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Gli Chef.

ASPARAGUS 2018 Partenza

Splendida serata quella trascorsa alla Trattoria da Toni a Gradiscutta di Varmo (Ud) in occasione dell'inizio della rassegna Asparagus, organizzata dal Ducato dei vini Friulani e Partners. Dall'aperitivo nel suggestivo giardino, accompagnato da musica e canti locali sotto un antico pero, fino al dessert di straordinaria raffinatezza, il tutto abbinato armoniosamente con vini di grande eccellenza.

Alla Trattoria da Toni si è svolta la prima delle 7 serate che vengono proposte ogni venerdì in altrettanti differenti locali fino al 18 maggio. Un incontro interessante e gastronomicamente istruttivo, con la condivisione di un interesse comune dove emerge la grande passione oltre che sapienza di chi ci ha permesso di essere testimoni di questa opportunità attraverso la volontà di promuovere l'asparago, sottolineando la vitale importanza della valorizzazione e tutela e del possibile sviluppo di ulteriori attività collegate.


Ho avuto il piacere di scoprire che vi sono tre produttori nella zona, oltre alla storia del territorio e di questo rinomato ristorante, assaporando piatti che di portata in portata suscitavano in me emozioni e mi riportavano a momenti di famiglia semplici raccontati e vissuti.


L'asparago è conosciuto nell'utilizzo della tradizione con uova e radicchio ''ûs e lidric'' ma la sua versatilità mi ha davvero sorpreso: con formaggi o in zuppa il risultato è stato meraviglioso, merito anche dello staff che ha lavorato per creare una serata davvero indimenticabile. 

Una appello lanciato dal Ducato: far si che i giovani ritrovino il desiderio di raccogliere - e coniscere - le erbe! Gran finale con l'omaggio ai presenti di una serigrafia creata ad hoc dal maestro Gianni Borta. 

Partenza alla grande dunque. E da qui si parte, perchè la novità è che questa rassegna diventerà puntuale ogni anno e ora pronti per la nuova serata di venerdì 13 aprile alla trattoria locanda al Grop di Tavagnacco, grandi sorprese vi aspettano.  Foto di Enzo Cattaruzzi 

 

 

 

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Ristorante Al fogolar - La di Moret chef Basello stupisce ancora

Sono 25 i ristoranti del Triveneto che partecipano alla sfida del Trofeo Tagliapietra Festival Triveneto del Baccalà. qbquantobasta ha partecipato alla cena da Là di Moret dove chef Stefano Basello ha proposto agli ospiti innovative ricette con baccalà e stoccafisso. Fra le tre ricette in gara Antipasto Primo piatto e Secondo piatto siamo stati noi partecipanti alla serata a scegliere il piatto che rappresenterà in finale il ristorante friulano.

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A Buttrio la settima tappa del Festival Triveneto del Baccalà

