Enoturisti: sempre più in rete

“Con 5 miliardi di euro l’anno e 3 milioni di turisti, dopo anni di crescita continua l’enoturismo è
pronto per diventare un asset importante della voce turistica italiana. Ma serve coordinamento a livello
centrale tra tutte le forze in campo dell’offerta enoturistica, con strumenti unitari di promozione e di
analisi”. Così Chiara Lungarotti, presidente del Movimento del Turismo del Vino, che,

in avvio dell’“International Wine Conference” (173 delegati provenienti da oltre 30 Paesi – Argentina, Austria,
Brasile, Croazia, Lettonia, India e Sud Africa … – tour operator specializzati ed esperti da tutta Europa
e dagli Stati Uniti), ha anche ricordato come “l’enoturismo rappresenti un valore aggiunto sempre più
importante di altre tipologie di vacanza, come quella culturale, il turismo di affari ed il wellness”. Un
pubblico sempre più giovane, quello dell’enoturismo, con il 70% degli ospiti under 50, sempre più
connesso e destagionalizzato. “Per questo e per mille altri motivi è giusto e conveniente puntare su
vino e territori rurali, due tra le più affermate voci del nostro made in Italy”.

Con gli enoturisti sempre più “2.0”: non semplici winelovers ma un popolo che confronta offerta, prezzi e qualità in tempo reale sul proprio smartphone e sui social media. E lo fa 6 volte di più della media nazionale. “La ricerca sulle nostre cantine associate – dice Lungarotti – evidenzia il ruolo fondamentale che la rete ha nella scelta della vacanza: per il 66,3% dei nostri produttori, 2 clienti su 3 scelgono l’itinerario e la visita in cantina da soli sul web”. E per intercettare questa realtà fioriscono siti e “apps”, si moltiplicano le campagne “viral” sulla rete e i contenuti “ugc” (user generated content).