A Palo del Colle c’è il Tarallo Lab

Sorse la terra di Palo sulle ultime propaggini della Murgia che digrada al mare, alla sommita’ di un colle alto 177 metri, donde l’occhio spazia per largo orrizonte di terra e di mare… Qui, a Palo del Colle, comune che fa parte della città metropolitana di Bari, nei giorni 6, 7, 8 marzo 2026, è in programma un fine settimana dedicato al tarallo, l’anello da forno diventato un dei simboli dell’identità gastronomica pugliese.


Farina di grano tenero, olio extravergine d’oliva, acqua, vino bianco e sale

“Tarallo Lab” – promosso dal Comune insieme al Consorzio Mestieri Puglia e al Laboratorio Urbano Rigenera – diventerà un laboratorio aperto, pensato per trasformare una tradizione consolidata in una leva contemporanea di sviluppo locale, lavoro di qualità e cooperazione territoriale. Presso il Laboratorio Urbano Rigenera sarà sviluppato in tre aule tematiche in cui potranno lavorare a stretto contatto giovani, imprese, cittadini, amministratori, progettisti e creativi.

Nell’aula 1, dedicata a marchio, filiere, mercati, si analizzerà come si genera valore nella filiera del tarallo e si illustreranno i possibili modelli per rafforzare qualità e riconoscibilità del prodotto; la partecipazione di Roberta Bruno che, con la sua cooperativa agricola Karadrà, ha dato vita ad un progetto di bioeconomia che intreccia coltivazione, trasformazione e racconto del territorio.


Nell’aula 2 si affronteranno le tematiche identità, linguaggi, comunicazione: come raccontare il tarallo senza ridurlo a semplice elemento di folklore e quali immagini e parole usare per parlarne al pubblico di oggi; con la partecipazione di Nick Difino, foodteller, autore e conduttore di Mezzogiorno e dintorni su Telenorba, già collaboratore di Gambero Rosso Channel, Repubblica e Istituto Agronomico Mediterraneo.

Nell’aula 3 invece si parlerà di  alleanza, reti, comunità: con chi e come lavorare insieme affinchè i progetti siano duraturi, quali forme di governance e collaborazioni sono possibili; con la partecipazione di Alex Giordano, direttore scientifico di RuralHack, hub di ricerca, formazione e progettazione dedicato all’innovazione nei territori rurali e nei sistemi agroalimentari.
La partecipazione a “Tarallo Lab” è gratuita ed è rivolta a tutti coloro i quali abbiano voglia di ritagliarsi un ruolo nella filiera del tarallo, un prodotto semplice e popolare in grado di racchiudere saperi artigiani, cultura del cibo, identità locale e potenziale economico.

Le dichiarazioni


Dichiara il Sindaco, Tommaso Amendolara: “Tarallo Lab è un’occasione concreta per rafforzare uno dei tratti più riconoscibili della nostra comunità. Il tarallo, simbolo della tradizione artigiana di Palo del Colle, diventa il punto di partenza per un percorso che unisce competenze, creatività e visione condivisa. Nei tre giorni di attività al Laboratorio Urbano Rigenera, cittadini, imprese, giovani, professionisti e realtà del territorio lavoreranno insieme per immaginare nuove prospettive di crescita, valorizzare la filiera e generare opportunità occupazionali di qualità. Desidero ringraziare il Consorzio Mestieri e Rigenera per il coordinamento di questo progetto, aperto e gratuito, che mette al centro la partecipazione e la collaborazione. Invito tutti a prendere parte a Tarallo Lab: è un investimento sul futuro della nostra comunità”.
L’Assessore alle Politiche Attive del Lavoro, Oronzo Panebianco, sottolinea gli sforzi profusi in questi anni: “Da tempo abbiamo messo in campo una serie di iniziative allo scopo di garantire vicinanza e supporto alle attività produttive impegnate nella filiera del tarallo, anche e soprattutto per stimolare ed incentivare l’occupazione presso i laboratori e nelle aziende di settore. Parliamo di un prodotto di eccellenza che ha contribuito ad identificare la città di Palo del Colle come la capitale pugliese del tarallo. Questa stretta collaborazione tra la nostra amministrazione e le realtà produttive si è concretizzata negli ultimi due anni nell’organizzazione della sagra del tarallo, appuntamento che ha avuto il merito di promuovere il nostro territorio, caratterizzandolo per una tipicità assoluta della sua tradizione culinaria. Ora i nostri sforzi sono indirizzati alla formazione con l’obiettivo di incrementare ulteriormente la professionalità degli operatori del comparto, e alla possibilità di attirare finanziamenti che possano far crescere ancora le aziende locali”.

Marta Omero

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