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Ristoranti, Trattorie e TakeAway

Nuove aperture: cibo gourmet a Udine

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Ci appropriamo dello spazio di Què Linda, la rubrica dove Linda Simeone propone #nuove aperture o #riaperture. Per ora solo in provincia di Trieste, ma a breve sarà in attvità anche in Friuli.  Ci piaceva presentarvi in questi difficili momenti per la ristorazione una proposta all'insegna dell'ottimsmo, in quel di Udine. Ed eccovi CIBO GOURMET. Street food, banqueting & gastronomy. A Udine, dal 5 dicembre 2020 in via Benedetto Croce 17.  Una cucina in azione. Un viaggio gastronomico nel territorio friulano e nella più classica tradizione italiana. Chiamarlo semplicemente gastronomia è sicuramente riduttivo. Perché Cibo Gourmet è un luogo fisico, ma anche un concetto.
Street food tradotti in lingua friulana. Agguerrite variazioni sulle polpette. Innovazione con le cotture a bassa temperatura e le vasocotture per mantenere tutte le proprietà organolettiche degli alimenti. In più ci sono un angolo enoteca e una birroteca con le migliori artigianali e locali in circolazione. Tutto da asporto o in delivery.
Cibo Gourmet è  pronto per diventare il nuovo ritrovo degli appassionati gourmet.

Giovanni del MissierGiovanni del MissierIl promotore dell’iniziativa  è Giovanni Del Missier: uno Chef, con una carriera che si  è svolta in Italia e all’Estero, ma anche un appassionato ricercatore: di sapori autentici, di cibi e di vini con personalità e valori inconfondibili.

Le Aree di Cibo Gourmet sono tre: lo Street Food Friulano, una selezione di prodotti fatta direttamente da Giovanni, che porta l’eccellenza dei sapori friulani sulla strada. Frico di Carpacco sposato alla Polenta di Mais Cinquantino, gli Gnocchi al ragù di Salsiccia Artigianale, la stessa Salsiccia cotta nel Friulano. E poi, come di rigore, il Muset, da produzioni locali e artigianali.  In più il Frico Burger, che comprende sia la proposta che dà il nome al settore, ma anche il Muset Burger, il Porchetta Burger e molte altre golose interpretazioni.
L’area dello Street Food friulano si completa con MeatBall Bistrot - Polpetteria Gourmet e l’Enoteca all’aperto Taiut.

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Inaugurazione a Milano per Empanadas del Flaco

empanadas del flaco ingressoempanadas del flaco ingresso

EMPANADAS DEL FLACO INAUGURA A MILANO. Lo street food del trio  Press, Perdomo e Piras  apre ufficialmente in via San Maurilio il 4 dicembre 2020.  La collaborazione dei tre professionisti, fin dal 2011, è il frutto di una grande amicizia che li ha portati a mettersi in proprio e ad ampliare a piccoli passi i loro progetti di ristorazione, spinti dal concetto di ospitalità e di cucina che li accomuna e dalla stessa voglia di sperimentare. Empanadas del flaco i tre ideatori Empanadas del flaco i tre ideatori

L’idea delle empanadas (fagottini di pasta ripieni di carne, pesce o verdure) nasce dalla passione di Simon Press per questo cibo a lui così caro e familiare: non è un caso, infatti, che le empanadas siano “del Flaco”, il soprannome di Simon, originario di Buenos Aires. Il locale e il packaging sono ispirati alla tradizione e ai colori del mercato de La Boca.
empanadas empanadas
“Le empanadas in Sud America sono l’equivalente della pizza in Italia, un tratto distintivo, racchiudono tutta la praticità e il gusto del cibo di strada. Abbiamo assaggiato empanadas ogni giorno per settimane al fine di trovare la ricetta perfetta e per il momento abbiamo scelto di proporre i gusti più tradizionali” spiegano i tre soci.
empanadas incartateempanadas incartate
Il format si presta perfettamente al consumo da asporto, una necessità che, con l’emergenza sanitaria in corso, diventa fondamentale: “La scelta della sede in pieno centro è strategica per essere vicini a un pubblicoche cerca una soluzione pratica e gustosa per il pranzo o per la cena. Quando sarà di nuovo possibile saremo felici di incontrare i nostri clienti in via San Maurilio, ma per il momento ci accontentiamo di servire per l’asporto e di spedire direttamente a casa un po’ di spirito latino”.
empanadas in boxempanadas in box

