Flash News!

Che anello di cavolo

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Lo chef Giuliano Baldessari del ristorante Aqua Crua lo ha proposto nel menu di San Valentino, a noi che single siamo piace anche in occasione di San...

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Conservare gli alberi antichi

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"Conservare gli alberi antichi - Custodi del futuro paesaggio" è il titolo di un'interessante incontro promosso da Italia Nostra e Società...

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Il giorno del turismo enogastronomico

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  Oggi 11 febbraio 2018 alla Bit di Milano in una ricca declinazione di incontri si parlerà di trend, tendenze e protagonisti del turismo...

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Anteprima del XIV rapporto sul turismo del vino in Italia

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ANTEPRIMA DEL XIV RAPPORTO SUL TURISMO DEL VINO IN ITALIA. Martedì 13 febbraio 2018 alle 17 a Milano nell'ambito della BIT, AREA REGIONE...

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L'Albereta vince lo Smartest detox escape

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L’ALBERETA CONQUISTA LA GUIDA CONDE NAST. LA SPA DEL RELAIS VINCE LO "SMARTEST DETOX ESCAPE". Un riconoscimento che premia l’eccellenza...

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Vini da viti resistenti. VCR sul podio

articolo pubblicato sul numero di febbraio 2018 del mensile qbquantobasta. I vini ottenuti dai vitigni resistenti alle malattie messi a punto da Università di Udine e Istituto di genomica applicata (IGA) hanno conquistato due ori e quattro argenti all’International PIWI Wine Award 2017. Al concorso, che premia la qualità dei vini prodotti dai vitigni resistenti alle malattie, hanno partecipato ben 339 vini provenienti da 14 Paesi. I vini sono stati presentati per la prima volta dai Vivai Cooperativi di Rauscedo (VCR), che hanno vinificato, a livello sperimentale, le uve dei vitigni resistenti, coltivati nella propria azienda di Fossalon di Grado, con lo scopo di testare le potenzialità e le caratteristiche delle varietà resistenti alle malattie inserite da poco nel loro catalogo. Sei i vini portati al concorso e tutti premiati: tre rossi, i Merlot Kanthus e Khorus, che hanno ottenuto l’oro rispettivamente con 95 e 90 punti su 100, e il Cabernet Volos, argento con 85 punti su 100; tre i bianchi, il Soreli (figlio di Tocai friulano) e i Sauvignon Rytos e Kretos, tutti argento rispettivamente con 88, 86 e 86 punti su 100. 

 

“Si tratta in tutti i casi di risultati eccezionali e lusinghieri – commenta Raffaele Testolin, con Enrico Peterlunger e Michele Morgante fra i docenti dell’ateneo friulano che avviarono il progetto per la costituzione di viti resistenti alle malattie – anche perché del tutto inattesi. Risultati che dimostrano l’alto potenziale delle nuove varietà di viti da vino, che possono essere coltivate con una riduzione del 90% dei pesticidi necessari attualmente per coltivare le viti tradizionali. Bisogna, poi, considerare da un lato che le varietà sono nuove e richiedono ancora alcuni anni per ottimizzare le tecniche di vinificazione specifiche, e dall’altro lato che i vini prodotti da VCR su piccole quantità sperimentali competevano con varietà di più lunga tradizione, vinificate da cantine prestigiose di paesi come Svizzera, Germania, Austria”. Il Premio internazionale del vino PIWI (Pliz Widerstand), associazione internazionale che riunisce tutti gli operatori interessati alle viti resistenti alle malattie fungine, è organizzata da WINE System AG. La giuria, costituita da un panel internazionale, ha condotto le degustazioni con un metodo noto agli esperti come PAR, che classifica i vini secondo provenienza, qualità, metodo di vinificazione e condizioni di maturazione.

 

Per le antiche vie un bando

Al via​ ​ il Bando di concorso della ​settima​ edizione del PREMIO LETTERARIO “PER LE ANTICHE VIE”​,​ ​ il Premio che valorizza le risorse del Friuli Venezia Giulia​. Fra febbraio e maggio 2018 vengono organizzate varie tappe di un tour nella Regione Friuli Venezia Giulia e in altre Regioni chiamato “Raccontingiro”, che per la comunicazione si avvale di un apposito logo che incorpora il profilo della Regione FVG e del motto “Una Regione ​d'arte e di cultura​ – Leggere il Friuli Venezia Giulia attraverso i racconti del Premio letterario Per le antiche vie”.​ ​ In Friuli Venezia Giulia sono previste 10 tappe​, fra le quali​ Trieste​,​ Udine​ e Grado​. Due tappe sono previste ​in​ Emilia Romagna e Umbr​ia. ​Al Premio letterario è abbinato il concorso di pittura “I racconti illustrati” che prevede l’illustrazione dei 24 racconti semifinalisti da parte di altrettanti pittori. Per saperne di più 
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Garzolini Polcenigo Di Toppo tre nomi per un palazzo