Mercoledì 4 ottobre 2017 alle 20.00 appuntamento al ristorante Enoteca di Buttrio (Buttrio - Udine), per la settima tappa del Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra 2017, il concorso per aggiudicarsi il titolo di miglior ricetta a base di stoccafisso o baccalà salato. Alla manifestazione culinaria itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina e la Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, in collaborazione con la Tagliapietra e Figli Srl, una tra le più importanti aziende leader importatrici di stoccafisso e baccalà con sede a Mestre (Venezia), partecipano 25 ristoranti del Triveneto. Matteo Berengo, Chef e titolare del ristorante Enoteca di Buttrio, dovrà preparare, come da Regolamento, tre piatti: antipasto, primo e secondo, di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato. Le ricette dovranno essere originali e innovative e verranno giudicate, in questa fase, dagli stessi commensali.
Il ristorante Enoteca di Buttrio proporrà le seguenti ricette:
- Antipasto: Che vinca il migliore, Crema di stoccafisso, cialda di foie gras e castagne, verza al burro, salsa all’aglio fermentato e polvere di liquirizia
- Primo piatto: La chiusura del cerchio, Gnocchi di patate, vellutata di spinacino, stoccafisso arrosto, vongole, la loro acqua e il caviale di trota di S. Daniele
- Secondo piatto: Ritorno al futuro, Baccalà cotto a bassa temperatura, crema di cipolla al forno, latte e parmigiano, cipolla di Cavasso all’agro, briciole di pane, acciughe del Cantabrico Don Bocarte e polvere di prezzemolo.
«Nel menù che presenterò in occasione del Festival Triveneto del Baccalà ci sarà sia un richiamo ai piatti della tradizione sia un gioco di abbinamenti legati alla stagionalità di questo periodo dell’anno e al connubio e contrasto di vari sapori», sottolinea lo Chef Matteo Berengo.
Il Galà Finale del Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra si svolgerà nella Cantina Sociale di San Bonifacio (Verona), lunedì 4 dicembre 2017. Una Giuria Tecnica proclamerà la migliore ricetta, assegnando allo Chef vincitore il Trofeo Tagliapietra e un viaggio alle Lofoten, isole norvegesi patria dello stoccafisso.
In Friuli Venezia Giulia il Festival farà ancora tappa a Udine e Provincia a Il Fogolar il ristorante del Best Western Hotel Là di Moret venerdì 27 ottobre e a La Darsena (San Giorgio di Nogaro) venerdì 17 novembre.
«Per questa nuova edizione - commenta Luca Padovani, Presidente del Comitato Organizzatore del Festival Triveneto del Baccalà - abbiamo voluto stimolare ancora di più la capacità degli Chef in gara. Oltre alla richiesta, secondo il Regolamento, di escludere tutte le ricette della tradizione per lasciare spazio solo alla creatività, abbiamo chiesto di proporre tre piatti, antipasto, primo e secondo, di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato. Sono certo che anche le ricette presentate durante questa manifestazione daranno grandi soddisfazioni a tutti in termini di fantasia, ricerca e sperimentazione».
«Il Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra si conferma una competizione culinaria di successo. Questo ci rende molto orgogliosi e ci fa capire che siamo sulla buona strada: lo stoccafisso e il baccalà salato
sono due prodotti eccezionali, che pur appartenendo alla tradizione offrono delle grandissime potenzialità di nuove interpretazioni», sottolinea Daniele Tagliapietra, Ad dell’omonima azienda di Mestre.
 

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Nuovo The Stage in piazza Gae Aulenti a Milano

RIVOLUZIONE THE STAGE: UN CONCEPT CHE RUOTA ATTORNO ALLO SHARING,  UN MENU INNOVATIVO E UN BAR PENSATO PER IL MULTI-EXPERIENCE STORE. Riapre il ristorante The Stage, all’ultimo piano dell’omonimo multi-experience store.  I protagonisti di questa rivoluzione sono Martino de Rosa, ideatore del nuovo format ristorativo con la società atCarmen fondata assieme alla moglie Carmen Moretti, lo chef Fabrizio Albini, a capo del ristorante dello store da maggio 2017 e il barman Francesco Cione, miglior bartender d’Italia 2015 per la Diageo Reserve World Class. Un nuovo menù, un nuovo bar e un nuovo concept accompagnano la crescita del locale in piazza Gae Aulenti.  Il nuovo menù autunnale presentato da Fabrizio Albini e Martino de Rosa punta sul concetto di sharing, traslando quello di condivisione del cibo, che dalla trattoria arriva alle tavole gourmet, trasformando una cena in un’esperienza gastronomica di alto livello rivolta a una clientela sempre più esigente e curiosa. Ogni piatto del menù sarà proposto sia in versione singola che in versione sharing, servito al centro del tavolo affinché tutti se ne possano servire direttamente. Qualche anticipazione: il carciofo nel rosmarino con salsa al Vermouth Antica Formula Carpano, bagoss e tartufo nero o le costine di maiale con Franciacorta Docg, alloro e zucca e infine l’astice nel mirto con zenzero, limone verde, angostura e patate schiacciate. La riapertura prevede anche un menu degustazione di 5 portate rinnovato e ripensato; si chiama Illusioni e, proprio come nei giochi di prestigio, colpisce e tocca tutti i sensi.  Tra le novità del lunch piatti internazionali e tipici che richiamano i sapori d’infanzia dello chef Albini, come i casoncelli agli spinaci con crema al parmigiano e gli gnocchi al pomodoro con battuta di lardo.