Empanadas del Flaco
Empanadas del Flaco è un ristorante di street food con sede a Milano fondato da Simon Press, Matias Perdomo e Thomas Piras a dicembre 2020 e specializzato nell’offerta dell’omonima tipicità culinaria sudamericana. I tre soci sono proprietari anche di Contraste, premiato nel novembre 2017 con una stella Michelin, e protagonisti di altri progetti come Exit Gastronomia Urbana in piazza Erculea a Milano, il marchio di distribuzione di vini Abere ed Exit Pastificio Urbano, attualmente in fase di apertura.

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Apre a Trieste il Centrale, piccolo bistrò del territorio

insegna del Centrale, piccolo bistrò del territorio insegna del Centrale, piccolo bistrò del territorio

Apre il Centrale, lo storico bar di piazza san Giovanni 3 a Trieste. La data è il 4 dicembre 2020! Due giovani, Giovanni e Nicole, con una buona dose di coraggio, stanno aprendo in questo periodo il loro nuovo locale! Puntano e hanno scelto di lavorare "alla vecchia maniera" con tanti piattini, stuzzichini, tartine tutto con prodotti del nostro territorio. Il più possibile Carso triestino in centro città.   Prelibatezze carsiche da regalo o da passeggio, il caffè fatto come una volta.

“Covid o no, noi partiamo!”. Giovanni Zeccone (31 anni) e Nicole Milic (28 anni) credono nella loro proposta. Solo cibo slow food e taglieri del Carso. Nei mesi scorsi  sono andati di produttore in produttore ad  assaggiare ogni prodotto per proporrea lla loro futura clientela la selezione migliore.
Hanno scelto così, lo Jamar (il formaggio stagionato in grotta dell'azienda Zidarich), la “bajtadella” e l'allegra compagnia dei salumi della Bajta di Sales, il Nanos e i formaggi di capra di Gruden, la panna cotta artigianale dalle stalle di Basovizza, il miele di Trebiciano di Settimi & Ziani (premiato per la sua marasca come uno dei migliori mieli d'Italia), i salami di Mangalica, la rara razza di suini allevata dall’azienda Milic. E molto altro. 

I due giovani titolari I due giovani titolari

Tra le prelibatezze che si potranno assaggiare, e anche acquistare direttamente in questa nuova formula di “caffè – bistrò – un po' bottega”, ci saranno i “bonbon di formaggio”, trancetti di formaggi carsici da passeggio, i crostini al forno con i diversi oli dell'azienda Parovel, la santoreggia del Carso e granelli di sale di Pirano, le marmellate nostrane (avete mai assaggiato la marmellata di uva fragola o di ranglò?).

Poi ancora la pasticceria fatta ad hoc da Viezzoli Pirona, i liquori del territorio e i vini, una piccola cantina scelta: “Ogni nostro produttore del Carso è famoso per alcuni prodotti e noi li abbiamo assaggiati e voluti proprio per le loro eccellenze" – racconta Giovanni – ”Abbiamo anche una selezione di bottiglie locali dal sapore particolare, tra cui le Zanna Beers o il “Kamen”, la Vitovska macerata in vasche di pietra delle cantine Zidarich. Speriamo che questa nostra scelta d'amore ci possa premiare, anche se sappiamo di aprire in un momento davvero difficile”.

Le novità, quindi, saranno tante, ecologiche, a Km zero, buone, locali: “Non vediamo l'ora di raccontarvi la storia di ogni prodotto che abbiamo scelto per voi, di farvi assaggiare tanta bellezza e bontà del nostro territorio. – spiega Nicole – Vogliamo portare aria di novità, ma anche far ritrovare il piacere della semplicità. Allontanarci dagli eccessi del 'tanto, troppo e subito' e gratificarvi con le cose semplici, buone, vere. Fatte bene e con un sorriso sincero. Speriamo che Trieste sia con noi”.

 

Giovanni e Nicole insieme a Fioricificio Lab (artigianato locale della decorazione sostenibile) stanno preparando per l'inaugurazione una deliziosa vetrina carsica. Sono pronti ad aprire. Vi aspettano!

