
Non solo panettone, per le feste natalizie c’è anche il torrone. Un simbolo italiano di dolcezza da condividere nel periodo natalizio è proprio il torrone, preparazione antica a base di miele, albumi montati a neve e frutta secca, in particolare mandorle tostate.
Il torrone deriverebbe dalla qubbaita del Medio Oriente e ancora oggi “cubaita” o “giuggiulena” è in Sicilia un torrone croccante con mandorle intere e sesamo. “Giuggiulena” deriva dall’arabo “juljulan”, che significa appunto sesamo, a testimonianza delle influenze arabe nella cucina della Trinacria.
Numerose le feste che hanno il torrone protagonista, da Cremona a Caltanissetta, da Cologna Veneta a San Marco dei Cavoti (BN). Ogni regione celebra il suo patrimonio gastronomico con mandorle o nocciole, con morso croccante o tenero, candido come la neve o ricoperto di cioccolato.
Appuntamento annuale a Camerino (MC), il 6 gennaio. Le strade della cittadina, nota anche per la presenza dell’Università fondata in età medievale, ospitano vari stand dove poter gustare il “torrone biondo”, che ha conquistato anche il Guinness dei primati come torrone più lungo del mondo.
La ricetta. che ha ricevuto il riconoscimento della De.Co., si mantiene ancorata alla tradizione ma senza dimenticare le innovazioni, infatti si possono gustare torroni teneri ricoperti al caffè, all’anice, al limone, all’arancio, alle fragole, oltre allo squisito friabile torrone alle noci.
Tradizione Storica: Il torrone era un dolce prezioso e costoso, riservato alle occasioni speciali ed era simbolo di abbondanza e condivisione.
Il periodo di raccolta della frutta da essiccare coincideva con l’inverno, rendendo questi ingredienti perfetti per le feste che si avvicinavano.