 

La novità più impattante riguarderà il nuovo bar al piano terra: si potrà raggiungere sia dall’ingresso all’interno del negozio sia da quello indipendente che affaccia sulla piazza. Aperto già dalla mattina per la prima colazione, è il luogo perfetto per un caffè, un aperitivo o un pranzo, con un menù che rispecchierà in pieno le esigenze di una clientela attenta e internazionale. Nel corso dei prossimi mesi, infatti, si darà il via a importanti collaborazioni con grandi aziende che rappresentano il made in Italy in tutto il mondo. L’offerta di The Stage non si ferma solo alla cena ma si estende anche al dopo cena con il Bar Octavius, all’ultimo piano dello store, in cui il bartender Francesco Cione sarà pronto a proporre i cocktail agli ospiti a partire dall’orario aperitivo, immersi in un ambiente intimo tra musica soffusa, divani e una vista mozzafiato.



 

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Presentato l'8. Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra

Presentazione 8° edizione Festival Triveneto del BaccalàPresentazione 8° edizione Festival Triveneto del Baccalà

Dal 3 settembre al 4 dicembre 2017 venticinque ristoranti si sfideranno con ricette originali e creative a base di stoccafisso e baccalà salato per aggiudicarsi il Trofeo Tagliapietra. Novità dell’ottava edizione: ogni ristorante in gara dovrà presentare tre piatti di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato, ciò per stimolare ancora di più la capacità e la fantasia dei cuochi.
L’ottava edizione del Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra pltre all’esclusione, secondo il Regolamento, di tutte le ricette tipiche della tradizione lasciando spazio solo a proposte innovative e originali, prevede che ogni ristorante in gara presenti tre piatti - antipasto, primo e secondo - di cui due con stoccafisso e uno con baccalà salato.  Sono venticinque i ristoranti in gara per l’edizione 2017 della manifestazione enogastronomica itinerante che coinvolge alcuni tra i migliori ristoranti del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e che vede Chef e brigate sfidarsi per ideare la ricetta più innovativa. La manifestazione, presentata come da tradizione al ristorante Baccalàdivino di Mestre (Venezia), è organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà mantecato, dalla Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina, dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati in collaborazione con Tagliapietra e Figli Srl, una delle aziende leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici, in particolare del merluzzo.
Alla conferenza stampa erano presenti: Ettore Bonalberti, Presidente Onorario e ideatore del Festival, Luca Padovani, Presidente del Comitato Organizzatore, Franco Favaretto, Chef Patron del Baccalàdivino di Mestre (Venezia), Coordinatore della Giuria Tecnica, Ermanno Tagliapietra, Titolare della Tagliapietra & Figli SRL, Daniele Tagliapietra, Amministratore Delegato della Tagliapietra & Figli SRL, Chef Martino Scarpa dell’Osteria ai Do Campanili (Cavallino – Treporti), vincitore della scorsa edizione della manifestazione, Giovanni e Narciso Bacchin, dell’Autostazione di Cittadella (Padova), il bar vincitore di Baccalando nel 2016. Presente anche Dagfinn Arntsen, Sindaco di Vaeroy, isola delle Lofoten, gemellata con Venezia. Nella foto la ricetta vincitrice 2016 di Martino Scarpa: Baccalà cotto con latte di capra con cavolfiore arrostito e cialda croccante.


Fino al 20 novembre 2017, data ultima delle cene in calendario al Festival giudici saranno i clienti che parteciperanno alle serate e potranno votare la ricetta a loro più gradita tra le tre in concorso. In seguito, la Segreteria del Festival, sulla base delle votazioni dei clienti, indicherà al Comitato Esecutivo la ricetta della serata scelta per la selezione provinciale. Successivamente, il Comitato Esecutivo indicherà il Ristorante che parteciperà alla preselezione regionale dalla quale usciranno i sei Ristoranti che con i loro piatti parteciperanno al Galà Finale.
Gli Chef si sfideranno da settembre a novembre per aggiudicarsi la vittoria durante il Galà Finale che quest’anno si svolgerà nella Cantina Sociale di San Bonifacio (Verona), lunedì 4 dicembre 2017. Una Giuria Tecnica, tra i cui giurati figura di diritto Chef Martino Scarpa dell’Osteria ai Do Campanili (Cavallino – Treporti), vincitore dell’edizione 2016, proclamerà la migliore ricetta, assegnando allo Chef vincitore il Trofeo Tagliapietra e un viaggio alle Lofoten, isole norvegesi patria dello stoccafisso.