L'immagine di CENTRALE - piccolo bistrò del territorio è triestina: curata dallo studio di comunicazione Sblab, che ha aderito al progetto “Grafica Sospesa”, nato per sostenere piccole aziende in periodo Covid e per “non lasciare nessuno indietro”.

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Re Santi e Leoni conquista la prima stella Michelin

re santi leoni logore santi leoni logo

Siamo molto soddisfatti qui a qb perchè nelle nostre pagine abbiamo saputo scegliere di raccontarvi di locali e luoghi che ci hanno affascinato ma che soprattutto vantano una qualità a tutta prova.  Come nel caso di Re Santi Leoni, il ristorante di Nola, storica cittadina in provincia di Napoli, di cui vi abbiamo descritto in anteprima il menù autunnale. 

Re Santi e Leoni: menù autunnale. Prima di tutto ci ha colpito il suo nome e, indagando un po' abbiamo scoperto che si riferiscono ai tre nomi dei figli del titolare, l'imprenditore Lucio Giordano: Ferdinando (RE), Agostino (SANTI), Leone (LEONI). Il ristorante ha conquistato la sua prima stella Michelin! Molto interessanti i piatti dello chef Luigi Salomone, la cui caratteristica è di essere composti da un massimo di quattro ingredienti, in modo che ognuno di essi sia riconoscibile al primo assaggio.

re santi leoni GAMBERI PORCINI MAGGIORANA E NOCCIOLE credits Alessandra Farinellire santi leoni GAMBERI PORCINI MAGGIORANA E NOCCIOLE credits Alessandra FarinelliCome l'antipasto di gamberi, porcini, maggiorana e nocciole di Saviano, da cui viene ricavata una maionese che dà la parte grassa al piatto. Il gambero è crudo, per la parte vegetale ci sono i porcini. Il succo di maggiorana dal gusto erbaceo leggermente piccante serve per ripuire la bocca e fare riaffiorare il gusto dei porcini e dei gamberi.  

E che dire di questa spigola all'acqua pazza in crosta? Da segnare subito in agenda per quando si tornerà a viaggiare! 

spigola all'acqua pazza in crosta credits Alessandra Farinellispigola all'acqua pazza in crosta credits Alessandra Farinelli

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Amistà, ristorante fine dining di Verona conquista la stella Michelin

Lo chef Mattia Bianchi e il general manager Luigi LeardiniLo chef Mattia Bianchi e il general manager Luigi LeardiniAmistà, fine dining restaurant del Byblos Art Hotel Villa Amistà di Verona, guidato dal marzo 2019 dal giovane chef Mattia Bianchi, entra nel panorama stellato dell’alta cucina.  “È un grande onore per me aver portato la Stella al Ristorante Amistà – dichiara Mattia Bianchi – il mio ringraziamento speciale va a tutta la mia brigata, al team del Byblos Art Hotel, in particolare al General Manager Luigi Leardini che ha creduto fortemente in me, alla proprietà per avermi dato fiducia e aver scelto di aprire anche in quest’anno 2020 la struttura, nonostante lo scenario non fosse proprio incoraggiante: il sostegno e l’entusiasmo di tutti sono per me una preziosa fonte di ispirazione.” La brigataLa brigata

La cucina di Mattia Bianchi coniuga i prodotti tipici italiani alle prelibatezze del Veneto, particolarmente ricca di materie prime, senza estremismi o sperimentazioni fini a se stesse, ma concreta e autentica, basata su sapori veri, genuini e rassicuranti. Parte degli ortaggi e delle erbe aromatiche utilizzate in cucina provengono dall’orto realizzato in una parte del parco che circonda la Villa. 

Uno scorcio della sala ristoranteUno scorcio della sala ristorante

Piatti presentati sempre con un tocco di arte. Il fil rouge artistico è del resto una peculiarità del Ristorante Amistà anche grazie alla straordinaria collezione di arte contemporanea, permanentemente esposta in Villa, che rappresenta un unicum nel panorama internazionale.  materie prime sane e soprattutto sostenibili che lo Chef interpreta e celebra con tecnica e sapore. Gnocchi di ‘Fioreta di Malga’, cedro, tartare di capesante, foie grasGnocchi di ‘Fioreta di Malga’, cedro, tartare di capesante, foie gras

