Molto interessante la degustazione che ha aperto l’edizione di Teranum 2026. “Una degustazione non convenzionale”, l’ha definita Robi Jakomin, uno degli organizzatori dell’appuntamento per conto dell’Associazione Viticoltori del Carso. Quattro i produttori, del Carso italiano e sloveno, che hanno donato i loro vini per l’assaggio; e ognuno di loro ha portato due annate, nel segno della longevità. “L’assaggio sarà rovesciato. Per ogni produttore asseggeremo prima il vino più vecchio e immediatamente dopo, quello più giovane” ha premesso Ivana Graniero, la sommelier che ha guidato brillantemente l’incontro, con il supporto di slide e suggerendo anche possibili abbinamenti con il cibo. Si è discusso di terrano e territorio, degustando in una sorta di confronto fra epoche distanti e vicine dei vini gemelli, cesellati e curati dal tempo.
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I vini in degustazione
Bajta 2023 e 2013. Budin 2023 e 2016. Vina Taucar 2021 e 2015. Škerk 2021 e 2011
Bajta. Il 2013 è stata un’annata fresca con vendemmia tardiva. Nel bicchiere un vino austero, tradizionale, con acidità molto marcata e tannini ruvidi. Il 2023 è stato un anno caldo, siccitoso, con vendemmia anticipata. Il vino è equilibrato, di gran beva e con un frutto più marcato. Gli abbinamenti suggeriti per i vini di Bajta parlano di tradizione, di salsiccia e prosciutto del Carso.
Budin. Una storia di un cambio di vita. Una scelta che ha portato all’avvicinamento all’agricoltura e al vino. Il Terrano 2016 mostra un profilo classico, territoriale, con acidità marcata, un vino “didattico” del Carso. Sapido, verticale e asciutto. Il Terrano 2023 è più aperto e moderno, con un’acidità meno pronunciata. Un vino più rotondo. L’abbinamento suggerito è con formaggi del Carso, come lo Jamar.
Vina Taučar. Piccolissima produzione artigianale nel cuore del Carso sloveno, nel villaggio di Kreplje. Viticoltura naturale, su terra rossa e calcare. Il Terrano 2015 viene da un’annata calda con maturazioni complete. Un vino equilibrato. Il Terrano 202, nato in un’annata leggermente meno calda, risulta essere un vino teso, nervoso vibrante. L’abbinamento suggerito con ricette tipiche come goulasch e jota.
Sandi Škerk. Cantina con produzione di vino naturale a basso intervento. Il Terrano 2011 nasce in un’annata calda on livelli qualitativi molto alti. Il vino è lungo e sapido, potente e allo stesso tempo leggiadro. Un contrasto armonico che che regala grandi emozioni. Il Terrano 2021 è una promessa. Promette in grande e bisogna aavere la pazienza di attenderlo. Va aspettata. L’abbinamento pensato dalla sommelier è con un piatto del ristorante fine dining dove lavora, a Merano: spalla di manzo alla griglia con crema e chips di radice di prezzemolo.
Redazione qb quantobasta




