Escursione nei luoghi di Novella Cantarutti

Una domenica nei luoghi che hanno ispirato la poetessa friulana Novella Cantarutti, fra le colline di Meduno e borghi ricchi di storia, ma anche nel regno di sapori tipici del territorio come la storica pitina: è quanto propone, domenica 24 settembre 2017 la nuova escursione del Centro Culturale Casa Zanussi, coordinata dalla presidente CICP Maria Francesca Vassallo, nell’ambito del ciclo “Percorsi ed esperienze nel territorio”. Ritrovo  alle 9 al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone in via Concordia 7. Spazio in mattinata alle prime due visite a Meduno con Filippo Bier e il sapore di pitina, quindi a Navarons, a Casa Andreuzzi. La famiglia Andreuzzi capeggiò i moti patriottici insurrezionisti contro gli austriaci nel 1864. La cellula ecomuseale "Casa Andreuzzi" di Meduno nasce con l'intento di tramandare la memoria dei Moti Friulani e raccoglie le testimonianze dei rapporti intercorsi tra il patriota Antonio Andreuzzi, suo figlio Silvio edi grandi personaggi della storia risorgimentale italiana come Mazzini e Garibaldi. Novella Cantarutti, scomparsa nel 2009, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Navarons, in Val Meduna. Appartiene alla generazione di letterati che, alla fine della seconda guerra mondiale, si dedicò all’uso della propria lingua, in poesia e in prosa, e allo studio della vita tradizionale friulana, usando la varietà del friulano occidentale. L’escursione prosegue con la degustazione a cura della ProLoco di Meduno nell’ambito dei festeggiamenti della tradizionale Festa della Madonna e infine con la visita da Andreino Ferroli per scoprire la maestria artigiana e la collezione di attrezzi dedicati allo scalpellino. Luigi del Bianco, originario di Meduno, uno dei più apprezzati artefici dell'imponente monumento "dei presidenti" che si staglia sul Monte Rushmore, nella catena delle Black Hills, in Sud Dakota. Dal 1933 al 1941, anno di inaugurazione del “Mount Rushmore National Memorial”, Del Bianco lavorò quasi ininterrottamente all'opera d'arte, aggiudicandosi la stima di tutti, che lo ritenevano “...uno degli uomini più competenti che abbiano mai avorato alla montagna”. Info e prenotazioni: tel 0434 365387.

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Mappa di comunità e il paese di Flaipano

La toponomastica è l’insieme dei nomi di luogo di una determinata area, ma riguarda anche lo studio della loro origine e del loro significato. La Mappa della Parrocchia di S. Maria Maddalena, prodotta dall’Ecomuseo delle Acque dopo un lavoro collettivo che per un anno ha coinvolto l’intera comunità di Flaipano, si è basata anche sulla raccolta sistematica dei toponimi locali che ha consentito di realizzare la Carta della toponomastica, presentata in occasione della festa del paese. Il territorio oggetto di studio ha riguardato, oltre a Flaipano, gli insediamenti di Frattins, Cretto di Sopra e Cretto di Sotto (Montenars) e Pers (Lusevera). La carta farà parte, con altre carte tematiche, di una pubblicazione che è in fase di realizzazione.

cartolina del 1936cartolina del 1936

I toponimi riportati sulla carta sono in totale 285; di essi viene indicata l’etimologia grazie al lavoro di ricerca e interpretazione svolto in particolare da Romeo Crapiz, insegnante in pensione originario del luogo. Sono quasi tutti di origine slava perché su questo territorio, a partire dall’età longobarda, si è insediata una popolazione di quel ceppo linguistico, dedita alla pastorizia e all’agricoltura, che ha denominato nel proprio dialetto i luoghi in cui viveva e lavorava. In prevalenza venivano designate con nomi specifici le caratteristiche fisiche del territorio, come alture, avvallamenti, rupi, pianori, corsi d’acqua, grotte, che costituivano dei punti di riferimento essenziali per orientarsi. L’uso di questo dialetto è continuato fino alla prima metà del Novecento. Al censimento generale del 1901, 112 su 115 famiglie di Flaipano dichiaravano di usare comunemente il dialetto slavo; a Pers si raggiungeva il 100 per cento. A cosa può servire questa carta, al di là dell’interesse che può suscitare negli studiosi di toponomastica? Può essere utile a escursionisti, boscaioli, geologi e studiosi di flora e fauna, ma anche ai proprietari dei terreni, che spesso si ritrovano ad aver ereditato prati e boschi in cui non hanno mai messo piede, che vedono indicati coi loro nomi sugli atti notarili o sui documenti catastali ma che non sanno ritrovare.

realizzazione del disegnatore Luigino Peressinirealizzazione del disegnatore Luigino Peressini

 

Articolo completo pubblicato sul mensile cartaceo qbquantobasta di settembre 2017, che contiene anche l'inedita ricetta della granperessa, una gustosissima polenta di patate.