Tortello di corte veronese e tartufoTortello di corte veronese e tartufo

Agnello di Brogna cipolla rossa di Bassano e morchelleAgnello di Brogna cipolla rossa di Bassano e morchelle

“Sono davvero felice e orgoglioso di Mattia – commenta Luigi Leardini, General Manager di Byblos Art Hotel Villa Amistà – questa Stella è importantissima e giunge al termine di un anno non facile. Mattia Bianchi e tutta la sua brigata, di cucina e di sala, si sono impegnati con passione e dedizione e questo riconoscimento premia il loro impegno. Per ognuno di noi, quindi, non è un traguardo, ma un punto di partenza che ci motiva a fare sempre meglio sia per il pubblico veronese, sia per la nostra clientela internazionale che, ci auguriamo, potrà presto tornare al Byblos e nella magnifica Valpolicella.” rivisitazione del piatto tipico veneto polenta e baccalàrivisitazione del piatto tipico veneto polenta e baccalà

 

Lo Chef Mattia Bianchi nasce a Pedemonte, in provincia di Verona, l’8 novembre 1987.  Intraprende una serie di importanti esperienze culinarie non solo in Italia, ma anche a Londra e in Australia. Ora il ritorno a casa, nel Veronese. 


Il Byblos Art Hotel Villa Amistà, in Valpolicella, riveste un ruolo di rilievo nel panorama dell’accoglienza di lusso internazionale.  La cinquecentesca Villa Amistà di Corrubbio di Negarine, originariamente disegnata dall’architetto Michele Sanmicheli, versava in stato di abbandono quando i Facchini, appassionati collezionisti di arte contemporanea, decisero di farne qualcosa di veramente unico e speciale. Dopo gli importanti restauri conservativi che hanno riguardato l’intero complesso, è stato dato incarico al celebre architetto Alessandro Mendini di curare personalmente il progetto d’interior design del futuro hotel cinque stelle lusso, inaugurato nel 2005. Ed è proprio negli spazi comuni della Villa che parte della collezione d’arte contemporanea della famiglia Facchini è stata dislocata a beneficio degli ospiti dell’hotel, ma anche dei visitatori di passaggio.
Nel grande salone d’onore, si trovano complementi e arredi dei più importanti designer internazionali, tra i quali Giò Ponti, Eero Saarinen, Philippe Starck, Ron Arad, Gaetano Pesce, Anna Gili, Marcel Wanders, Ettore Sottsass.
L’Arte è dunque il tratto distintivo e il filo conduttore del concept del Byblos Art Hotel, premiato nel 2019 a Londra ai “World Boutique Hotel Awards” quale Miglior Hotel di Design in Europa e al Mondo. Oltre al salone centrale, anche la reception, il ristorante e persino i corridoi che conducono alle camere sono un vero e proprio museo permanente e diffuso, con oltre cento opere di artisti di fama internazionale come Robert Indiana, Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto, Vanessa Beecroft, Lucio Fontana, Enrico De Paris, Sandro Chia, Peter Halley, Damien Hirst, Anish Kapoor, Sol LeWitt, Beatriz Millar, Takashi Murakami, Luigi Ontani, Piero Manzoni, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Marc Quinn, Mimmo Rotella, Cindy Sherman, Marina Abramovic, e altri artisti emergenti a cui vengono commissionate opere site specific.
E in questo generale tributo all’arte, il Ristorante Amistà è stato pensato per fondersi armoniosamente con l’hotel: luci soffuse e calde, toni pastello e una selezione di opere di artisti contemporanei a sottolineare l’unicità della location. Il Byblos Art Hotel Villa Amistà fa parte della prestigiosa collezione Small Luxury Hotels of the World.

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Firmato Gellius il miglior ristorante italiano in Belgio

 

Gellius KnokkeGellius Knokke

Gellius Knokke, ristorante aperto da tre anni nella cittadina fiamminga Knokke poco lontana da Bruges, guidato dal giovane chef Davide Asta, premiato come miglior ristorante italiano in Belgio dalla guida Gault& Millau. Nel menù si combinano materie prime italiane e belghe, con tre percorsi degustazione dedicati alla pasta. Lo chef Davide Asta è stato per quattro anni allievo di Alessandro Breda al Gellius di Oderzo (TV). Il ristorante è nato nel 2017 dalla collaborazione tra Breda e il socio Gianni Piretti, gallerista e appassionato di gastronomia. La direzione dei fornelli è stata affidata da subito a Davide Asta, 31 anni di Scicli (RA), formatosi prima all’ALMA e poi nel locale opitergino di Breda. 