chef Franco Favaretto, sindaco di Vaeroy, Ermanno Tagliapietrachef Franco Favaretto, sindaco di Vaeroy, Ermanno Tagliapietra

«Il Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra si conferma una competizione culinaria di successo. Il nostro obiettivo - sottolinea Daniele Tagliapietra, Amministratore delegato dell’omonima azienda di Mestre - è di far conoscere le proprietà del merluzzo e diffonderne la cultura. Una tradizione che arriva dalle Isole Lofoten (Norvegia) dove il merluzzo rappresenta una delle voci più importanti per l’export del Paese. E nonostante questo l’ecosistema globale viene rispettato attraverso l’applicazione di rigide regole riguardo alle quote di pesca. È un prodotto eccezionale, così come lo è il popolo Norvegese: siamo fieri di collaborare e di farci ambasciatori di questa cultura attraverso il Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra». Innovare rispettando la tradizione è anche l’obiettivo della terza edizione di Baccalando, il percorso ideato per i giovani che si affianca a quello più tradizionale del Festival Triveneto del Baccalà che prevede la proposta in chiave creativa e originale per cinque locali alla moda del Veneto, di cichéti, stuzzichini o finger food a base di baccalà. Ogni locale avrà il compito di presentare il proprio aperitivo a base di baccalà accompagnandolo a un drink alcolico o analcolico. L’aperitivo più innovativo sarà scelto durante le Preselezioni Regionali del Festival Triveneto del Baccalà, che si svolgeranno lunedì 27 novembre al Baccalàdivino di Mestre (Venezia), servito e premiato durante il Galà Finale del Festival, lunedì 4 Dicembre. Al vincitore sarà offerto in premio un volo per due persone ad Oslo, in Norvegia, patria del merluzzo.

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Tranci di spada e mazzancolle

Una ricetta dello chef calabrese Filippo Cogliandro di cui vi abbiamo parlato anche a questo link https://www.qbquantobasta.it/chef-ristoranti/5389-allo-chef-filippo-cogliandro-il-premio-paolo-borsellino-2016. Trattasi di una ricetta di stagione e del territorio, come si nota dalla descrizione dei particolari degli ingredienti su cui insiste lo chef.  Arrosto di Pesce Spada dello Stretto, Mazzancolle Mediterranee al Pistacchio, ai Sesami, al Riso soffiato e Lampone.
 Ingredienti

1 kg di pesce spada tagliato in 4 fette da 250 grammi cad
 12 mazzancolle mediterranee
  Polvere di pistacchio q.b.
  Sesami sgusciati q.b.
  Polvere di Riso soffiato e lampone q.b.
  olio extravergine di Oliva dell'Aspromonte
  sale e pepe q.b.

Preparazione:

Dividere ogni fetta di pesce spada in tre parti uguali.

Sgusciare le mazzancolle lasciando attaccata la testa e il codino. Aprire con un coltello il dorso prestando attenzione a non dividere la polpa.

Lasciare insaporire a freddo le mazzancolle e i tranci di spada in un condimento di olio extra vergine di oliva, sale, pepe.

Spolverare sopra le mazzancolle la polvere di Pistacchio, i Sesami e la polvere di Riso soffiato e Lampone. Inumidire con un filo di olio e cucinare in forno a 160° per 10 minuti.

Su una piastra rigata arrostire i tranci di pesce spada.

Regolare di sale e completare con un filo di  olio extravergine d’oliva.

 

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Cono coppetta e calice per l'apegelato

Chiedete a qualsiasi sommelier e vi risponderà che il gelato si nega all'abbinamento con il vino. Cosa succede, però, se il gelato è salato? Per scoprirlo, basta partecipare a "Cono, coppetta e calice", proposto dall'enoteca Domìni Veneti (via Ca’ Salgari 2, Negrar) sabato 15 luglio 2017 dalle 17 alle 20.