Primitivo di Manduria vendemmia 2017

La raccolta per la denominazione pugliese Primitivo di Manduria si mantiene sulla stima dello scorso anno (20milioni di litri). Il calo delle rese è stato contenuto con un aumento di superficie dei vigneti a Doc. Vendemmia 2017:
uve sane e ottimo grado zuccherino. Il Consorzio ottiene il blocco per prodotti ingannevoli in Cile, Spagna e Italia. “Siamo agli ultimi giorni di raccolta per le uve della nostra doc. Considerati i vari fattori, possiamo prevedere che la vendemmia di quest’anno sia paragonabile nelle quantità alla scorsa campagna. È da registrare un calo delle rese in campo, legato sia a un minor carico dei vigneti sin dalla fioritura, sia a due settimane di caldo intensissimo verso fine luglio. Molti agricoltori hanno quindi preferito dedicarsi alla produzione a Doc rispettando chiaramente i parametri qualitativi e la composizione ampelografica prevista dal disciplinare. - spiega Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - Il calo è stato quindi contenuto grazie ai nuovi impianti che hanno permesso un aumento di superficie dei vigneti a Doc. Abbiamo un prodotto perfetto dal punto di vista organolettico: uve senza muffa e una maturazione con grado zuccherino ottimale. Il 2017 sarà ricordato come l’anno del caldo record (in Puglia si sono toccati anche 45°) e assenza di piogge, ma il vento di tramontana, una gestione oculata delle risorse idriche e la provvidenziale capacità di adattamento e resistenza alle alte temperatura della varietà Primitivo ha permesso di conservare bene lo stato dei grappoli. Una minor produzione si è registrata per le uve destinate alla Docg perché il grado zuccherino non si è presentato cosi elevato per il Dolce Naturale.Venti milioni di litri per questa vendemmia, una cifra che permetterà di produrre circa 25 milioni bottiglie destinate soprattutto ai mercati esteri come Messico, Sud Est Asiatico, Europa, Cina, Russia e Brasile, Uk, Belgio, Olanda e Germania

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“Proprio perché è così amato all’estero anche per il suo straordinario appeal, – aggiunge Erario - il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione. Una situazione alla quale abbiamo risposto, negli ultimi due anni, con una controffensiva senza precedenti in termini di vigilanza e tutela. Abbiamo messo in atto una ventina di azioni di contrasto in sede stragiudiziale e le denunce stanno portando a interventi d’ufficio da parte delle autorità competenti nei Paesi mondiali. Attualmente in Cile, in Spagna e anche in Italia, la vigilanza e la tutela del Consorzio ha bloccato la commercializzazione di falsi e ingannevoli marchi di Primitivo di Manduria. Con il riconoscimento Erga Omnes per la DOC stiamo agendo non più nell’interesse dei soli soci, ma di tutti coloro che producono, trasformano e imbottigliano il Primitivo di Manduria sul territorio nazionale. Sono state implementate le funzioni di tutela, di promozione, e, con i nuovi fondi, si è aggiunto un compito importante, quello di vigilanza. Le nostre misure di intervento sono attive costantemente non solo per difendere i produttori ma anche i consumatori. Un risultato che è frutto di una crescita culturale e di un’attenzione sempre crescente alla tutela dell’unicità e tipicità che distingue la produzione della nostra denominazione”.

 

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Come degustare i formaggi

Nel numero di luglio del mensile cartaceo qbquantobasta è stato pubblicato questo apprezzatissimo articolo, che riproponiamo on line in occasione del convegno "Dal latte alla tavola" che l'Accademia Italiana della Cucina Delegazione FVG propone il 23 settembre 2017 a Gorizia alle 15 nella sede di casa Sticsa Krainer in via Rastello. "Le innumerevoli trasmissioni televisive che affollano i vari canali, satellitari o terrestri, con programmi aventi per oggetto la cucina hanno portato alcuni a scoprirsi giudici severissimi delle varie preparazioni, senza peraltro avere la possibilità di assaggiarle; altri invece a scoprire la necessità, e il piacere, di sapere qualcosa in più sull’argomento. E ben venga la curiosità che porta a uno sviluppo del gusto! Nel linguaggio comune il gusto è l'insieme delle sensazioni che si provano mettendo in bocca un cibo o una bevanda. Tuttavia queste sensazioni non sono le sole con le quali giudichiamo un alimento: usiamo anche l'olfatto, la vista (il solo senso che utilizza il giudice di cui sopra), il tatto, l’udito. Quindi il gusto va considerato come una percezione globale, costituita da tutte le sensazioni che un alimento ci trasmette e che utilizziamo per dare un giudizio. Come gustare al meglio un formaggio, lasciando le degustazioni in termine strettamente tecnico ai panel di professionisti?
Dovremo sottoporre il nostro formaggio a un esame visivo, olfattivo e gusto-olfattivo, ma prima dovremo rispettare alcune regole importanti. Chi ama il vino sa che la temperatura di servizio è fondamentale: per il formaggio vale lo stesso principio, anche se il discorso è più semplice. I formaggi vanno quasi tutti assaggiati a temperatura ambiente, salvo quelli più freschi e cremosi che richiedono temperature leggermente più basse.
Molto importante è la scelta del coltello: vale la regola che più la pasta è molle e più la lama deve essere sottile e stretta. Al limite, per paste molto molli si può usare un filo metallico. Con i formaggi a pasta dura, invece, vanno usati coltelli a lama larga e spessa. Con formaggi che presentano una grana grossolana, come il Grana o il Parmigiano, ma anche alcuni Latteria stagionati, si usa il classico coltello a mandorla che "spacca" il formaggio per
esaltarne la granulosità.

Selezione di formaggi della Malga alta CarniaSelezione di formaggi della Malga alta Carnia

Dal momento in cui viene tagliato, il formaggio entra in contatto con l'ambiente esterno ma soprattutto con l'ossigeno dell'aria, che porta a un graduale peggioramento delle caratteristiche. È quindi opportuno acquistare quantità piccole di formaggio e consumarle nel tempo più breve possibile. Rispettati i criteri basilari sopra elencati, possiamo passare all’analisi sensoriale del formaggio.
Le prime caratteristiche da valutare sono la forma, le dimensioni e le caratteristiche della crosta. Quest'ultimo dato ci informa sulle caratteristiche di lavorazione. Per esempio le croste fiorite sono caratterizzate da presenza
di muffe sulla superficie; le croste lavate caratterizzano i formaggi maturati lavando la crosta con siero, salamoia, olio o alcol; inoltre le croste possono essere lisce, rugose o canestrate a seconda del contenitore nel quale è stata
posta la cagliata per dare la forma.  L'unghiatura è la parte sottostante la crosta, che assume generalmente un colore più scuro: deve essere presente, ma non troppo spessa ed evidente. L'occhiatura è la presenza di buchi all'interno della forma: è bene che sia ripartita regolarmente, con dimensioni omogenee dei fori.La consistenza della pasta si esamina al tatto: può essere molle, semidura o dura, elastica, granulosa, untuosa, secca.