E' stato recentemente presentato alla Scuola Superiore dell’Università di Udine in via Gemona il volume "Tre nomi per un palazzo Polcenigo Garzolini Di Toppo" con testi di Stefano Allegrezza, Donata Battilotti, Alessandra Biasi, Liliana Cargnelutti, Orietta Lanzarini e Martina Visentin che è anche la curatrice dell'opera. qbquantobasta c'era! Nell'ambito della presentazione il direttore Andrea Tabarroni ha sottolineato l’importanza di una sede prestigiosa per la Scuola Superiore ricordando la lectio magistralis tenuta da Salvatore Settis nel 2015 per il decennale della Scuola. Una sede, voluta dal conte Francesco di Toppo, per un Istituto di istruzione che, come da sue volontà, si è rinnovato rappresentando ora l’eccellenza dell’istruzione universitaria.

Il Magnifico Rettore De Toni ha sottolineato la bellezza di questa prestigiosa sede messa a disposizione per l’eccellenza dell’Università di Udine. Con la sua ristrutturazione, documentata da questa pubblicazione, il Palazzo

rappresenta una patrimonio architettonico sia per l’Università ma anche per la città di Udine.

 

Laura Casella, docente di Metodologia della ricerca storica, ha ripercorso i tre secoli di storia che hanno visto sfilare le maggiori famiglie udinesi: i Garzolini, i Polcenigo e infine i conti di Toppo.

Un filo storico che ha visto come protagoniste tre donne: grazie a loro questo Palazzo è arrivato ai nostri giorni.

Ettore Spalletti professore di museologia e critica artistica e del restauro, ha illustrato gli affreschi, i dipinti e gli stucchi che abbelliscono il Palazzo, sintesi di un’armonia che raggruppa epoche diverse e vari artisti

che si sono succeduti per il suo abbellimento

 

A conclusione il Direttore Tabarroni ha auspicato che questa struttura possa richiamare molti visitatori per riscoprire i gioielli che la città di Udine dispone e di poter contribuire con questo volume a valorizzarli.

La città di Udine e il Friuli possono essere orgogliosi, di questo fiore all’occhiello, sia dal punto di vista architettonico che accademico.

 

 

 

Expomego a Gorizia con focus sulla jota

Alla vetrina di cooperazione transfrontaliera Expomego a Gorizia partecipano 150 espositori italiani ed esteri: l’accordo di collaborazione tra Udine e Gorizia Fiere e Camera di Nova Gorica consolida le adesioni delle aziende slovene. Special Event 2018: “Jota Fest - Sapori di un territorio”. Presentazione della manifestazione aperta al pubblico da giovedì 22 a domenica 25 febbraio 2018 a ingresso libero, con Luciano Snidar, Presidente di Udine Gorizia Fiere; Gianluca Madriz, Vice Presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia; Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia, Andrej Markočič, Capo Gabinetto del Sindaco di Nova Gorizia e Tina Gerbec, Direttrice della Camera Regionale Imprenditoria Artigiana di Nova Gorica. Le aziende aderenti sono 150 (di cui circa 60 slovene) e occuperanno i padiglioni e le aree esterne del quartiere fieristico di Via della Barca rappresentando questi settori espositivi:

• Arredamento
• Artigianato
• casalinghi e corredo casa
• edilizia
• materiali e sistemi per il risparmio energetico
• prodotti enogastronomici
• serramenti
• stufe e caminetti
• focus espositivo dedicato alla promozione turistica ed enogastronomica della Valle dell’Isonzo

 Anche quest' anno la maggior parte degli espositori sloveni proviene dalla Goriška e dai territori che si trovano lungo il confine con l’Italia: ad esporre sono artigiani, imprenditori, produttori agricoli e operatori turistici. Prevalgono le imprese del settore dei serramenti, del materiale edilizio, dei tendaggi, pavimenti in legno e del settore automobilistico.  Dopo il Festival del Goulash e l’omaggio allo Strudel che hanno caratterizzato le edizioni precedenti raccogliendo un ampio apprezzamento da parte dei visitatori, quest’anno sarà la “Jota Fest – Sapori di un territorio” a tenere acceso lo spirito di incontro – confronto fra culture gastronomiche diverse. Per l’inaugurazione di Expomego ci sarà la presentazione e degustazione di ricette tipiche italiane e slovene della Jota: Davide Morsolin, noto chef isontino, interpreterà la Jota nella ricetta triestina con i capuzi e in quella delle Valli del Natisone con la brovada. Due le varianti slovene, con rape e con patate, proposte dallo chef Matej Vodan della trattoria Ošterija Žogica di Solkan. La Jota potrà essere degustata ogni giorno dai visitatori di Expomego nell'area di ristoro del padiglione D dove sarà possibile assaggiare anche il Goulash, Palacinke e Strudel.