Gellius Knokke Davide Asta e Gianni PirettiGellius Knokke Davide Asta e Gianni Piretti

Il locale riunisce gastronomia e mondo dell’arte: dalle sale interne è possibile accedere direttamente alla collezione di opere di arte contemporanea di Piretti. 

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Salvia e rosmarino, il ristorante di Avalon

Oggi 26 ottobre 2020 è un giorno difficile per parlare di ristoranti, considerando i contenuti dell'ultimo DPCM. In ogni caso ci voglio provare raccontandovi del ristorante Avalon e del nuovo executive Chef, Vincenzo Vitola, che molti di voi avranno conosciuto quando era a Eataly Trieste. Il ristorante propone  una cucina di carne che reinterpreta in modo creativo la tradizione locale; numerose le eccellenze del territorio (come l'olio di Radovich e i formaggi di Zidarich) utilizzate da Vitola con l'obiettivo di rievocare i sapori e i profumi del Carso, in cui la struttura del ristorante è immersa,  L’ampio giardino esterno rende l’atmosfera ancora più accogliente, perfetta per degustare un menù fatto di erbe locali, ingredienti stagionali e piatti tipici (fusi, gnocchi).

Trattandosi del ristorante di un centro benessere -estetico e medicale-  lo chef propone a pranzo un menù bistrò con piatti veloci, sani e gustosi: insalate di cereali con ingredienti di stagione, alcuni piatti caldi secondo l’estro della giornata. avalonavalon

Il ristorante ha in calendario un palinsesto di eventi, aperitivi e cene con i produttori locali, cene tematiche, etc. in queste occasioni lo chef elabora un menu degustazione che permette di intraprendere un vero e proprio percorso gastronomico.

Il ristorante propone inoltre buonissime pizze farcite con ingredienti di qualità con impasto semi-integrale. 

ORARI: li riaggiorniamo alla fine del periodo di chiusura dei locali alle 18. 

Borgo Grotta Gigante, 42/B -Sgonico

 

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#ripartenza con il Biancospino

Ristorante il BiancospinoRistorante il BiancospinoIl biancospino è un arbusto longevo, che si caratterizza per una crescita lenta e costante. Non a caso ha voluto chiamarsi così il nuovo ristorante di via Diaz 1 a Trieste. Erik Debeljak, proprietario e chef, si racconta in questa sua nuova avventura, paragonando il suo locale, curato nei dettagli nell’arredamento, a questo arbusto che nasce tra le avversità. “Il nostro Biancospino nasce in periodo post-covid dove l’unica certezza è l’incertezza; ci auguriamo di poter crescere pian piano ma per davvero tanto tempo”. 

Erik Debeljak e Giulia DaprettoErik Debeljak e Giulia Dapretto

Il menù del ristorante sarà soprattutto di carne, di prima scelta e cotta alla brace su piastra in pietra lavica, una cottura come quella eseguita in un caminetto con le bronze vivaci e accompagnata da vini principalmente del territorio. Un locale caldo e accogliente che saprà regalarvi cene con piatti ricercati e gustosi. #ripartenza. 

il Biancospino a Triesteil Biancospino a TriesteOrari: lunedì - giovedì dalle 19.00 alle 23.30 Dal venerdì alla domenica: dalle 11.30 alle 14.30 e alle 19.00 alle 23.00

 tel. 348 6702073

 

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Bistrò ludico. Il gioco in bocca

 ingresso del bistrot ludico ingresso del bistrot ludico

#ripartenza.  E' nato da pochissimo a Trieste il primo bistrò ludico d'Italia (salvo smentite che saremo ben lieti di pubblicare).  “In bocca al Gioco” è il nuovo locale dal cuore parigino nato dalla creatività del suo titolare Leonard, che prima di diventare titolare di questo locale, lavorava in uno studio legale.  “Ho sempre desiderato aprire un bistrot ludico, ci racconta. A Parigi ce ne sono molti, ma aprirne uno aveva un costo molto elevato.  Trieste mi è sembrato il posto ideale per questo nuovo concept dedicato alla buona cucina e ai giochi di società. Io e la mia compagna, italiana, cercavamo un posto con il mare e la montagna fusi assieme, ma soprattutto cercavamo una città vivibile e Trieste davvero è perfetta.