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Philippe Léveillé una vita al burro



Il 7 luglio arriva a Grado all'Androna-  per Ein Prosit Grado 2017 - il granderrimo Philppe Lèveillè (qui a qb si adora il burro!). Questo l'articolo pubblicato sul nostro mensile cartaceo nel dicembre 2015. Leggetelo e prenotatevi per la cena! "In Bretagna, su ogni tavolo di cucina c’è il burro, a tutte le ore e in tutte le stagioni, metterlo in frigo sarebbe un sacrilegio. Si copre la ciotola del burro con un panno e la si lascia sul tavolo. Al limite, se d’estate fa molto caldo, si porta in cantina, ma in frigo jamais! Altrettanto a portata di mano (e di vista) in cucina deve esserci il vaso di terracotta con il sale grosso e il cucchiaio di legno piantato dentro. Penso di non aver mai letto tante volte la parola “burro” in un libro – nemmeno in un libro di ricette – quante l’ho letta in questo libro di Philippe Léveillé.
Che si intitola appunto La mia vita al burro. Romanzo culinario (Giunti, 2015, pp. 192, 16€). L’autore ripercorre la sua vita trascorsa spalmando burro al di qua e al di là di una serie di oceani e di cucine, fino al suo approdo italiano a Concesio – alle due stelle del Miramonti. Sembra che tutto per lui sia filato liscio come l’oli… come sul burro, e a Léveillé va riconosciuta una buona dose di sfrontatezza, oltre che di capacità gastroculinarie, e di fortuna, e di simpatia, e di competenza.

In realtà, il libro racconta una vita a suo modo avventurosa, non certo nel senso di no-limits, quanto ricca di esperienze che lo hanno portato dagli allevamenti di ostriche alle cambuse di traversate oceaniche, dagli incontri più o meno fortuiti con il meglio della ristorazione mondiale, compreso Luigi Veronelli, che
lo omaggiò inginocchiandosi  in omaggio al suo “Crescendo d’agnello”.

È un libro particolarmente ricco di persone, di amicizie, di rapporti, come quello con Gino Giribardi e Fausto Capra, “i clienti più importanti della mia vita, non solo personale”. O con la
moglie Daniela. O con Mauro Defendente, che ha scritto “Sua golosità il burro“, un vero e proprio trattato in appendice al volume (è un medico endocrinologo e nutrizionista, mi sembra di capire anch’egli butter-addicted). Cito le righe finali: “Il burro è piacere, e come tale deve rimanere in tavola: pochi grammi di burro adagiati sul pane, con un ‘niente’ di sale, una minuscola alice del Cantabrico, o due grani di zucchero, possono rappresentare una tentazione alla quale lasciarsi andare come piacere assoluto e, al tempo stesso, costituire una protezione per mente e corpo”. Anche se poi mi chiedo se un’alice un po’ meno minuscola, anzi decisamente maiuscola, non vada bene lo stesso.
Ah – naturalmente, ci sono delle ricette. Il libro è diviso in capitoli – a proposito, complimenti al grafico, Raffaele Anello, che è riuscito a dare una veste di estrema eleganza a un libro semplicemente “scritto”, senza immagini – e bella la copertina, di Lorenzo Pacini: un panetto di burro.

Ogni capitolo inizia con una ricetta, dicevo: e ognuna è un sigillo messo su un periodo, un’esperienza come può esserlo una traversata in barca o l’incontro con Angelina Jolie (di cui ha conosciuto peraltro prima il marito, Brad Pitt). Non sono cioè necessariamente ricette proposte perché il lettore possa rifarle a casa, magari “aggiustate” per questo: sono veri e propri momenti del racconto, concentrati in due pagine o dettagliati in otto, che hanno lo stesso valore del racconto dell’incontro con Mauro Piscini, e con sua madre Mary (ovvero col Miramonti),
con l’inciampo nel fango, la giacca bianca stazzonata e così via. Ecco, il libro è così: Léveillé scrivendolo ha riso, cantato, si è arrabbiato, si è incupito e ha pianto. E tutto questo si legge in ogni pagina".

Segui Emanuele Bonati anche su www.blogVs.com www.cibVs.com

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Vellutata di asparagi con cestino di pane e boccioli di orto

 

 

Seduzione per gli occhi e per le papille con questo piatto di Teresa Covaceuszach della Trattoria Sale e Pepe di Stregna (UD): vellutata di asparagi con cestino di pane fatto in casa contenente asparagi lessati e insaporiti con erbette di stagione; il tocco cromatico in più sono decisamente i fiori e i boccioli di orto e di giardino!