A impreziosire la 46^ edizione di Expomego la mostra di gioielli “Metamorfosi” curata da Francesca Canapa, Presidente dell’Associazione Contemporanea Gioiello Dentro. Allestita nel padiglione A, la mostra metterà in risalto la progettazione innovativa e la competenza artigiana nella realizzazione di ornamenti il cui valore non è legato alla preziosità del materiale, ma all’innovazione e alla trasformazione. Il materiale che torna a nuova vita, rinasce sotto forme diverse, affronta una vera metamorfosi, un vero e proprio binomio tra recupero e riciclo. Il concetto di metamorfosi fa da filo conduttore tra l’esposizione in Expomego e la Mostra visitabile fino al 25 aprile in Fondazione Cassa di Risparmio Gorizia.

Orario al pubblico a ingresso libero: giovedì 22 venerdì 23 febbraio dalle ore 15.00 alle 20.00 sabato 24 e domenica 25 febbraio dalle ore 10.00 alle 20.00 Jota Fest aperta ogni giorno fino alle 22.00

 

 

 

 

 

Eccellenze di terra e di mare al Savoy

Appuntamento nella Library del Savoia Excelsior Palace a Trieste per gustare il branzino di Pirano, i formaggi di Zidarič , il prosciutto Ščuka, finger food del Savoy, il tutto accompagnato dai vini Sancin. Venerdì 16 febbraio 2018 dalle 19. Costo 14 euro. Prenotazione consigliata a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  foto di Giulia Godeassi

Cartoline filateliche e annullo per San Valentino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: POSTE PER SAN VALENTINO: CARTOLINA FILATELICA SPECIALE CON UN MESSAGGIO D’AMORE. Disponibile nell’Ufficio Postale di Trieste 4 e allo Spazio Filatelia. Poste Italiane propone tre speciali cartoline filateliche: nel giorno di San Valentino saranno distribuite, singolarmente o in kit speciali, cartoline filateliche nell’Ufficio Postale di via delle Settefontane (Trieste 4) e nello Spazio Filatelia di Piazza Vittorio Veneto (ingresso in via Galatti). Per tutta la settimana, da mercoledì 14 febbraio fino a sabato 17 2018 sarà possibile richiedere l’annullo dedicato all’iniziativa presso gli Spazi Filatelia.

 

Convegno del Ducato dei vini sui nuovi vitigni

Giovedì 15 Febbraio 2018 alle 18,00 il DUCATO DEI VINI FRIULANI in collaborazione con la FONDAZIONE FRIULI propone un incontro dal titolo  “VITI DA VINO DI OGGI E DI DOMANI TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE”- Dal sequenziamento del genoma della vite alla produzione di viti resistenti al bicchiere in tavola. Relatore Prof. Raffaele Testolin Ordinario di Frutticoltura e risorse genetiche in agricoltura al Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università di Udine. Modera il dibattito il Prof. Enrico Peterlunger Ordinario di Viticoltura all’Università di Udine. Sala Fondazione Friuli Via Manin 11 Udine. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Nella foto il Sauvignon Rytos, uno dei vitigni resistenti. 

