Aperto il 23 luglio il Vista Ostuni nella Piana degli Ulivi. L’hotel 5 stelle lusso di proprietà della famiglia Passera e parte del portfolio The Leading Hotels of the World, è ospitato nell’ex Manifattura Tabacchi in una struttura che risale al XIV secolo.
Cinque piani distribuiti su un’area di 6.000 m², a cui si aggiungono 1.200 m² di terrazzi e tre ettari di giardino, 28 tra suite e camere con una superficie media di 60 m² ciascuna, 2 ristoranti (il Bianca Bistrot – ristorante in giardino aperto tutto il giorno – e “Berton al Vista” dove trova spazio la cucina dello chef Andrea Berton. Inoltre, l’Infinity Bar sul rooftop con vista mozzafiato sulla Città Bianca di Ostuni, il Chiostro Bar 3 piscine, di cui 2 esterne (una Infinity Pool sulla terrazza e una in giardino) e una interna, una Spa, un beauty center e una palestra fitness con attrezzature all’avanguardia. Con ambienti contraddistinti da soffitti a volta e alti fino a 7 metri, utilizzo di materiali locali interpretati da artigiani locali.
In pietra e marmo i pavimenti e i terrazzi. Cinque piani con solai realizzati con archi in pietra locale, alcuni soffitti per metà piani e metà ad arco, una tipologia del territorio denominata volta “a schifo” che altrove non esiste. Per restaurare rispettando ambienti e storia, sono stati chiamati scalpellini che hanno riprodotto e sostituito porzioni di facciata e cornici in pietra, e fabbri che hanno realizzato stampi per forgiare gli elementi in ghisa da sostituire nei parapetti storici. Pavimenti in pietra locale, tra cui il Trani e la breccia Sant’Antonio.
LA RISTORAZIONE
La cucina di Vista Ostuni porta la firma di Andrea Berton con i suoi piatti più famosi rivisitati nell’incontro con i prodotti e le tradizioni della Puglia, come il famoso “brodo” o la frisella nella versione “acqua e sale” e, in stagione, le immancabili orecchiette alle cime di rapa.

IL ROOFTOP e LA PISCINA ESTERNA
Sul tetto dell’edificio, il rooftop domina la scena con una vista a 360 gradi sul mare, Piana degli Ulivi e Città Bianca. Il giardino pensile, lussureggiante con piante mediterranee e profumate – cicas, ulivi, carrube, melograno ed erbe aromatiche – ospita l’Infinity Bar e l’Infinity Pool, che regala la sensazione di infinito tra mare e cielo, e si trasforma in base ai diversi momenti della giornata: da una pausa di relax all’ombra, a un tuffo in piscina, fino a un aperitivo al tramonto o un drink al chiaro di luna.
Spettacolare la piscina esterna (riscaldata nella stagione più fredda): lunga quasi 20 metri, è circondata dal biancore delle antiche chianche dell’ex tabacchificio e da un pavimento a dama bicolore. Attorno, comodi lettini e riservate cabanas offrono ombra e tranquillità anche nelle ore più calde, trasformando lo spazio in un’oasi di pace e distensione da cui è difficile allontanarsi.
Progetto architettonico dello studio RMA Roberto Murgia Architetto con sede a Milano; progetto paesaggistico è firmato dall’architetto paesaggista Erik Dhont.
La storia – in breve – dell’edificio
Prima convento dei Frati Domenicani, poi convento dell’Ordine dei Minimi, nel 1867 l’edificio fu acquistato dall’amministrazione comunale e destinato ad uso civico, prima come ospedale gestito dalle suore Vincenziane e successivamente come ricovero di mendicità. L’attuale stabile fu eretto per volere di Suor Maria Raimonda Fuentes, con lo scopo di realizzare un orfanotrofio; una casa di riposo per anziani abbienti e poveri; una scuola di educazione e lavoro per fanciulle povere.
Agli inizi degli anni ‘20, un imprenditore visionario ne fece un primo esempio di azienda illuminata: una Manifattura Tabacchi dove nei tempi del primo dopoguerra già si cominciava a parlare di diritti delle donne, di creazione di asili per i loro figli e di luoghi di culto e di aggregazione. La Manifattura venne però chiusa nel 1968. Da allora l’intero edificio era rimasto inutilizzato, poi nel 2023, la famiglia Passera lo ha acquistato iniziando i lavori di ristrutturazione e riconversione in hotel.