 

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Formaggi dal principio alla fine a La Taverna





Una cena interamente dedicata ai formaggi. Ce ne saranno di tutti i tipi: stagionati e non, morbidi e duri, delicati e puzzoni, erborinati e cremosi, italiani, francesi, ma non solo. Quando? Venerdì 7 aprile 2017 dalle 20. Dove? A La Taverna di Colloredo, ristorante che da anni conserva la sua  stella Michelin. In abbinamento una selezione speciale di di vini (Borgogna e Supertuscan compresi) e birre. Date un'occhiata al al menù della serata.

Pinzimonio di verdure

FORMAGGI FRESCHI:
Grotta di Montergalda, Caprino di Rifiorano, Toma delle Langhe Delices de St.Cyr sur  Morin, Brin d’Amour alle erbe della Corsica Con Gelatina di Picolit, Frutti di bosco e Mostarda di Uva fragola
Cocotte di fonduta, Asparagi e Tartufo primaverile

FORMAGGI PUZZONI:
Franto di Socchieve, Fontina d’alpeggio DOP, Losa di capra, Munster stagio nato AOC, Saint Remy con Mostarda di fichi, Uva fresca, Gelatina di vin brulé, Mostarda di Verdure

FORMAGGI MEDIA STAGIONATURA:
Alpeggio al pepe, Bitto DOP, Granglona,  Pecorino di fossa dell’Abbondanza, Castelmagno DOP con on Mostarda di peperoncino, di Uva bianca e di Pomodoro verde

Sorbetto mela e zenzero

FORMAGGI ERBORINATI:
Shropshire “Colston Basset”, Fourme d’Ambert au Sauternes, Verde dei Berici Roquefort selection, Blu al Ramandolo, Gorgonzola cremoso Con Miele al Tartufo, Miele di Tiglio, Frutta secca

Dolce Sorpresa di Primavera
I Vini in abbinamento:

Ribolla Gialla Pas Dosé Azienda Agricola Collavini (Friuli), Pinot Noir 2014 F.Magnien (Francia Borgogna),
Supertuscan Capetino 1993 Fattoria Casavecchia (Toscana), Sauternes 2009 Chateaux Filhot  (Francia)
Le Birre in abbinamento:
Grand cru St.Sebastian (Belgio), Double fermentation Triple Afflingem (Belgio)

Costo, bevande incluse: 75 euro. E' consigliata la prenotazione

RISTORANTE LA TAVERNA

Piazza Castello 2  Colloredo di Monte Albano (UD)

Tel +39 0432 889 045
www.ristorantelataverna.it

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Corsi di cucina all'Atelier Pepe Rosa

I corsi di cucina dell’Atelier Pepe Rosa nascono da un’idea di Irene Revelant, esponente di punta dell’imprenditoria femminile friulana, fondatrice e amministratrice di Business Voice, da trent’anni azienda leader nel settore dei servizi linguistici. Nata a Cambridge (Gran Bretagna) da genitori friulani poi rientrati in patria, viene educata sin da piccola all’arte del buon cibo. Negli anni della permanenza oltre Manica, la mamma lavora come capo cuoca presso una mensa scolastica inglese e, al rientro in Friuli, prende in gestione il ristorante Da Adelchi, uno tra i più in voga nel litorale lignanese degli anni ‘80. Qui Irene muove i primi passi nel management. Imprenditoria e cucina, dunque: un connubio perfetto, che vede in seguito la figlia fondare una delle primissime scuole di lingue straniere della provincia e la madre inaugurare una rosticceria ante litteram, al centro del paese natio, Buttrio. Il desiderio di ripercorrere le proprie origini ha portato Irene Revelant a dar vita a una scuola di cucina - un “gioiellino, un giocattolino”, per usare le sue stesse parole - che è divenuta realtà in nome di quell’eredità materna che oggi rivive in forma contemporanea.

La scuola di cucina dell’Atelier Pepe Rosa è dedicata a chi vuole mettersi in gioco e imparare a realizzare piatti nuovi, semplici ma mai banali. Lo spirito dei corsi di cucina dviene interpretato con abilità dalla maestra di cucina, Serena Guatto. Formatasi alla scuola professionale per cuochi di San Pietro al Natisone, ha lavorato al fianco di rinomati professionisti del settore enogastronomico friulano sino a diventare un’ottima chef e una raffinata padrona di casa. Una scuola tutta al femminile, dunque,
in cui la professionalità e la competenza sono le basi per una cucina dove l’amore per il buon cibo si trasforma in un’esperienza di gusto da portare in tavola ogni giorno.

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