Valtènesi Chiaretto 2017 anteprima a Brescia per la festa dell’Ais

Il Valtènesi Chiaretto si prepara a tornare in tavola con il millesimo 2017, sul mercato a partire dal 14 febbraio 2018. L’anteprima ufficiale della nuova vendemmia è in programma il 18 febbraio nella sede dell’Ais di Brescia per la festa annuale dei sommelier bresciani. Colori sempre più scarichi e tenui, profumi intensi, struttura importante e una freschezza che anticipa nel bicchiere tutto il gusto della primavera: il Valtènesi Chiaretto, vera e propria esclusiva enologica della riviera bresciana del Lago di Garda, torna sul mercato con la nuova annata nel giorno di San Valentino, proponendosi come ideale brindisi alla festa degli innamorati. Oltre due milioni di bottiglie (+10% sulla scorsa annata) sono pronte. L’uscita sarà festeggiata quest’anno nella sede Ais di Brescia (in via Triumplina 11), in occasione della tradizionale festa dei sommelier bresciani capitanati dal delegato Alessandro Caccia, in programma domenica 18 febbraio dalle 10 alle 17. Ingresso gratuito per i soci, 10 euro per gli eventuali accompagnatori. La delegazione Ais di Brescia è una delle più importanti d’Italia: gli iscritti sono 960, tra i quali anche nomi ormai noti a livello nazionale come Nicola Bonera che, nella giornata del 18, condurrà anche due importanti focus sul Chiaretto. Oltre 40 le cantine presenti, per un totale di oltre 80 etichette in degustazione: un grande banco d’assaggio per scoprire tutti i segreti di un’annata sicuramente positiva, oltre che di un vino di antichissime radici, legato non a caso a una storia d’amore, quella tra la nobildonna gardesana Amalia Brunati e il senatore veneziano Pompeo Molmenti, grande appassionato di enologia. Nel 1885 il matrimonio tra i due portò Molmenti nei possedimenti dei Brunati a Moniga, in Valtènesi, dove nel 1896 codificò per la prima volta il procedimento produttivo del Chiaretto: vino la cui produzione era però diffusa sul territorio fin dal ‘500 con la denominazione “claretto”, stando ai testi dell’illustre agronomo bresciano Agostino Gallo (1499-1570). 

L’appuntamento bresciano del 18 febbraio preannuncia una stagione di grandi eventi in rosa: la prossima tappa è in programma l’11 e 12 marzo alla Dogana Veneta di Lazise per l’Anteprima Chiaretto, che vedrà uniti per la prima volta i rosé delle due riviere del lago di Garda, Bardolino e Valtènesi, in una due giorni con 80 produttori e oltre 140 etichette.

 

Visita didattica alla Cantina Štemberger con Onav Ts

La famiglia Štemberger – che oggi abita nell'antico casale Turk – possiede la vite più vecchia del Carso (240 anni). Lavora circa 8 ettari di vigne in produzione biologica e biodinamica imbottigliando vini macerati con una propria elegante personalità. Onav Ts ha organizzato per i soci una visita didattica con degustazione per lunedì 19 febbraio 2018. Durante la visita assaggeremo e approfondiremo almeno 6 vini diversi e alla fine della degustazione è previsto un rinfresco. Ritrovo alle 18.00 davanti al BAR G a Fernetti oppure alle18.25 direttamente in azienda! Il viaggio è previsto con i mezzi propri! Si raccomanda la massima puntualità! Per motivi organizzativi le iscrizioni verranno chiuse 2 (due) giorni antecedenti la visita.  Prenotazione obbligatoria  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. La visita è riservata ai soci Onav (un ottimo motivo per associarsi). Costo 15,00 euro.  Vina Štemberger- Šepulje 6, 6210 Sežana

 

Dolci passioni in merletto

Pasticceria e arte del merletto goriziano a fuselli hanno raggiunto un fantastico connubio nelle opere presentate al concorso "DOLCI PASSIONI IN MERLETTO", primo concorso di pasticceria creativa promosso dalla Fondazione Scuola Merletti di Gorizia. Ha vinto la pasticceria L'Oca Golosa, di Gorizia, con la torta "Sapori di frontiera". La torta "Sapori di frontiera", che si è aggiudicata il titolo di vincitore assoluto, rispondeva perfettamente ai requisiti del bando, che prevedeva l’ideazione e la realizzazione di prodotti di pasticceria con caratteristiche organolettiche di livello e con forme e decori riconducibili ai motivi tradizionali del merletto goriziano. «Uno splendido recupero della tradizione nel connubio tra l'idea del merletto e la produzione dolciaria della contea di Gorizia», ha sottolineato l'ingegner Roberto Zottar, delegato di Gorizia dell'Accademia Italiana della Cucina e presidente della giuria, composta anche da Antonella Varotto, artista e maestra cioccolatiera, e da Miriam Mauri, direttrice della Fondazione Scuola Merletti. «Il guscio di pastafrolla - sottolinea sempre Zottar - esalta il ripieno, che ricorda quello della gubana goriziana, ingentilito da sentori di acquavite e da note agrumate. Elegantissimo il decoro, che si presta perfettamente a un'industrializzazione del prodotto». "Sapori di frontiera" ha ottenuto dunque il titolo di “Dolce rappresentativo del merletto goriziano”. Ora la torta potrà essere riprodotta e destinata alla vendita nelle tradizionali manifestazioni locali e nel punto vendita “Merletto Goriziano”, aperto dalla Fondazione per perseguire l'obiettivo dello sviluppo e della commercializzazione delle lavorazioni in merletto, appunto.

capolavoro di cake designcapolavoro di cake design

La giuria ha premiato anche la pasticceria Fata Zuccherina, di San Rocco di Gorizia, per i suoi biscotti e per l'apprezzatissimo "Tombolo cake design" (un'autentica opera d'arte), la pasticceria udinese Zampa, per il biscotto "Tombolino", e la pasticceria Delizie di Campagna di Cervignano del Friuli. Sono stati inoltre rilasciati tre attestati di partecipazione ad altrettante allieve della scuola della Fondazione Merletti di Gorizia, Giovanna Ferrara, di Torviscosa, Bruna Pahor, di Staranzano, e Luisella Paoli, di Turriaco.