I profumi che un alimento può offrirci sono molteplici, e infatti l'analisi olfattiva è la più complessa tra le analisi sensoriali. Il momento più difficile è quello di identificare, dandogli un nome, un particolare odore che percepiamo distintamente. Le principali famiglie degli odori riferiti al formaggio sono: odori lattici (latte fresco, latte acido, latte bollito, yogurt, burro, panna); odori vegetali (erba, muschio, fieno); odori speziati (pepe, noce moscata, zafferano, chiodi di garofano,); odori floreali; odori di tostato (cioccolato, caramello, vaniglia, di bruciato, di affumicato); odori animali (stalla, cuoio, pelo di animale). Come gusti si possono riconoscere unicamente il dolce, il salato, il piccante, l'acido, l'amaro e l’astringente. Gli aromi, ovvero le sensazioni olfattive che ritornano per via retronasale, saranno simili ai profumi percepiti con l'olfatto ma modificati, resi più complessi. La persistenza gusto-olfattiva è la durata del sapore, che può variare da qualche secondo fino a oltre 30 secondi. Da ultimo, si potrà valutare la consistenza in bocca, che può essere dura, elastica, deformabile, fine, granulosa, gommosa.
Il discorso può sembrare complesso, in parte lo è, ma apre un mondo di nuove sensazioni".

credit foto Ennio Pittinocredit foto Ennio Pittino

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I MIGLIORI 50 VINI D’ITALIA secondo il BIWA

Antonio Fioravante Moretti Cuseri è il produttore del miglior vino italiano - il rosso Oreno del 2015 - secondo il Biwa (Winesider Best Italian Wine Awards) 2017, classifica dei 50 migliori vini italiani. Una giuria internazionale per il premio ideato da  Luca Gardini e da Andrea Grignaffini. Supremazia del Piemonte con 13 i vini in classifica. Tre i vini della regione FVG, ben due sono del Carso:  la Malvasia di Skerk, il Vintage Tunina di Jermann e il Kamen Pietra di Zidarich.

Oreno 2015 – Tenuta Sette Ponti – Toscana

Terlaner Rarity 1991 – Cantina Terlano – Alto Adige

Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Trentodoc 2006 – Ferrari F.lli Lunelli – Trentino

Barolo Ravera 2013 – Elvio Cogno – Piemonte

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 – Casanova di Neri – Toscana

Valtellina Superiore Rocce Rosse Sassella Riserva 2007 – AR.PE.PE. – Lombardia

Bolgheri Sassicaia 2014 – Tenuta San Guido – Toscana

Gewürztraminer Epokale Spätlese 2009 – Tramin – Alto Adige

Trebbiano d’Abruzzo 2013 – Valentini – Abruzzo

Barolo Monprivato 2012 – Giuseppe Mascarello e figlio – Piemonte

Brunello di Montalcino Poggio di Sotto Riserva 2011 – Poggio di Sotto- Toscana

Furore Bianco Fiorduva 2015 – Cantine Marisa Cuomo – Campania

Vin Santo di Vigoleno 2007 – Alberto Lusignani – Emilia Romagna

Vecchio Samperi – Marco de Bartoli – Sicilia

Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 – Ciacci Piccolomini d’Aragona – Toscana

Brunello di Montalcino 2012 – Biondi Santi – Toscana

Il Caberlot 2014 – Podere il Carnasciale – Toscana

Vernaccia di Oristano Riserva 1991 – Azienda Vinicola Attilio Contini – Sardegna

Barolo Monvigliero 2013 – Comm. G.B. Burlotto – Piemonte

Barolo Ciabot Tanasio 2013 – Francesco Sobrero – Piemonte

Barolo Parussi 2013 – Massolino Vigna Rionda – Piemonte

Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo 2012 – Quintodecimo – Campania

Barolo Margheria 2013 – Azelia – Piemonte

Mossone 2015 – Santa Barbara – Marche

Brunello di Montalcino Riserva 2011 – Le Potazzine – Toscana

Morellino di Scansano Riserva Calestaia 2011 – Roccapesta – Toscana

Gattinara Pietro 2013 – Paride Iaretti – Piemonte

Montevetrano 2015 – Montevetrano – Campania

Nathan 2014 – Ermes Pavese – Valle d’Aosta

Barolo Parafada 2013 – Palladino – Piemonte

Barbaresco Rabajà 2014 – Giuseppe Cortese – Piemonte

Barolo Bricco delle Viole 2013 – Mario Marengo – Piemonte

Barolo Gramolere 2013 – Fratelli Alessandria – Piemonte

Brunello di Montalcino 2012 – Col d’Orcia – Toscana

Arcurìa Etna Rosso 2014 – Graci – Sicilia

Barolo Vigna Rionda Ester Canale 2013 – Giovanni Rosso – Piemonte

Faro 2012 – Azienda Agricola Palari – Sicilia

Barbaresco Pora 2014 – Musso – Piemonte

Romagna Sangiovese Riserva Vigna1922 2013 – Torre San Martino – Emilia Romagna

San Leonardo 2011 – Tenuta San Leonardo – Trentino

Turriga 2013 – Argiolas – Sardegna

Amarone della Valpolicella Ca’ del Lupo 2013 – Azienda Agricola Rizzi Luigino e Claudio – Veneto

Franciacorta Cabochon Brut 2012 – Monte Rossa – Lombardia

Private Cuvée Andreas Huber 2015 – Pacher Hof – Alto Adige

Amarone della Valpolicella Classico Riserva La Mattonara 2006 – Zýme – Veneto

Franciacorta Berlucchi Palazzo Lana Riserva Satèn 2008 – Guido Berlucchi – Lombardia

