Carlo Cracco interpreta Messisbugo a Festina Lente di Ferrara. Il 30 ottobre lo chef stellato reinterpreta i fasti della cucina estense del Cinquecento, nella Cena di Gala organizzata dalla Strada dei Vini e dei Sapori della Provincia di Ferrara, in collaborazione con il Comune di Ferrara, nell’ambito della rassegna che celebra i trent’anni di Ferrara come patrimonio UNESCO.
Il menu rinascimentale racconta questa storia attraverso quattro portate: si inizia con la Sella di Coniglio farcita, arancia e uvetta, si prosegue con il Pasticcio d’onore, per arrivare al Luccio in crosta alla cannella e concludere con la Torta di riso.
«Quando mi hanno proposto di vestire i panni di Messisbugo, la prima cosa che ho fatto è stata aprire i suoi ‘Banchetti’ del 1549» racconta lo chef.
La scelta del coniglio con arancia e uvetta non è casuale: è l’incontro perfetto tra il territorio ferrarese e quelle spezie orientali che nel Rinascimento rappresentavano lusso e raffinatezza. L’agrodolce, quell’equilibrio tra dolce e acido che oggi ci sembra esotico, era invece la firma della grande cucina rinascimentale.
Nel Cinquecento, i pasticci erano architetture commestibili, torri di pasta che racchiudevano tesori: carni, interiora, spezie preziose. Erano il simbolo stesso dell’abbondanza estense, piatti che richiedevano ore di lavoro e maestria assoluta. «Qui c’è tutto il senso dello spettacolo che Messisbugo cercava. Non mangi solo un piatto, assisti a una rivelazione quando lo apri».
Il luccio in crosta alla cannella è un omaggio al territorio: il Po e i suoi affluenti erano la dispensa della corte. Ma è l’uso della cannella a fare la differenza. «Nel Rinascimento la cannella non era relegata ai dolci come oggi. – ci insegna lo chef – Era una spezia nobile che esaltava il pesce, creava ponti di sapore inaspettati. È questo che voglio far riscoprire: l’assenza di confini rigidi, la libertà di sperimentare».
E infine la Torta di riso, dolce e insieme complessa, che chiude il banchetto con la stessa filosofia dell’inizio: ingredienti semplici del territorio, il riso delle valli ferraresi, trasformati in qualcosa di prezioso.
Ogni piatto è un dialogo tra passato e presente, tra il territorio e il mondo, tra la semplicità degli ingredienti e la complessità della loro trasformazione. Messisbugo faceva esattamente questo: prendeva ciò che la terra di Ferrara offriva e lo trasformava in arte.
È stato possibile realizzare “La Cena di Gala degli Este, il Gran Banchetto Rinascimentale” grazie anche al contributo degli sponsor: Grandi Riso, Torrefazione La Brasiliana e Audi Grand Prix. “Festina Lente” è un progetto finanziato dal Ministero del Turismo, volto alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori siano ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e dei comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’UNESCO. Per il territorio ferrarese il finanziamento è stato concesso al sito UNESCO “Ferrara città del Rinascimento e il suo Delta del Po”, nello specifico ai Comuni di Ferrara, Comacchio e Ostellato.