La cerimonia di premiazione si è svolta nella Sala della Torre della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, alla presenza del presidente della Fondazione Scuola Merletti, avvocato Carlo del Torre, dell'assessore regionale Loredana Panariti, dell'assessore al turismo e alla cultura del Comune di Gorizia, Fabrizio Oreti, del presidente di Confartigianato Gorizia, Ariano Medeot, e dell'ingegner Roberto Zottar, presidente della giuria. L'incontro è iniziato poco dopo le valutazioni dei giurati, che hanno esaminato ciascuna composizione secondo precisi parametri: sono state considerate l’aderenza del decoro alle caratteristiche tipiche del merletto goriziano e, naturalmente, la qualità del prodotto sul piano della realizzazione artigianale; hanno però pesato anche due ulteriori fattori, ovvero il rispetto della tradizione e gli elementi di innovazione. I concorrenti hanno potuto cimentarsi in tre sezioni (con la possibilità di partecipare a una, a due o a tutte), “Torte", "Biscotti e pasticceria secca”e “Cioccolato e cioccolatini”. Il bando era rivolto ai pasticceri professionisti del Friuli Venezia Giulia ma l'adesione è stata estesa, per stimolare il maggior coinvolgimento possibile e amplificare dunque gli esiti e i benefici dell'esperienza, anche alle allieve dei corsi gestiti dalla Fondazione Scuola Merletti. Grande soddisfazione per l'esito dell'esperienza, conclusasi con una degustazione dei prodotti vincitori, è stata espressa dal presidente della Fondazione, avvocato Carlo del Torre: «Il nostro obiettivo – ha commentato - è rendere Gorizia la città del merletto, conferendole una specifica caratterizzazione. L'iniziativa del concorso di pasticceria creativa si inserisce nel solco di questa progettualità, che procede di pari passo all'ambizioso piano di rete (in corso da oltre un anno) che punta a far ottenere al merletto italiano il titolo di patrimonio mondiale dell'Unesco. La creazione di un dolce rappresentativo del merletto a fuselli è un ulteriore, significativo passo avanti nell'iter di promozione di un'eccellenza del territorio. La prelibatezza vincitrice diventerà una sorta di simbolo, richiamando alla mente in via immediata le lavorazioni in merletto: potrà essere riprodotta e commercializzata e veicolerà, così, la conoscenza di uno straordinario patrimonio di Gorizia».

 

Sul Garda ritorna il medioevo

Il 10 e 11 marzo 2018 a Lonato del Garda. “Cittadella in Festa” fra arti e mestieri medievali. Un tuffo nel passato per rivivere atmosfere d’altri tempi. E per i bambini il Villaggio dei giochi medioevali, spettacoli e laboratori. Cavalieri in arme, dame in corteo e giochi d’epoca alla Rocca di Lonato del Garda (Bs) e la cittadella medievale. Gli antichi mestieri rivivranno nelle botteghe del mercato storico, ricostruite fedelmente sul modello di quelle dei mercati di piazza dell’epoca a rappresentare un vero e proprio museo vivente, e il pubblico potrà così conoscere da vicino l’armaiolo, lo speziale, il ceraio, la cardatrice di lana, il mercante di stoffe, il ciabattino. Passeggiando per il borgo ci si potrà perdere quindi tra i profumi delle erbe aromatiche e delle spezie, incontrare i nobili che passeggiano fra le botteghe.

Dedicato ai bambini, accanto al Mercato storico, ci sarà il Villaggio dei giochi medievali, dove i più piccoli potranno divertirsi con alcuni giochi dell’epoca come il labirinto, il gioco delle tre torri, la volpe e le oche. I pomeriggi di sabato e domenica saranno animati anche da spettacoli, fra cui un duello medievale alla corte del re con lance, spade e scudi infuocati e uno spettacolo in costume con danze e balli dell’epoca. Spettacoli di burattini giganti sul palco a castello con la lotta tra Re Uboldo e la Strega e lo spettacolo itinerante di Morgana con la sua carrozza: magie, colpi di scena e giocoleria comica. Da non perdere anche l’alchimista e il drago, uno show itinerante con un drago di quattro metri. Non mancheranno l’Accampamento storico con scenografie e attrezzistica dell’epoca, il Banco degli armaioli che spiegheranno uso ed evoluzioni di armi ed armature. Ad animare il tutto, figuranti che impersonificheranno cavalieri e scudieri, vivandiere e maniscalchi. 