Malvasia 2015 – Skerk – Friuli Venezia Giulia

Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo 2015 – Pievalta – Marche

Vintage Tunina 2015 – Jermann – Friuli Venezia Giulia

Kamen Pietra 2015 – Azienda Agricola Zidarich – Friuli Venezia Giulia

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Come fare il vero pesto alla genovese

Prima che finisca l'estate, raccogliamo o acquistiamo il basilico e facciamo scorte profumate per la cucina d'inverno. Ecco la ricetta del Consorzio Basilico DOP

8 mazzetti o 1 bouquet di Basilico Genovese DOP (g 70 circa di foglie)
50 g di parmigiano reggiano (preferire quello stagionato 36 mesi)
10 g di pecorino sardo (preferire quello stagionato 15 mesi)
due cucchiai di pinoli freschi di Pisa di prima scelta
3 spicchi di aglio (preferire l’aglio di Vessalico)
una presa di sale grosso
3 cucchiai di olio extra-vergine Riviera Ligure DOP

Staccare le foglie di basilico, lavarle e asciugarle con delicatezza. Se non avete il mortaio tritare gli ingredienti nel tritatutto del frullatore a bassa velocità, con l’accortezzza di aggiungere l'aglio pestato solo a fine preparazione per evitare che sovrasti gli altri sapori (poiché col calore l'aglio si ossida), e aggiungere l’olio alla fine versandolo a filo.

Il pesto nel mortaio: la tradizione dice che…
Bisogna porre l'aglio già mondato nel mortaio, pestarlo col pestello fino a ridurlo in poltiglia e fare altrettanto con i pinoli; si uniscono poi basilico e sale e si schiaccia (senza più pestare) a lungo, roteando sino a ottenere un composto omogeneo; si aggiungono i formaggi grattugiati e, sempre rimestando, si versa pian piano l'olio versato a filo.

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Festa delle Risorgive

Percorsi di natura, tradizione e gusto nelle terre del'acqua: è il claim della manifestazione Festa delle Risorgive che fra il 15 settembre e il 1 ottobre 2017 si svolgerà fra Portogruaro, Concordia Sagittaria, Cinto Caomaggiore, Teglio Veneto, Sesto al Reghena. Vi segnaliamo alcuni gustosi appuntamenti di questa VI edizione della manifestazione che promuove il Parco Regionale del Reghena, Lemene, Laghi di Cinto e valorizza il patrimonio naturale, paesaggistico, storico ed enogastronomico che dal Portogruarese si spinge sino ai confini con il FriuliVG. Serate di degustazione tra Villa Bornancini e l’area dell’’Ex Mulino di Cinto (a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria): Venerdì 15 settembre alle 19.00 serata “Jazz & Wine”. Sulle note della musica Jazz, i sommelier della Fondazione Italiana Sommelier Veneto guideranno i partecipanti nella degustazione di una selezione di alcune
delle migliori etichette della zona Doc Lison Pramaggiore. Abbinamento musica e vino in un’alternanza di emozioni. Ingresso € 20.
Domenica 17 settembre alle 17.30 nell'area dell’ex Mulino di Cinto “Birra e territorio si incontrano”: degustazione guidata di quattro differenti tipologie di birre dei birrifici B2O e Zahre Beer. Ciascuna birra sarà accompagnata da un piccolo abbinamento gastronomico. Lunedì 18 settembre alle 20.00 in Villa Bornancini degustazione di quattro Amarone di quattro Aziende storiche della Valpolicella Docg. E di un vino del territorio dell’Az. Agricola Mulin di Mezzo, che viene allevato e vinificato come se si trovasse anche lui in Valpolicella. Guidati dai Sommelier della FIS Veneto, sarà interessante individuarlo tra i cinque vini a etichetta coperta. A fine serata sarà servito un primo
piatto. Costo € 35. Venerdì 22 settembre alle 20.00 sempre in Villa Bornancini serata di abbinamento “Pani e Formaggi”. In collaborazione con l’ONAF Sezione di Treviso, la Latteria di Summaga, la Latteria di Taiedo, il Caseificio Moro di Motta di Livenza e il Forno di Ezio Marinato di Cinto Caomaggiore, già Campione del Mondo di panificazione. Un percorso degustazione guidato da Maestri Assaggiatori, Sommelier con la partecipazione dei produttori. Verranno abbinati quattro vini del territorio e verrà servito un primo piatto a fine serata. L’evento ha ottenuto il riconoscimento quale credito formativo per gli Assaggiatori di Formaggio ONAF. Costo serata €30.

QUI Il programma completo della festa e il dettaglio delle aziende partecipanti, dei prodotti e dei vini

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Guida Michelin Rossa e Verde per l'Istria croata

Al ristorante Morgan di Verteneglio-Brtonigla è stata presentata un'edizione speciale della Guida Rossa Michelin, interamente dedicata all'Istria. La guida è stata presentata dal Direttore dell'Ente turistico della Regione Istriana Denis Ivošević. Il merito della realizzazione dellla guida in Istria va propri oa lui, che ha seguito tutti i dettagli. Per Michelin (Michelin Travel Partner del francese Boulogne Billancourt) l'Istria si è dimostrata una meta gourmet speciale con un'offerta molto elevata. Una piccola destinazione con un numero limitato di ristoranti consigliati (l'intera Croazia ne ha 34, l'Istria 13). E' stata aggiunta la Guida Verde Michelin, completando l'offerta turistica dell'Istria che ha così fatto un grande passo avanti nella promozione complessiva del territorio.


