Flash News!

Bando per acquistare terra pubblica

IMAGE

A dicembre 8mila ettari di terreni pubblici in vendita. Bando riservato ai giovani sotto i 40 anni. 46% seminativo, 4% agrumeto, 24% prati e pascoli,...

Read More...

Teo Musso e Renato Bosco riaprono insieme Baladin Milano

IMAGE

Teo Musso, maestro della fermentazione e Reanato Bosco artista della lievitazione riaprono insieme il Baladin Milano per una nuova avventura Salva

Read More...

20 anni, una bella età per una vacca da latte

IMAGE

Si chiama Cile e ieri 4 novembre 2017 ha compiuto 20 anni. È in buona salute e produce ancora 10 chilogrammi di latte al giorno. Per una vacca è...

Read More...

Ribolla gialla esclusiva FVG

IMAGE

La Ribolla gialla sarà rivendicabile anche come Igt solo in Friuli Venezia Giulia, ora anche in provincia di Udine dove prima non era possibile. Lo...

Read More...

Tasting Lagrein: i vincitori

IMAGE

Ad Autochtona a Bolzano la degustazione comparativa “Tasting Lagrein”, con oltre 70 etichette di Lagrein, vitigno autoctono dell’Alto Adige...

Read More...

Vini Fiorano in asta a Hong Kong

Tenuta di FioranoTenuta di FioranoLa Tenuta di Fiorano con i suoi vini, il Fiorano Rosso e il Fiorano Bianco, e la sua storia così ricca, situata in via di Fioranello n. 19-31 a ridosso dell’Appia Antica, nelle vicinanze dell'aereoporto di Ciampino, è di proprietà del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi. Il 17 novembre, a Hong Kong, Gelardini & Romani Wine Auction daranno vita a una delle più grandi aste di etichette italiane. “Siamo certi - sostengono i titolari della casa d’aste - che il marchio Italia si potrà affermare anche nel mercato del vino in Cina, com’è avvenuto per la moda e le auto di lusso, attraverso l’affermazione e la diffusione della conoscenza delle etichette più prestigiose”. Per il Fiorano ci si aspetta lo stesso successo ottenuto sempre a Hong Kong, il 31 ottobre scorso, al “Domani”, durante lo storico confronto “Sassicaia vs Fiorano”, dove sono state degustate in parallelo alcune annate delle due aziende tra le quali il Fiorano Rosso 2006 di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi. La fama della Tenuta di Fiorano è anche legata alla figura del Principe Alberico Boncompagni Ludovisi, personaggio che il tempo ha avvolto da meritata leggenda. Alberico si appassionò alla produzione del vino e scelse, da pioniere, di impiantare Cabernet Sauvignon e Merlot, Malvasia di Candia e uno sconosciuto, per l’epoca, Sémillon. Forte dell’amicizia con Tancredi Biondi Santi e Veronelli, aneddoti e misteri come l’inviolabile cantina, e il suo carattere riservato, Alberico continuò a produrre vini fino al 1998 quando espiantò quasi tutto il vigneto senza dare spiegazioni, con un’uscita di scena degna della fama che si era costruito negli anni. Ma la storia non finisce qui.
Non molti  sanno che tra le pochissime persone che amava frequentare Alberico c'erano il cugino Paolo Boncompagni Ludovisi e suo figlio Alessandrojacopo già proprietari di una parte della Tenuta nella zona che comprende la chiesetta di Santa Fresca e la Villa vicina. Paolo e Alessandro iniziarono a occuparsi della Tenuta sempre guidati da Alberico che, nel frattempo, a causa di problemi di salute si era ritirato a Roma e ne seguiva da lì la conduzione. Tra il 2000 e il 2004 Alessandro acquistò altri 13 ettari di terreni vicino al nucleo iniziale. Impiantò insieme al padre un vigneto sperimentale davanti la Villa di Santa Fresca e poi, sempre con la supervisione di Alberico che gliene vendette i diritti di reimpianto, impostò un nuovo vigneto che doveva ricalcare quello in precedenza espiantato. Alessandro, allora poco più che ventenne e poco esperto, ma con grande passione, fu guidato da Alberico per la scelta dei terreni, dei cloni e dell’impianto del vigneto, tutto sempre a conduzione biologica, fino alle operazioni di vinificazione, le stesse che continuano oggi sia nel metodo di lavorazione che nell’impiego delle maestranze tra cui Gianni Valenti, la memoria storica. Tuttora, dopo la raccolta manuale, le uve vengono pressate a mano, la vinificazione avviene nella Vecchia cantina, e poi il vino, per caduta, arriva alla Cantina Storica dove prosegue con l’affinamento nelle vecchie botti e il lungo riposo in bottiglia. Alberico fece applicare in tutto la sua esperienza passata ma quando si trattò di scegliere i vitigni per i vini bianchi l’anziano cugino, senza dare spiegazioni, impose l’utilizzo di altri cloni, il Grechetto e il Viognier, e non volle più sentir parlare del Sémillon. Ad Alberico successe Alessandrojacopo con la sua Tenuta di circa 200 ettari di vigneti, uliveti, terreni seminativi e pascoli. E soprattutto quella Cantina Storica con i vini che gelosamente conserva al suo interno che Alberico fece visitare a pochissimi fortunati, tra i quali Veronelli, e che Alessandrojacopo, per rispetto della tradizione, continua ancora oggi a tenere protetta.principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisiprincipe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi

 

 

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

Ricette


TUTTE
LE RICETTE

QbJunior


QB
JUNIOR

LifeStyle

eventi
LIFE
STYLE