Cittadella in Festa sarà l’occasione per scoprire Lonato, cittadina di antichissima storia, affacciata sul lago di Garda. Visite guidate alla Torre Civica, alla Rocca e alla Casa del Podestà, fra le più affascinanti case museo italiane.

ph: Basilio Rodellaph: Basilio Rodella

 

Enoturismo: senza impegno politico non c’è crescita

Presentati alla Bit di Milano i dati dell’anteprima del XIV Rapporto di Città del Vino e Università di Salerno. Numeri stabili per un settore che secondo le stime gode ancora di buona salute: 14 milioni di accessi enoturistici e un fatturato di almeno 2,5 miliardi di €, come nel 2017. Dopo la legge sui “Piccoli Comuni”, dopo l’approvazione del Testo Unico della Vite e del Vino e dopo la disciplina fiscale delle attività enoturistiche nelle cantine (nella legge di bilancio 2018) le Città del Vino chiedono alle forze politiche un chiaro impegno programmatico a favore dell’enoturismo, da realizzare con la nuova legislatura. Tra i punti strategici: un osservatorio al servizio degli operatori; il rilancio e il sostegno anche economico delle Strade del Vino; una cabina di regia pubblico-privata per definire le strategie enoturistiche dell’Italia; e un portale unico che metta in rete, in più lingue, l’intera offerta enoturistica e di bellezza del nostro Paese. All'anteprima erano presenti: il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon, il professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno (direttore scientifico del corso di perfezionamento in Wine Business e curatore del Rapporto); e il presidente del Movimento Turismo del Vino, Carlo Pietrasanta. Quella che emerge è la fotografia di un settore in buona salute ma che stenta a decollare e a non sfruttare tutto il suo potenziale economico e occupazionale per la mancanza di forti strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono fortemente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche di tanti territori.

“L’enoturismo è un’occasione preziosa per la promozione, l’occupazione, le economie locali e per la tutela dell’ambiente. La politica deve farne tesoro, ci aspettiamo un impegno serio durante la prossima legislatura per mettere finalmente a sistema un settore dal grande potenziale che ha bisogno però d’essere guidato”, sottolinea il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon. Proprio nei giorni scorsi le Città del Vino hanno inviato alle segreterie dei partiti un documento “programmatico” che affronta alcuni temi chiave rappresentati dai sindaci dell’Associazione, che mette in rete oltre 420 Comuni italiani a vocazione vitivinicola. Tra i punti messi all’attenzione della politica: il piano regolatore delle Città del Vino, lo sfruttamento delle nuove tecnologie a livello turistico, il sostegno alle Città d’Identità e al terzo settore e lo sviluppo dell’enoturismo, anche con il contributo delle Strade del Vino, il punto d’incontro naturale tra cantine, operatori privati e strategie pubbliche delle istituzioni locali”. 

D’altro canto è anche il XIV Osservatorio a evidenziare, già nel titolo - “Attualità e prospettive nell’evoluzione dell’enoturismo - Le reti di collaborazione tra enti pubblici (soprattutto “Piccoli Comuni”) e operatori del comparto” - la necessità di rafforzare la collaborazione sui territori tra istituzioni e operatori privati. Se, infatti, come emerge dal XIV Rapporto il livello medio dei servizi degli operatori enoturistici (cantine, ristoratori, albergatori, etc) sul territorio comunale è giudicato discreto (7,05 in media, con quasi il 40% delle risposte che riconosce un voto pari o superiore a 8), ben 2 Comuni su 3 hanno già buoni rapporti di collaborazione con la Strada dei Vini o dei sapori del territorio, il cui funzionamento però è ritenuto poco più che sufficiente (6,12 in media); ma per lo più per mancanza di risorse economiche a sostegno della programmazione di attività. Tuttavia quasi 6 Comuni su 10 hanno realizzato negli ultimi 5 anni uno o più progetti per migliorare i servizi agli enoturisti, con grande vantaggio anche per le cantine e gli altri operatori privati. Infatti, gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole, sembrano incidere in media per il 31,35% e per il 37,44% sul fatturato della filiera (ristoranti, alberghi, altri produttori tipici, etc). Secondo i Comuni l’attività su cui dovrebbero investire gli operatori per migliorare i servizi agli enoturisti è al primo posto la formazione del personale (35,81%), seguita dalla pubblicità (27,16%). Infine le stime. Per quasi il 90% dei rispondenti il flusso di arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto ai dati del precedente Osservatorio: circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi euro.

