La storia di Muggia raccontata con la street art

È stata inaugurata il 27 aprile 2026 l’opera di street art che racconta in sintesi la storia di Muggia. Una pintura mural lunga 95 metri e alta 4,2 metri, commissionata dal Comune di Muggia all’artista Davide Comelli, che l’ha realizzata insieme a Mattia Campo Dall’Orto. L’area è quella dell’ex cantiere Felszegi (oggi san Rocco) e la strada è via Trieste, una delle principali arterie di accesso a Muggia. 

Il percorso di ricerca ha visto nella sua prima fase la raccolta di immagini storiche per definire e raccontare le diverse tematiche. Come fonti sono state utilizzate l’archivio storico della Biblioteca comunale, le documentazioni del museo Carà e raccolte private che testimoniano la vita del cantiere e della città nelle diverse epoche.

Tra i temi scelti ampio spazio è stato dato alla cantieristica navale, che è stata un’attività fondamentale nella storia della città e del suo sviluppo. Tra i soggetti individuati e inseriti nell’opera ci sono anche immagini che parlano del Mandracchio: forse non tutti sanno che Muggia è una delle poche città costiere italiane ad avere un Mandracchio che non sia stato interrato e che è ancora utilizzato. Valorizzata anche la figura di Ugo Carà, nonchè il legame tra la città e la Repubblica di Venezia e il rapporto tra Muggia e il suo mare. 

Ai disegni lungo tutta la parete del cantiere si aggiungono tocchi di colore, in diversi punti della narrazione, che rappresentano un omaggio al Carnevale.

All’inaugurazione hanno preso parte fra gli altri il sindaco Paolo Polidori, il vicesindaco Nicola Delconte e gli assessori Andrea Mariucci, Giorgio De Sanctis, Alessandra Orlando ed Elisabetta Steffè.

“Si tratta di un’opera fortemente voluta da tutta la maggioranza dell’amministrazione comunale”, ha sottolineato il sindaco Paolo Polidori. “Un’opera importante che abbiamo condiviso con l’artista Davide Comelli, con l’intento di ripercorrere la storia di Muggia dai Castellieri alla Serenissima, fino ai tempi moderni, con particolare attenzione ai cantieri navali. L’impatto visivo è notevolissimo, considerando che è un’opera di street art di quasi cento metri. Un’ opera che accoglie il turista mostrando storia e sviluppo della città, ma che nel contempo, come indicato dallo stesso artista, ha anche un valore affettivo per molte persone che nei volti ritratti hanno riconosciuto parenti e amici. Un doveroso ringraziamento”, ha concluso Polidori, “va anche ai cantieri San Rocco, che hanno entusiasticamente concesso lo spazio”. 

Fabiana Romanutti