a Meduno con Filippo Bier e il sapore di pitina, quindi a Navarons, a Casa Andreuzzi. La famiglia Andreuzzi capeggiò i moti patriottici insurrezionisti contro gli austriaci nel 1864. La cellula ecomuseale "Casa Andreuzzi" di Meduno nasce con l'intento di tramandare la memoria dei Moti Friulani e raccoglie le testimonianze dei rapporti intercorsi tra il patriota Antonio Andreuzzi, suo figlio Silvio edi grandi personaggi della storia risorgimentale italiana come Mazzini e Garibaldi. Novella Cantarutti, scomparsa nel 2009, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Navarons, in Val Meduna. Appartiene alla generazione di letterati che, alla fine della seconda guerra mondiale, si dedicò all’uso della propria lingua, in poesia e in prosa, e allo studio della vita tradizionale friulana, usando la varietà del friulano occidentale. L’escursione prosegue con la degustazione a cura della ProLoco di Meduno nell’ambito dei festeggiamenti della tradizionale Festa della Madonna e infine con la visita da Andreino Ferroli per scoprire la maestria artigiana e la collezione di attrezzi dedicati allo scalpellino. Luigi del Bianco, originario di Meduno, uno dei più apprezzati artefici dell'imponente monumento "dei presidenti" che si staglia sul Monte Rushmore, nella catena delle Black Hills, in Sud Dakota. Dal 1933 al 1941, anno di inaugurazione del “Mount Rushmore National Memorial”, Del Bianco lavorò quasi ininterrottamente all'opera d'arte, aggiudicandosi la stima di tutti, che lo ritenevano “...uno degli uomini più competenti che abbiano mai avorato alla montagna”. Info e prenotazioni: tel 0434 365387.

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Mappa di comunità e il paese di Flaipano

La toponomastica è l’insieme dei nomi di luogo di una determinata area, ma riguarda anche lo studio della loro origine e del loro significato. La Mappa della Parrocchia di S. Maria Maddalena, prodotta dall’Ecomuseo delle Acque dopo un lavoro collettivo che per un anno ha coinvolto l’intera comunità di Flaipano, si è basata anche sulla raccolta sistematica dei toponimi locali che ha consentito di realizzare la Carta della toponomastica, presentata in occasione della festa del paese. Il territorio oggetto di studio ha riguardato, oltre a Flaipano, gli insediamenti di Frattins, Cretto di Sopra e Cretto di Sotto (Montenars) e Pers (Lusevera). La carta farà parte, con altre carte tematiche, di una pubblicazione che è in fase di realizzazione.

cartolina del 1936cartolina del 1936

I toponimi riportati sulla carta sono in totale 285; di essi viene indicata l’etimologia grazie al lavoro di ricerca e interpretazione svolto in particolare da Romeo Crapiz, insegnante in pensione originario del luogo. Sono quasi tutti di origine slava perché su questo territorio, a partire dall’età longobarda, si è insediata una popolazione di quel ceppo linguistico, dedita alla pastorizia e all’agricoltura, che ha denominato nel proprio dialetto i luoghi in cui viveva e lavorava. In prevalenza venivano designate con nomi specifici le caratteristiche fisiche del territorio, come alture, avvallamenti, rupi, pianori, corsi d’acqua, grotte, che costituivano dei punti di riferimento essenziali per orientarsi. L’uso di questo dialetto è continuato fino alla prima metà del Novecento. Al censimento generale del 1901, 112 su 115 famiglie di Flaipano dichiaravano di usare comunemente il dialetto slavo; a Pers si raggiungeva il 100 per cento. A cosa può servire questa carta, al di là dell’interesse che può suscitare negli studiosi di toponomastica? Può essere utile a escursionisti, boscaioli, geologi e studiosi di flora e fauna, ma anche ai proprietari dei terreni, che spesso si ritrovano ad aver ereditato prati e boschi in cui non hanno mai messo piede, che vedono indicati coi loro nomi sugli atti notarili o sui documenti catastali ma che non sanno ritrovare.

realizzazione del disegnatore Luigino Peressinirealizzazione del disegnatore Luigino Peressini

 

Articolo completo pubblicato sul mensile cartaceo qbquantobasta di settembre 2017, che contiene anche l'inedita ricetta della granperessa, una gustosissima polenta di patate.