 

Potenzialità dell’affinamento del refosco

Contemporaneamente alla manifestazione Refuscus Mundi a Isola d'Istria si sono svolte quattro degustazioni guidate nella biblioteca di palazzo Manzioli. Noi di qb siamo andati a curiosare e abbiamo partecipato all’incontro a tenuto dalle aziende friulane Livio Felluga, Ronc dai Luchis e Valentino Butussi. “Potremmo definirla una provocazione – spiega Filippo Felluga – per dimostrare che anche il refosco ha ottime potenzialità di invecchiamento”. Le caratteristiche principali che questo vitigno dona al vino sono:colore rosso rubino intenso e vivace, sentori di frutta rossa matura e confettura, un sorso dotato di particolare freschezza. Il primo vino in degustazione è un refosco di Faedis dell’azienda Ronc dai Luchis annata 2011. Colore rosso rubino con leggeri riflessi ancora violacei, al naso si percepisce una vena dolce conferita da un leggero appassimento del 5% dell’uva sui graticci, seguono sentori di frutta matura, pepe nero e viola; il sorso inizialmente morbido è sorretto da un tannino potente e da una freschezza ancora percettibile. Proseguiamo con un refosco dal peduncolo rosso dell’azienda Valentino Butussi annata 2008 “Annata fresca, tipicamente friulana” – specifica Filippo Butussi - il refosco non ama le annate troppo calde, che lo rendono “marmellatoso” e piacione. I migliori sono quelli più “snelli” che nel medio/lungo periodo danno le più grandi soddisfazioni”. Si conclude con il refosco di Livio Felluga millesimo 1999. Un vino integro, di ottima struttura e dal colore ancora intenso. Le note di frutta matura lasciano spazio a sentori più evoluti di spezie, china e grafite. Superba la prova d’assaggio che manifesta espressione di longevità e di equilibrio; segue una vivace quanto progressiva freschezza. Ottima chiusura leggermente sapida abbinata a un tannino sottile e ben inserito.

 

Refuscus Mundi 2018 report qbista

Isola d'Istria: 10 febbraio 2018. quarta edizione della rassegna Refuscus Mundi - Svet refoška/Un mondo di refosco. Ero presente per conto di qbquantobasta e dei suoi lettori curiosi. Perchè "o ci sei o segui qb!" Un’occasione davvero unica per poter cogliere tutte le sfumature di un vitigno autoctono come il Refosco – ci spiega Matej Zaro (nella foto qui sopra), produttore vitivinicolo e organizzatore dell’evento. Un vitigno di origine antica, tra i più  diffusi dell’area dell’Istria slovena e del Carso. Merita la giusta importanza". Nelle accoglienti sale  di palazzo Manzioli ben 35 produttori provenienti da Slovenia, Italia e Croazia hanno messo a disposizione degli appassionati le loro interpretazioni di Refosco: spumantizzato, fermo, rosè, rosso, vendemmia tardiva, passito, giovane o maturo. 

Il tutto accompagnato da delizie gastronomiche: cotto in crosta, salami pregiati (carne di bue boscarin), formaggi stagionati in grotta, gnocchi di pane con sugo di fegatini di vitello.


Dunque si parla di Refosco o terrano? A risponderci è l’enologa Nika Gregorič dell’azienda Vinakras: “Nonostante si tratti del medesimo vitigno, nell’Istria slovena da esso si origina il refosco, mentre sulla terra rossa carsica il prodotto ottenuto è il terrano". Ricordiamo inoltre che vitigni affini con caratteristiche analoghe prosperano in Friuli Venezia Giulia, dove il più importante tra essi è il refosco dal peduncolo rosso, a cui si accostano il refosco di Rauscedo, il refosco di Faedis. I vini da degustare erano davvero tanti: impossibile assaggiarli tutti! Ecco quelli che mi hanno colpito di più:


Penina Brut natur 2013 di Veralda, caratterizzato da un vivace rosa cerasuolo che evidenzia l’ottimo perlage: il profumo fresco e vibrante delizia con note fruttate di fragoline di bosco, scorza di pompelmo e crosta di pane. Fragrante all’assaggio, scorrevole e progressivo, di ottima corrispondenza e piacevole chiusura.


La Cuvée di Čotova Klet (refosco cabernet sauvignon e merlot): profumi arrotondati dall’utilizzo del legno, sorso vivace piacevolmente pepato, ben equilibrato, tannino levigato.