Guida rossa Michelin Istria Croazia - edizione speciale. Sotto il titolo "Gusti indimenticabili, sapori e ricordi", l'Istria è descritta come un paese unico nel Mediterraneo. Una bella penisola a forma di cuore circondata dall'azzurro cristallo del Mare Adriatico e un parco naturale, che lentamente rivela i suoi segreti di bellezza. Particolare attenzione viene data al tartufo istriano, all'olio extra vergine di oliva e al vino. Dopo la descrizione del territorio sono elencati in ordine alfabetico i ristoranti presenti nella guida.
Alla Beccaccia, Valbandon-Fasana
Batelina, Banjole-Bagnolet
Damir&Ornella, Novigrad-Cittanova
Konoba Čok, Novigrad-Cittanova
Konoba Morgan, Bracanija, Buje-Buie
Marina, Novigrad-Cittanova
Meneghetti, Bale-Valle
Monte*, Rovinj-Rovigno
Pergola, Zambratija-Zambrattia
San Rocco, Brtonigla-Verteneglio
Sv. Nikola, Poreč-Parenzo
Wine Vault, Rovinj-Rovigno
Zigante, Livade-Levade
Guida Verde Michelin Istria Croazia - edizione speciale
Nella Guida Verde Michelinsono stati selezionati i luoghi più importanti dell'Istria, premiati da tre, due o una stella. Ci sono splendidi affreschi della chiesa di S. Maria Škriljinah a Beram (3 *). O Montona, Grisignana, Parenzo e Rovigno con due stelle.
Beram (freske-affreschi) Pisino ***
Motovun-Montona**
Grožnjan-Grisignana**
Poreč-Parenzo**
Rovinj-Rovigno**
Vodnjan-Dignano*
Bale-Valle*
Labin-Albona*
Plomin-Fianona *
Svetvinčenat-Sanvincenti*
Sv. Lovreč-San Lorenzo del Pasenatico*
Draguć-Draguccio*
Hum-Colmo*
Vrsar-Orsera*
Novigrad-Cittanova
Oprtalj-Portole
Umag-Umago

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Brevettato a Udine l'uovo vegano

Ha l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale. L’“uovo vegano”, brevetto numero 100 targato Università di Udine, si presenta come un prodotto pronto al consumo, adatto a quanti seguono una dieta vegana, ma anche a persone che soffrono di ipercolesterolemia o celiachia, essendo privo di colesterolo e glutine. L’invenzione è di quattro studentesse del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari dell’ateneo friulano, Francesca Zuccolo, Greta Titton, Arianna Roi e Aurora Gobessi, ed è frutto di un anno e mezzo circa di sperimentazione nei laboratori del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Nelle prossime settimane il brevetto inizierà il percorso di commercializzazione, con la presentazione alle aziende potenzialmente interessate ad acquisire il procedimento per ottenere questo nuovo prodotto alimentare. L’uovo vegano è interamente costituito da ingredienti di origine naturale e vegetale, per lo più proteici, in particolare farine di diversi legumi, oli vegetali, un gelificante e un sale speciale. È un prodotto refrigerato, pronto al consumo, da mangiare in insalata o in abbinamento a diverse salse. «Il settore di interesse – spiegano le inventrici - è l’industria alimentare, in particolare le aziende che producono già prodotti destinati a consumatori vegani o alimenti funzionali. Vendibile in negozi alimentari biologici, vegetariani e vegani, ma anche in qualsiasi supermercato, vista la sempre crescente richiesta di prodotti di questo tipo da parte dei consumatori. Nella messa a punto del prodotto «le difficoltà – raccontano le inventrici – non sono state poche, soprattutto di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti, in particolare per riuscire a ottenere la formulazione ottimale in termini di consistenza e gusto del prodotto finito».

Da alcuni anni, nell’ambito dell’insegnamento di Principi di formulazione del 1° anno del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari, gli studenti vengono invitati a ideare, progettare e infine realizzare in laboratorio una innovazione di prodotto alimentare. «Queste fasi, incluso l’evento finale di incontro con esponenti del mondo produttivo, rientrano – spiega Monica Anese, docente di scienze e tecnologie alimentari - in un progetto teso a sperimentare nuove modalità di erogazione della didattica, il cui scopo è favorire il trasferimento delle conoscenze teoriche sul piano applicato e ottenere un riscontro diretto dal mondo produttivo, mettendo in gioco non solo competenze professionali ma anche abilità personali, quali le capacità comunicative e di lavorare in gruppo. Le studentesse hanno sviluppato la loro idea in questo contesto, e il prodotto da loro immaginato ha mostrato connotati di originalità tali da suggerire l’esplorazione di vie per la brevettazione».

In questo percorso, un ringraziamento particolare va allo studio GLP, nella persona di Davide Luigi Petraz, che ha fornito gratuitamente la consulenza per la stesura e il deposito del brevetto.

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I formaggi dell’Antica Contea di Gorizia

 

I formaggi dell’Antica Contea di Gorizia: se ne parla a Gusti di Frontiera con gli Accademici della Cucina. Nell’ambito di Gusti di Frontiera 2017 a Gorizia, la Delegazione di Gorizia dell’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, guidata dall’ingegner Roberto Zottar, ed ERSA, Ente Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura, organizzano un Convegno Internazionale dal titolo “Dal latte alla Tavola – Tradizioni ed eccellenze di un territorio di confine”. Appuntamento sabato 23 settembre alle 15.00 in Casa Stiksa-Krainer in via Rastello.  L’obiettivo è quello di riscoprire le tradizionali produzioni lattiero-casearie del territorio dell’Antica Contea di Gorizia, dalla Alta Valle dell’Isonzo al Carso alla pianura friulana orientale, patria delle prime latterie turnarie. Da questi territori provenivano il formaggio ed il burro consumati nel goriziano, almeno fino al fine dell’Impero Austroungarico. La vicinanza al mare e l’umidità dell’Isonzo e dei suoi affluenti hanno sempre garantito pascoli ricchi di flora autoctona i cui profumi si riflettevano, e riflettono, nei formaggi tipici del territorio. Gli interventi spazieranno dalla presentazione del formaggio Plezzan della val Trenta di cui Cossar ricorda nell’opera Gorizia d’altri Tempi sia la produzione limitata sia la presenza all’annuale Fiera di Sant’Andrea. Ci si sposterà poi sul Carso dove il comitato MOISIR fa da collettore per i piccoli produttori che allevano mucche e capre per produrre un formaggio che riflette la flora carsica. Si potranno scoprire il Mlet, termine che in sloveno significa “macinato”, analogo al il 'formadi frant" della Carnia e  lo Jamar ('jama", in sloveno, “grotta”)  formaggio che, dopo i primi due mesi in cantina, per altri tre riposa nelle cavità carsiche per realizzare una stagionatura naturale.
La tradizione rivisitata con una rigorosa ricerca del biologico, innovativo sì ma rispettoso di una sapienza contadina non sempre tramandata, è oggi l’ideale di Beppino Zoff, Premio Villani 2016 dell’Accademia Italiana della Cucina con le sue adorate pezzate rosse. Zoff sarà presente all’incontro e racconterà della sua esperienza.
Carlo Cresta spiegherà come “de”-gustare i formaggi e abbinarli ai vini del Collio, per saperne di più leggi https://www.qbquantobasta.it/cibo-territorio/formaggi/6348-come-degustare-i-formaggi