Primitivo di Manduria vendemmia 2017

La raccolta per la denominazione pugliese Primitivo di Manduria si mantiene sulla stima dello scorso anno (20milioni di litri). Il calo delle rese è stato contenuto con un aumento di superficie dei vigneti a Doc. Vendemmia 2017:
uve sane e ottimo grado zuccherino. Il Consorzio ottiene il blocco per prodotti ingannevoli in Cile, Spagna e Italia. “Siamo agli ultimi giorni di raccolta per le uve della nostra doc. Considerati i vari fattori, possiamo prevedere che la vendemmia di quest’anno sia paragonabile nelle quantità alla scorsa campagna. È da registrare un calo delle rese in campo, legato sia a un minor carico dei vigneti sin dalla fioritura, sia a due settimane di caldo intensissimo verso fine luglio. Molti agricoltori hanno quindi preferito dedicarsi alla produzione a Doc rispettando chiaramente i parametri qualitativi e la composizione ampelografica prevista dal disciplinare. - spiega Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - Il calo è stato quindi contenuto grazie ai nuovi impianti che hanno permesso un aumento di superficie dei vigneti a Doc. Abbiamo un prodotto perfetto dal punto di vista organolettico: uve senza muffa e una maturazione con grado zuccherino ottimale. Il 2017 sarà ricordato come l’anno del caldo record (in Puglia si sono toccati anche 45°) e assenza di piogge, ma il vento di tramontana, una gestione oculata delle risorse idriche e la provvidenziale capacità di adattamento e resistenza alle alte temperatura della varietà Primitivo ha permesso di conservare bene lo stato dei grappoli. Una minor produzione si è registrata per le uve destinate alla Docg perché il grado zuccherino non si è presentato cosi elevato per il Dolce Naturale.Venti milioni di litri per questa vendemmia, una cifra che permetterà di produrre circa 25 milioni bottiglie destinate soprattutto ai mercati esteri come Messico, Sud Est Asiatico, Europa, Cina, Russia e Brasile, Uk, Belgio, Olanda e Germania

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“Proprio perché è così amato all’estero anche per il suo straordinario appeal, – aggiunge Erario - il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione. Una situazione alla quale abbiamo risposto, negli ultimi due anni, con una controffensiva senza precedenti in termini di vigilanza e tutela. Abbiamo messo in atto una ventina di azioni di contrasto in sede stragiudiziale e le denunce stanno portando a interventi d’ufficio da parte delle autorità competenti nei Paesi mondiali. Attualmente in Cile, in Spagna e anche in Italia, la vigilanza e la tutela del Consorzio ha bloccato la commercializzazione di falsi e ingannevoli marchi di Primitivo di Manduria. Con il riconoscimento Erga Omnes per la DOC stiamo agendo non più nell’interesse dei soli soci, ma di tutti coloro che producono, trasformano e imbottigliano il Primitivo di Manduria sul territorio nazionale. Sono state implementate le funzioni di tutela, di promozione, e, con i nuovi fondi, si è aggiunto un compito importante, quello di vigilanza. Le nostre misure di intervento sono attive costantemente non solo per difendere i produttori ma anche i consumatori. Un risultato che è frutto di una crescita culturale e di un’attenzione sempre crescente alla tutela dell’unicità e tipicità che distingue la produzione della nostra denominazione”.

 

I formaggi dell’Antica Contea di Gorizia

 

I formaggi dell’Antica Contea di Gorizia: se ne parla a Gusti di Frontiera con gli Accademici della Cucina. Nell’ambito di Gusti di Frontiera 2017 a Gorizia, la Delegazione di Gorizia dell’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, guidata dall’ingegner Roberto Zottar, ed ERSA, Ente Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura, organizzano un Convegno Internazionale dal titolo “Dal latte alla Tavola – Tradizioni ed eccellenze di un territorio di confine”. Appuntamento sabato 23 settembre alle 15.00 in Casa Stiksa-Krainer in via Rastello.  L’obiettivo è quello di riscoprire le tradizionali produzioni lattiero-casearie del territorio dell’Antica Contea di Gorizia, dalla Alta Valle dell’Isonzo al Carso alla pianura friulana orientale, patria delle prime latterie turnarie. Da questi territori provenivano il formaggio ed il burro consumati nel goriziano, almeno fino al fine dell’Impero Austroungarico. La vicinanza al mare e l’umidità dell’Isonzo e dei suoi affluenti hanno sempre garantito pascoli ricchi di flora autoctona i cui profumi si riflettevano, e riflettono, nei formaggi tipici del territorio. Gli interventi spazieranno dalla presentazione del formaggio Plezzan della val Trenta di cui Cossar ricorda nell’opera Gorizia d’altri Tempi sia la produzione limitata sia la presenza all’annuale Fiera di Sant’Andrea. Ci si sposterà poi sul Carso dove il comitato MOISIR fa da collettore per i piccoli produttori che allevano mucche e capre per produrre un formaggio che riflette la flora carsica. Si potranno scoprire il Mlet, termine che in sloveno significa “macinato”, analogo al il 'formadi frant" della Carnia e  lo Jamar ('jama", in sloveno, “grotta”)  formaggio che, dopo i primi due mesi in cantina, per altri tre riposa nelle cavità carsiche per realizzare una stagionatura naturale.
La tradizione rivisitata con una rigorosa ricerca del biologico, innovativo sì ma rispettoso di una sapienza contadina non sempre tramandata, è oggi l’ideale di Beppino Zoff, Premio Villani 2016 dell’Accademia Italiana della Cucina con le sue adorate pezzate rosse. Zoff sarà presente all’incontro e racconterà della sua esperienza.
Carlo Cresta spiegherà come “de”-gustare i formaggi e abbinarli ai vini del Collio, per saperne di più leggi https://www.qbquantobasta.it/cibo-territorio/formaggi/6348-come-degustare-i-formaggi