Terre bianche cuvée rouge di Degrassi con refosco e sei vitigni francesi: merlot, syrah, petit verdot e i due cabernet. Ogni vitigno conferisce una caratteristica al vino: il petit verdot dona il colore intenso, lo syrah il  profumo leggermente dolce di prugna secca e cannella; la morbidezza viene dal merlot, la struttura e la potenza dai cabernet e la freschezza dal refosco.
Kortinca 2008 Cru di refosco dell’azienda Korenika & Moškon, vino prodotto da uve selezionate con ottime potenzialità di invecchiamento. Rosso cupo, ventaglio olfattivo caratterizzato da intense speziature, sorso potente e morbido ravvivato da un’inaspettata nota fresca e balsamica.


Renero 2011 azienda Rojac: un grande rosso prodotto da uve surmature, accuratamente selezionate; segue lunga macerazione e affinamento in botte per molti anni. Un vino tutto d’un pezzo, il colore è assolutamente intenso. Le sensazioni olfattive sono profonde, piene e avvolgenti. Il sorso scorre pieno e armonioso con una piacevolezza e una freschezza sorprendenti.


Terra natura 2012 di Štemberger si presenta di un rosso profondo con leggere sfumature violacee, un intreccio fruttato e speziato lascia intravedere sfumature di fava di cacao e fondi di caffè. Al palato è possente, ma elegante allo stesso tempo. Un vellutato distendersi di tannini mette in risalto struttura elegante e freschezza balsamica.

 

 

 

ArtinVilla a Villa Dora

Il 17 febbraio 2018 alle 20.30, a Villa Dora nel comune di San Giorgio di Nogaro andrà in scena lo spettacolo “Doppia visione”, di e con Federica Sansevero, una performance interattiva, con musica dal vivo e maschere, che s’ispira alla vita e alle opere dei poeti Ted Hughes e Sylvia Plath. La forza espressiva di uno spettacolo dal vivo, interdisciplinare e interattivo (teatro, musica, danza) si  intreccerà con i luoghi e le storie locali. Al termine della performance, lo storico Stefano Perini cercherà di intrecciare i temi proposti con i racconti e la storia della villa. Villa Dora, complesso storico-architettonico, sede della biblioteca comunale, nel cuore storico del paese, di fronte a uno dei simboli di riferimento della comunità: l’antica chiesa dell’Addolorata, fu costruita alla fine del XVII secolo, come risulta da antiche mappe conservate nell'archivio storico di Gorizia, ed era proprietà della famiglia dei conti Novelli. Agli inizi dell'Ottocento fu ereditata dalla famiglia dei baroni Andriani, che hanno apportato profonde trasformazioni all'edificio. Dopo essere passata alla famiglia dell'ammiraglio Canciani, agli inizi del Novecento, la villa è stata abitata da diverse famiglie, fino all'acquisto, negli anni Novanta, da parte dell'amministrazione comunale, che ha voluto ristrutturare l'edificio per farne la nuova biblioteca del paese. 

Feste delle matticelle a Giulianello

Come ogni 16 Febbraio, al Castrum Julianum si rinnoverà l’appuntamento con la tradizione. Verranno accese le matticelle in onore del Santo Patrono. Un rito propiziatorio arcaico che trae origine dalle tradizioni contadine locali. La comunità di Giulianello (provincia di Latina) si prepara a celebrare San Giulianitto con la Festa delle Matticelle. All’imbrunire, nelle piazzette e nei quartieri dell’antico borgo, le famiglie accenderanno le ‘matticelle’, enormi mazzi di canne secche di vite avvolte in foglie d’alloro, lasciando che il fuoco appiccato dall’alto con un panno intriso di alcool si consumi lentamente fino alla base. 

Gli scrocchi delle foglie che bruciano, unitamente allo scoppiettio delle canne, faranno da colonna sonora alla serata in onore di San Giuliano Martire, santo patrono del paese, mentre l’odore dell’alloro in fiamme si espanderà per il Castrum Julianum. I giulianesi, radunati intorno ai fuochi, si scambieranno pietanze tipiche e vino locale, che mangeranno in piedi, tra musiche, canti e balli popolari. Alla fine verranno consumati i tartalicchi, frittelle di pasta di pane con lo zucchero.

 

Un rito propiziatorio arcaico che trae origine dalle tradizioni contadine, quando si pregavano le Divinità, poi San Giuliano con l’avvento del Cristianesimo. Per invocare la prosperità dei campi e la protezione dei prodotti agricoli dalle intemperie invernali, si inviavano al Santo messaggi di fumo profumati di alloro, pianta sacra. Oggi non si implora più l’Alto dei Cieli per allontanare la grandine dalla vigna, ma non è venuta meno la spiritualità con la quale si vive questa festa paesana, occasione di ritrovo e condivisione di antichi valori.
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