Miran Bozič, dello stabilimento caseario Mlekarna Planika di Kobarid/Caporetto (Slovenia) parlerà su come Conservare la tradizione a livello industriale.Carlo del Torre riscoprirà le  ricette di tradizione a base di formaggio, a partire dal liptauer, dal suf, paparot, močnik, gnochi de pan e formaio.
La direzione scientifica del Convegno è di Giorgio Rizzatto. Conclusioni del Presidente Nazionale del Centro studi dell’Accademia Italiana della Cucina Sergio Corbino.
Al temine degli incontri e alla presenza dell’assessore Regionale Shaurli, verrà conferito il Premio Nazionale Villani 2017 al Prosciuttificio d’Osvaldo di Cormons.

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Pan e farine di Muzane: filiera corta sostenibile e solidale 100% friulana

Il progetto Pan e farine di Muzane è un esempio concreto di filiera corta, che racchiude in sé sostenibilità ambientale, solidarietà e valorizzazione delle risorse del nostro territorio. Tutti i passaggi della filiera avvengono, infatti, in Friuli Venezia Giulia, dalla coltivazione alla trasformazione, dal confezionamento alla vendita. L’iniziativa è nata nel novembre del 2014, quando il Comune di Muzzana del Turgnano ha deciso di convertire all’agricoltura biologica circa 90 ettari di terreni ad uso civico. Si tratta delle cosiddette proprietà collettive, cioè terreni agricoli che già nel Medioevo appartenevano alla collettività e venivano utilizzati dagli abitanti del luogo per fare legna o per il pascolo del bestiame. A novembre 2016 il periodo di conversione è terminato, pertanto il raccolto di quest’anno è stato il primo a essere certificato biologico, una scelta fatta a tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salute dei consumatori. L’estensione attuale dei terreni destinati alla produzione di frumento tenero panificabile è di 7 ettari; i rimanenti vengono coltivati a frumento tenero panificabile, farro, orzo e soia.
Il bando per la gestione del progetto è stato vinto dal consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, che impiega persone svantaggiate con l’obiettivo di reinserirle nel mondo del lavoro. Il Comune si occupa della coltivazione dei terreni, mentre la macinatura avviene presso il Molin Novacco di Ajello del Friuli. Il mulino a pietra consente di ottenere farine integrali e semintegrali che mantengono inalterate le proprietà nutrizionali e le componenti nobili dei cereali, prima fra tutte il germe. I ragazzi della fattoria si occupano anche del confezionamento e della vendita delle farine a privati, negozi, trasformatori (panifici, pizzerie, pasticcerie, ecc.) e gruppi di acquisto della zona.
La sinergia tra solidarietà e rispetto per l’ambiente e il giusto mix tra innovazione e tradizione hanno determinato un crescente interesse verso il progetto da parte dei consumatori, sempre più consapevoli dell’importanza delle piccole scelte quotidiane per contribuire al cambiamento.

 
Nel territorio regionale sono state avviate anche altre iniziative simili. Il Comitato frazionale per la gestione dei beni civici di San Marco di Mereto di Tomba è stato il promotore del progetto Pan e farine di San Marc, mentre il comune di Mereto di Tomba è promotore di Pan e farine del Friûl di mieç. Nella zona del Friuli orientale è stato costituito, invece, il primo Patto della farina del Friuli Venezia Giulia, in cui il prezzo finale viene concordato tra i vari attori della filiera per far sì che produttori, trasformatori e commercianti ricevano il giusto compenso per il lavoro svolto e, allo stesso tempo, il consumatore finale paghi un importo equo.
Tutte queste filiere hanno aderito al Forum dei beni comuni e dell’economia solidale del Friuli Venezia Giulia, una rete orizzontale di cittadini e associazioni, costituita nel 2012. Autosussistenza, buon vivere e riduzione della dipendenza da altri territori e dal mercato sono gli obiettivi principali del Forum, che sta lavorando affinché il Friuli Venezia Giulia diventi una bioregione. L’idea è infatti quella di mettere in atto un insieme di buone pratiche per favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione responsabile del territorio, per favorire pratiche di economia solidale a sostegno delle imprese locali e dell’occupazione. Il Forum ha anche proposto una legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione e la promozione dell’economia solidale”, approvata dal Consiglio Regionale a marzo 2017. Essa è finalizzata a incentivare la costituzione di filiere produttive e avanzare proposte e programmi alla Pubblica amministrazione per il loro sostegno.