bistrot ludico bistrot ludico Nel nostro locale non ci saranno  Playstation ma ci si sfiderà in giochi da tavolo, giochi di carte. Il gioco da tavola per me è una forma d'arte e di connessione tra le persone, vogliamo che che i giocatori si confrontino e possano interagire tra di loro. Ovviamente massima sanificazione per tutto quello che si tocca, visti i tempi di Covid.  Il cibo che potete trovare in viale XX Settembre 41 a Trieste è francese "triestinizzato". Per ora sopattutto snack e panini, ma danovembre arriveranno anche crêpes  e galette, ma con ingredienti del territorio.

ORARI: martedì - venerdì dalle 16.00 alle 01.00, sabato dalle 12.00 - 02.00, domenica dalle 12.00 - 23.00

Facebook: www.facebook.com/inboccaalgioco

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Al bareto le Rive a Trieste

al bareto il bancoal bareto il banco#ripartenza. "Abbiamo firmato il preliminare il giorno prima del lockdown di marzo e da allora non ci siamo mai fermati. Abbiamo ristrutturato il locale per dargli una nuova immagine più fresca e giovanile." (Vi ricordo che la frase scritta in alto nella foto è di Umberto Saba, n.d.a.)

Tre i punti fondamentali:

- i pranzi: veloci ma ricercati, con un menù diverso ogni giorno: dalla bresaola rucola e grana ai gamberi e scampi crudi al tonno affumicato; non mancano naturalmente i tramezzini, i tostoni e le nostre invitanti insalatone.al bareto tramezzini specialial bareto tramezzini speciali

- gli aperitivi: cocktail originali e ben studiati (abbiamo mandato i nostri ragazzi a fare un corso di bartender a Milano e siamo rimasti davvero soddisfatti!) Il tutto ovviamente accompagnato da stuzzichini alla frutta particolari come la pizza dolce e tante altre novità golose.

  • ultimo ma non per ultimo, la pulizia maniacale del locale."

Così mi raccontano Alessandro Liveris e Andrea Monteleone, i proprietari titolari de Al Bareto Le Rive Trieste, sprizzano di dinamismo e di entusiasmo, mentre raccontano come si è avverato il loro sogno: da quando hanno aperto si sono cimentati anche nell'organizzazione di diversi eventi come le feste universitarie e le serate karaoke.

"Il nostro obiettivo - spiegano Alessandro e Andrea - è quello di far diventare il Bareto un luogo d'incontro alternativo per una pausa piacevole sulle Rive a Trieste. Abbiamo creato una squadra di ragazzi validi dei quali ci fidiamo e sui quali investiamo. Abbiamo aperto da poco ma i risultati sono davvero incoraggianti. Venite a trovarci siamo in via riva Grumula 8."

Orari: lun - giov 07 - 00. Ven e sab 07 - 02. Giorno di chiusura Domenica

 

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Buon cibo e intrattenimento: i migliori ristoranti all'interno di casinò

Quando si pensa al buon cibo non si può fare a meno di pensare a grandi chef, ristoranti di lusso e location da sogno, immerse in un’atmosfera magica e sfavillante. E non si hanno certo tutti i torti ad immaginare uno scenario del genere. Ciò che probabilmente non si sa, però, è che la maggior parte di questi locali da sogno si trova all’interno dei più grandi casinò italiani e stranieri, da sempre simbolo di lusso. Quali possono essere considerati i migliori ristoranti aperti all’interno di un casinò?