Miran Bozič, dello stabilimento caseario Mlekarna Planika di Kobarid/Caporetto (Slovenia) parlerà su come Conservare la tradizione a livello industriale.Carlo del Torre riscoprirà le  ricette di tradizione a base di formaggio, a partire dal liptauer, dal suf, paparot, močnik, gnochi de pan e formaio.
La direzione scientifica del Convegno è di Giorgio Rizzatto. Conclusioni del Presidente Nazionale del Centro studi dell’Accademia Italiana della Cucina Sergio Corbino.
Al temine degli incontri e alla presenza dell’assessore Regionale Shaurli, verrà conferito il Premio Nazionale Villani 2017 al Prosciuttificio d’Osvaldo di Cormons.

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Pan e farine di Muzane: filiera corta sostenibile e solidale 100% friulana

Il progetto Pan e farine di Muzane è un esempio concreto di filiera corta, che racchiude in sé sostenibilità ambientale, solidarietà e valorizzazione delle risorse del nostro territorio. Tutti i passaggi della filiera avvengono, infatti, in Friuli Venezia Giulia, dalla coltivazione alla trasformazione, dal confezionamento alla vendita. L’iniziativa è nata nel novembre del 2014, quando il Comune di Muzzana del Turgnano ha deciso di convertire all’agricoltura biologica circa 90 ettari di terreni ad uso civico. Si tratta delle cosiddette proprietà collettive, cioè terreni agricoli che già nel Medioevo appartenevano alla collettività e venivano utilizzati dagli abitanti del luogo per fare legna o per il pascolo del bestiame. A novembre 2016 il periodo di conversione è terminato, pertanto il raccolto di quest’anno è stato il primo a essere certificato biologico, una scelta fatta a tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salute dei consumatori. L’estensione attuale dei terreni destinati alla produzione di frumento tenero panificabile è di 7 ettari; i rimanenti vengono coltivati a frumento tenero panificabile, farro, orzo e soia.
Il bando per la gestione del progetto è stato vinto dal consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, che impiega persone svantaggiate con l’obiettivo di reinserirle nel mondo del lavoro. Il Comune si occupa della coltivazione dei terreni, mentre la macinatura avviene presso il Molin Novacco di Ajello del Friuli. Il mulino a pietra consente di ottenere farine integrali e semintegrali che mantengono inalterate le proprietà nutrizionali e le componenti nobili dei cereali, prima fra tutte il germe. I ragazzi della fattoria si occupano anche del confezionamento e della vendita delle farine a privati, negozi, trasformatori (panifici, pizzerie, pasticcerie, ecc.) e gruppi di acquisto della zona.
La sinergia tra solidarietà e rispetto per l’ambiente e il giusto mix tra innovazione e tradizione hanno determinato un crescente interesse verso il progetto da parte dei consumatori, sempre più consapevoli dell’importanza delle piccole scelte quotidiane per contribuire al cambiamento.

 
Nel territorio regionale sono state avviate anche altre iniziative simili. Il Comitato frazionale per la gestione dei beni civici di San Marco di Mereto di Tomba è stato il promotore del progetto Pan e farine di San Marc, mentre il comune di Mereto di Tomba è promotore di Pan e farine del Friûl di mieç. Nella zona del Friuli orientale è stato costituito, invece, il primo Patto della farina del Friuli Venezia Giulia, in cui il prezzo finale viene concordato tra i vari attori della filiera per far sì che produttori, trasformatori e commercianti ricevano il giusto compenso per il lavoro svolto e, allo stesso tempo, il consumatore finale paghi un importo equo.
Tutte queste filiere hanno aderito al Forum dei beni comuni e dell’economia solidale del Friuli Venezia Giulia, una rete orizzontale di cittadini e associazioni, costituita nel 2012. Autosussistenza, buon vivere e riduzione della dipendenza da altri territori e dal mercato sono gli obiettivi principali del Forum, che sta lavorando affinché il Friuli Venezia Giulia diventi una bioregione. L’idea è infatti quella di mettere in atto un insieme di buone pratiche per favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione responsabile del territorio, per favorire pratiche di economia solidale a sostegno delle imprese locali e dell’occupazione. Il Forum ha anche proposto una legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione e la promozione dell’economia solidale”, approvata dal Consiglio Regionale a marzo 2017. Essa è finalizzata a incentivare la costituzione di filiere produttive e avanzare proposte e programmi alla Pubblica amministrazione per il loro sostegno.

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