AIAB-APROBIO FVG

A Cheese 2017 presentato il ÇUÇ

"La presenza a Cheese 2017 del Friuli Venezia Giulia, grazie a Slow Food, in collaborazione con  Ersa e PromoTurismoFvg con la Strada del Vino e dei Sapori, conferma una volta di più la bonta della scelta di far conoscere e dare valore aggiunto alle nostre produzioni casearie. Strada lunga e su cui c'è ancora molto da fare, ma fondamentale, per rilanciare l'intera zootecnia da latte e far conoscere l'eccezionale qualità dei nostri prodotti a partire da quelli della montagna come il "cuc", nuovo presidio Slow Food e oggi rappresenta i nostri formaggi di malga ", sottolinea 'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, commentando il successo della presenza della Regione alla 20/ma edizione di Cheese, la più grande manifestazione della produzione casearia artigianale, in corso fino al 18 settembre a Bra (Cuneo).  La Regione FVG è presente a Bra con uno stand istituzionale di 50 metri quadri, che propone ai visitatori frico e assaggi di formaggi a latte crudo di tutta la regione, sia presidi Slow Food, sia marchio AQUA, sia di altre piccole produzioni locali. Allo stand realizzato da Slow Food Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Ersa e Promoturismo, hanno aderito 18 produttori regionali di formaggio a latte crudo. Sono state rappresentate tutte le categorie: dal latteria al Malga, dal latte di capra al latte vaccino. Inoltre c'erano anche i prodotti dei Presidi Slow Food: il Formaggio di Latteria Turnaria, il Formadi Frant e, appunto, il nuovissimo Formadi çuç. I formaggi sono stati degustati dal pubblico in abbinamento con i vini bianchi di una ventina di cantine regionali della Strada del vino e dei sapori, che hanno aderito alla manifestazione.

Food e beverage di Grado a GUSTI DI FRONTIERA

Dalla cucina di Attias Tarlao, chef dell'Androna, usciranno tradizionali sardoni impanai (li abbiamo assaggiati nel corso di un evento al Castello di Spessa, decisamente i migliori dell'anno e noi siamo sardoni addicted), calamari di frontiera- colorati di paprika e insaporiti d'aglio, fritti in tempura- , gulasch di tonno, entrambi in onore della manifestazione, e la grande novità, squisita a detta di chi l'ha già degustata, il TUNAB TM, servito col pane ad hoc del Maestro panificatore Riccardo Flaborea, e le sue guarnizioni. Una sorta di gustoso kebab di tonno, "brevettato"!


Ci saranno anche lo stecco, il cono, la coppetta della sorprendente "Gelateria del Pesce", assolutamente da provare.  Luigi Micoli e collaboratori del cocktail bar Alla Spiaggia proporranno le "bolle " di Collavini, una grande birra Augustiner alla spina, un super Hugo con sciroppo artigianale di sambuco sloveno e il Grigio, e poi, creati per l'evento, per poter esser somministrati, due cocktails alcoolici, il luigintonic e il pelinkotonic. I gazebo saranno installati in Piazza Cavour e c'è da scommettere che richiameranno un grande numero di visitatori, appassionati gourmet.

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Poseben vodič Michelin - Istra Hrvaška

V restavraciji Morgan v Brtonigli so predstavili posebno izdajo rdečega gastronomskega vodiča Michelin, ki je v celoti namenjen Istri. Priročnik je predstavil direktor TZ Istarske županije Denis Ivošević. Zasluga, da se so v Istri izpeljali in realizirali gre prav Denisu Ivoševiću, ki je spremljal vse podrobnosti nastajanja. Slavna založba Michelin (Michelin Travel Partner francoskega Boulogne Billancourt) je prvič izdala posebno izdajo rdečega vodnika, ki je v celoti posvečen Istri. To je publikacija, katero običajno Michelin objavlja le pomembne gastronomske destinacije, kot so Pariz, Barcelona, Trentino Alto Adige. Tudi Istra se uvršča v posebno gurmansko ozemlje s prvovrstno ponudbo.  Ker se merila Michelin Istra, opredeljena kot majhna destinacija z omejenim številom priporočenih restavracij (celotna Hrvaška ima 34, Istra pa 13), so dodali še Zeleni Michelin, s čimer se zaključi turistična ponudba Istre. S tem je regija naredila velik korak naprej in odprla pot za konkretno sodelovanje z Michelin.
Istra se lahko tako pohvali, da ima še eno dodatno orodje za promocijo.
Rdeči vodič Michelin Istra Hrvaška - posebna izdaja
Pod naslovom "Nepozabni okusi, vonjave in spomini" Michelin Istra je opisan kot edinstvena dežela, v Sredozemlju. Prekrasen polotok v obliki srca obdan s kristalno modrino Jadranskega morja in v skladu z naravnim parkom, ki se počasi razkriva svoje skrivnosti lepote. Poseben poudarek je namenjen istrskemu tartufu, ekstra deviškemu oljčnemu olju in vinu, nato pa so po abecednem vrstnem redu predstavljene restavracije.


Alla Beccaccia, Valbandon
Batelina, Banjole
Damir&Ornella, Novigrad-Cittanova
Konoba Čok, Novigrad-Cittanova
Konoba Morgan, Bracanija, Buje-Buie
Marina, Novigrad-Cittanova
Meneghetti, Bale-Valle
Monte*, Rovinj-Rovigno
Pergola, Zambratija-Zambrattia
San Rocco, Brtonigla-Verteneglio
Sv. Nikola, Poreč-Parenzo
Wine Vault, Rovinj-Rovigno
Zigante, Livade-Levade

Zeleni vodič Michelin Istra Hrvaška - posebna izdaja
Pri zelenem vodiču so pri Michelin izbrali najpomembnejše lokacije Istre, ki so označene s tremi, dvema ali eno zvezdico. To so destinacije, ki jih ne smete spregledati. Zagotovo poznate izjemne freske iz cerkve sv. Marije na Škriljinah na Bermu (3 *). Pa Motovun, Grožnjan, Poreč in Rovinj z dvema zvezdicama. Pula, Vodnjan, Bale, Labin, Plomin, Svetvinčenat, Sv. Lovreč Pazenatički, Draguć, Hum in Vrsar z eno zvezdico. In še veliko drugega.

