
Il 9 giugno 2019 alla Fiera dei Vini di Buttrio tutto esaurito per il laboratorio di degustazione dei vini dell’azienda Miani. @qbquantobasta presente! #ociseioseguiqb. Intanto qui vi ricordiamo l’intervista che abbiamo realizzato e pubblicato nel dicembre 2017.
PREMESSA l’azienda
AZ. AGR. MIANI DI PONTONI ENZO Via Peruzzi, 10 – Buttrio (UD) L’azienda porta il cognome di mamma Edda e ha una superficie di circa 20 ettari dislocati fra Buttrio, Rosazzo e Corno di Rosazzo. I vitigni: friulano, ribolla, chardonnay, sauvignon, merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, refosco dal peduncolo rosso. Le uve di ogni vigneto vengono vinificate separatamente. Ogni vino viene così identificato anche con il nome del vigneto stesso. L’obiettivo è puntare su Ribolla, Malvasia e Refosco che “rappresentano la nostra specialità”, come mi ha detto Enzo Pontoni.
La prima volta che ebbi il privilegio di degustare il vino di Enzo Pontoni fu a Lavariano al ristorante “Da Blasùt” o “Gnam gnam”. Erano gli anni ’90 e potete capire quanto tempo è passato! Anche per gli amanti del vino era
difficile al tempo associare l’azienda Miani a Enzo Pontoni, che in quel periodo lavorava presso un’azienda meccanica locale. Varie circostanze lo portarono in seguito a dedicarsi a tempo pieno alla produzione di quelle bottiglie che attirarono l’attenzione e l’ammirazione della stampa specialistica: inserite nelle guide più prestigiose con i massimi riconoscimenti fino ad arrivare al Gotha del vino italiano e mondiale. Tutto ciò mentre Enzo proseguiva senza distrazioni nel suo lavoro di studio, di raccolta dati e di sperimentazione, in controcorrente rispetto alle alle prassi consuete, vinificando in una cantina che era in pratica un piccolo spazio sotto casa. Ricordo la cura con cui conservava le schede dove annotava a mano informazioni e risultati. PUOI ACQUISTARE AL LINK https://vecchio.qbquantobasta.it/shop LA COPIA DIGITALE DEL NUMERO DI DICEMBRE 2017
PAYSAN FRIULANO
Ora dispone di un computer e la tecnologia sicuramente lo agevola nella gestione di uno storico senza eguali. Ricordo che, mentre in zona molti viticoltori estirpavano i vecchi vigneti per sostituirli con nuove varietà, Enzo andava alla ricerca di piccoli poderi, con viti ormai vetuste la cui produzione di uva era molto limitata, ma che erano ricche dal punto di vista agronomico come un libro a cielo aperto, ricche di nozioni, di informazioni che rischiavano di andare perse. Con il passare delle annate e tra le perplessità dei viticoltori del paese, in molti iniziammo a essere contattati, da appassionati di tutta Italia, solo per il semplice fatto di essere di Buttrio, per intercedere e procurare almeno una delle preziose bottiglie. La sua ospitalità ha sempre contraddistinto le visite di quanti hanno voluto raggiungerlo in cantina, poiché Enzo non si è mai dedicato alla promozione dei suoi vini come generalmente siamo abituati a considerare. Ha sempre mantenuto la semplicità e la modestia, rifuggendo da tutto ciò che non era rurale. Ancor oggi chi desidera conoscerlo lo deve necessariamente raggiungere a Buttrio. Unico problema è rintracciarlo, visto che non dispone di un cellulare e che, se non è impegnato in cantina, è indispensabile conoscere l’ubicazione dei suoi vigneti sparsi sulle colline dei Colli orientali. Per valorizzare le peculiarità di ogni appezzamento di vigneto, le uve vengono raccolte e vinificate in maniera separata riportando il nome del toponimo per esprimere e far apprezzare le specifiche caratteristiche, nonostante le produzioni limitate. Un impegno notevole per tutte le varie fasi di lavorazione.
L’intervista
Non si tratta di produzioni biologiche, biodinamiche o altro ma del frutto di una continua sperimentazione che valorizza l’equilibrio della vite e di conseguenza delle sue uve, che, una volta portate in cantina, studiata e progettata ad hoc, vengono vinificate con grande esperienza. E ancora più grande passione. Per i lettori di qbquantobasta l’ho incontrato in una giornata di novembre, in uno dei suoi vigneti in collina, a Buttrio. Le montagne da poco innevate e il vento di bora facevano quasi scintillare i colori autunnali. Ecco il mondo di Enzo! Tra le sue viti eravamo a nostro agio come fossimo nel suo salotto di casa.
I tuoi inizi lavorativi non sono stati in vigna.
La fabbrica è stata una necessità. Che mi ha fornito l’opportunità di fare in seguito quello che volevo. Il mio lavoro oggi è una scelta di vita.
Che cosa ti sei portato dall’esperienza precedente?
La meccanica è stata una scuola di vita. Ho conosciuto il mondo operaio. Ora che sono titolare d’azienda (anche se rimango operaio), posso dire di avere una visione completa del mondo del lavoro. Magari potessi delegare le mansioni di responsabilità per dedicarmi in maniera esclusiva alla parte operativa senza distrazioni, senza problematiche burocratiche.
Qual è il tuo obiettivo, la tua sfida?
La mia non è una sfida, è un progetto di vino. Un concetto di vino che ho in mente. E sono alla ricerca continua di riuscire a produrlo. Il mio impegno è riuscire a ottenere il vino come lo vedo io, come io lo percepisco. Il vino è l’obiettivo finale di ogni “paysan” – come dicono in Borgogna.
Cosa rappresenta per te la terra?
È il legame con le mie radici: è madre! Quando cammino nel vigneto, quando lavoro in vigna percepisco sensazioni come un’artista che manipola l’argilla per creare una sua opera.
Dopo anni di prove, di sperimentazioni, a che punto sei?
Sto ancora ricercando e il mio impegno è equamente suddiviso tra la vigna e la cantina. Il bello è che si cambia crescendo e quindi il concetto del mio vino ideale è in continua evoluzione. È molto stimolante perché cambiano le percezioni.
Un messaggio per i giovani?
Studiare, leggere e imparare! È fondamentale per qualsiasi professione. Indispensabile!
Una caratteristica del tuo lavoro
Le decisioni. Ogni giorno devo fare delle scelte: valuto, vedo e decido. Poi gli effetti si vedono dopo anni, ma il mio lavoro è assumersi delle responsabilità e decidere. Questo è il motore del mio lavoro dove non si termina
mai di imparare.
Un rammarico?
Non aver iniziato prima questo mio lavoro. Forse avrei preferito avere avuto più coraggio nelle decisioni perché avrei potuto andare più veloce. La natura ha il suo ritmo e per raggiungere i tuoi obiettivi hai la necessità di
aumentare il passo.
Scendiamo dal vigneto e rientriamo perché Enzo ha fretta, i suoi impegni lo aspettano e la giornata è ancora piena di cose da fare.