La Strada dell’Eldorado Casino
ravioli pixabay.comravioli pixabay.com
Uno dei ristoranti di lusso più noti nel panorama del gioco d’azzardo è il ristorante La Strada dell’Eldorado Resort Casino, conosciuto come uno dei migliori ristoranti italiani negli Stati Uniti, in Nevada. Come la maggior parte dei casinò di lusso, anche l’Eldorado non si limita a proporre puro e semplice intrattenimento ai suoi ospiti, ma tutti i benefici che una struttura simile può offrire: lounge bar, camere fino a 90 metri quadrati con sontuosi salotti e sale da pranzo al loro interno, ma anche ottimi ristoranti. La Strada, in particolare, è apprezzato soprattutto dagli italiani: nel menù, infatti, come riportato sul servizio di prenotazione OpenTable, sono presenti classici come le bruschette, la mozzarella caprese, la carbonara, l’amatriciana, ma anche secondi vegetariani, di carne e di pesce. Tra i piatti più apprezzati, non manca la pasta fatta in casa come i ravioli ai funghi e i ravioli ripieni di carne, così come la classica scaloppina al limone, capperi, burro e chardonnay. È proprio per la pasta, tra l’altro, che il ristorante è stato inserito nel 2019 nell’elenco “Best Pastas in the Country” stilato da Food Network.

Le Hauts de Lille dell’Hotel Casino Barrière de Lille
Tornando in Europa, invece, tra i migliori ristoranti situati all’interno di un casinò troviamo Le Hauts de Lille, in Francia. Il ristorante, noto soprattutto per la cucina locale, si trova all’interno dell’Hotel Casino Barrière della città di Lille, anche questo in grado di offrire ai suoi ospiti ogni tipo di lusso e intrattenimento. Tra i giochi disponibili all’interno del casinò, per esempio, è possibile trovare persino una variante molto particolare della roulette, completamente elettronica, così come anche la versione tradizionale che, come spiegato nella pagina dedicata di Betway Casinò, la roulette sarebbe nata proprio in Francia nel XVII secolo. Ma non solo: come nella maggior parte dei grandi casinò, l’Hotel Casino Barrière offre molto di più, buon cibo compreso. Tra i piatti tipici della tradizione locale, troviamo ad esempio il foie gras in padella con mais, zucca e aceto balsamico, una ricca selezione di formaggi e la rana pescatrice tra i piatti di pesce.

Il ristorante Wagner del Casinò di Venezia
I lussuosi ristoranti presenti all’interno dei casinò non si trovano certo solo all’estero. Anche in Italia, e in particolare all’interno del famoso casinò Ca' Vendramin Calergi di Venezia, è possibile cenare in uno dei migliori ristoranti di lusso d’Italia, ovvero il Ristorante Wagner. Come specificato anche sul sito di recensioni TripAdvisor, il ristorante può contare su una deliziosa cucina locale, così come su un ottimo rapporto qualità prezzo, valutato quattro stelle su cinque dagli utenti del sito. Il ristorante, aperto a cena fino alle 24, offre solitamente anche spettacoli di musica dal vivo e può contare su ben 150 posti distribuiti all’interno di tre sale: la Sala Gialla, la Sala Palma e la Sala Rossa. Per gli amanti degli ambienti meno sofisticati, non manca all’interno del casinò Ca' Vendramin Calergi un ristorante alternativo, ovvero il Ristorante Marco Polo. Aperto sia a pranzo che a cena, questo ristorante si presenta come una valida alternativa per chi preferisce i pasti veloci in un ambiente decisamente più moderno.

Chinoiserie Modern Asian del Marina Bay Sands di Singapore
asian food pixabay.comasian food pixabay.com

Spostandosi in Asia, impossibile non menzionare il ristorante Chinoiserie Modern Asian, situato all’interno dell’hotel e casinò Marina Bay Sands di Singapore. Il ristorante è noto soprattutto per i suoi piatti fusion tra cucina asiatica e francese, realizzati da uno dei migliori chef del settore, Justin Quek, vincitore del World Gourmet Summit Awards of Excellence Hall of Fame nel 2009. Oltre al menù alla carta, in cui è possibile trovare piatti davvero particolari e sofisticati, tra carne, pesce, zuppe e verdura, il ristorante del Marina Bay Sands mette a disposizione anche diversi tipi di menù fisso, pensati per esigenze e gusti di diverso tipo. Non manca, tra questi, un menù pensato per il pranzo e uno interamente dedicato alla cucina asiatica, grazie al quale poter assaporare varie specialità dello chef Quek.
Di ristoranti eleganti e sofisticati ne esistono davvero tanti, sia in Italia che nel mondo. E molti di questi, come abbiamo avuto modo di scoprire, si trovano proprio all’interno dei casinò, strutture che non offrono solo intrattenimento, ma anche e soprattutto lusso, relax e buon cibo.

 

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