Beram (freske) ***
Motovun-Montona**
Grožnjan-Grisignana**
Poreč-Parenzo**
Rovinj-Rovigno**
Vodnjan-Dignano*
Bale-Valle*
Labin*
Plomin*
Svetvinčenat*
Sv. Lovreč*
Draguć*
Hum*
Vrsar-Orsera*
Novigrad-Cittanova
Oprtalj-Portole
Umag-Umago

Dolce Istria 2017 all'insegna dei record

Alla grande festa dei dolci e prodotti dolci di quest'anno a Capodistria si annuncia un numero record di presenze di espositori, nonché un ricco programma di eventi collaterali. A Sladka Istra saranno presenti anche famosi nomi del mondo dell'arte culinaria e pasticcera.


Il centro di Capodistria avrà un profumo tutto dolce sabato 23 e domenica 24 settembre 2017. Nelle piazze Tito, Preseren, Stanič, Gortan, Carpaccio e in Taverna sarà tematicamente assegnato un numero record di bancarelle, più di 160, che rappresenteranno circa 130 fornitori di vari dolci. Anche quest'anno, ci saranno dolci vegan, dessert senza allergeni e una ricca offerta dei "dessert" per i piccoli amici a quatro zampe. Degustare i dolci sarà possibile con i coupon degustazione, così come si potranno acquistare direttamente dai fornitori degli stand.


Oltre agli ospiti David Bais e Tomaž Bevčič, quest'anno saranno presenti fra l'altro l'attuale vincitrice del concorso MasterChef Slovenia, Sara Rutar e Sašo Milušević, vincitore di MasterChef Slovenia 2015. Ospite importante il re dei panettoni e miglior pasticere d'Italia 2017 Andrea Tortora, chef pasticere del Rosa Alpina ristorante St. Hubertus, due stelle Michelin. Lo chef Tortora si presenterà al pubblico di Dolce Istra il sabato 23 settembre alle 15, in Piazza Tito, con il laboratorio "Panettone al 100%".

Sabato 23 settembre alle 14,30 Sebastiano Scaggiante del leggendario Eppinger Caffè di Trieste vincitore del Guinnes dei primati per la carsolina più lunga del mondo, taglierà la »crema carsolina« di cinque metri in piazza Gortan.
Per ulteriroi informazioni: www.sladka-istra.si o  Facebook Sladka Istra.

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A Carlino 7° edizione Festa dei prodotti tipici del territorio

Cjarlins in place è un appuntamento, giunto alla 7°edizione, con i prodotti tipici del territorio della riviera friulana fra fiumi boschi e laguna. Si svolgerà nei giorni 15 16 e 17 settembre 2017. Enogastronomia e mercato agricolo al primo posto. Per tre giorni la piazza si riempirà di stand con i prodotti tipici del territorio; si potranno degustare prodotti come pesce di valle con branzino in tutti modi (crudo, “Carpaccio”, affumicato, alla griglia), molluschi (vongole, cozze e fasolari), carni suine, bisato in speo, formaggio della Latteria di Carlino (latte di Pezzata Rossa allevata con il fieno che profuma di salmastro), vini Doc, olio di oliva extravergine, birra artigianale, tartufo del bosco planiziale, miele di laguna e i “Colaçs di Cjarlins®” dolci tipici con le nocciole del bosco

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Questo è il nuovo logo della Festa. Rappresenta il profilo della piazza, con la chiesa e il campanile, il bicchiere di ceramica invetriata della fornace romana della Chiamana, la britule, affilato simbolo di Chei di Cjarlins, il verde dei boschi planiziali e dei campi,  l'azzurro delle acque del fiume Zellina e della laguna.


Sabato 16 settembre alle 18 degustazione guidata del bisato in speo con lo chef Giorgio Dal Forno del ristorante Ai tre canai di Marano Lagunare. Oltre al Bisato in speo con senape di mare, saranno proposte in assaggio alghe di laguna fritte, branzino marinato con agretto di mare, crackers con alghe di mare. Chef Dal Forno realizzerà il piatto descrivendone la grande semplicità di ingredienti- lo spiedo di legno aromatico, l’anguilla, le foglie di alloro e il sale grosso- ma anche le fasi di preparazione e di cottura al solo calore della brace. Un piatto che è parte integrante della tradizione culinaria lagunare maranese.


Ritorna anche la divertente sfida tra cuochi dilettanti: Cuet e mangjât. Domenica 17 settembre alle 17 i rappresentanti delle associazioni di Carlino si sfideranno preparando un piatto a scelta con prodotti locali. Le squadre saranno composte da due cuochi dilettanti ciascuna che prepareranno un piatto con prodotti locali su ricette della tradizione o rivisitate.


Numerosi gli appuntamenti collaterali: Erbe e fiori in fiera: Due incontri alla scoperta delle proprietà e degli utilizzi di erbe e fiori: sabato 16 settembre alle 16 nella Biblioteca di Carlino convegno sulle piante tintorie, curato da Ennia Visintin, esperta di tecniche pittoriche antiche. Domenica 17 settembre alle 11, sempre in Biblioteca conversazione con la dottoressa Fiorenza Levi, farmacista, dal titolo “Giovani e in forma con erbe e metodi naturali”

I funghi del territorio Mostra micologica A cura dell’ANAM (Associazione Naturalistica Amici della Micologia) - Selva Lupanica di San Giorgio di Nogaro, al centro sociale “Latteria Turnaria” di Carlino sarà allestita una mostra di funghi freschi, perlopiù raccolti nelle vicinanze del territorio di Carlino. Inaugurazione sabato 16 settembre alle 17.30. Domenica l’orario di visita è dalle 9 alle 21.

Ci sarà spazio anche per l'arte a #cjarlinsinplace: sabato 16 alle 20 premiazioni dei concorsi #CarlinoClick e #bookcrossing "Cibo per la mente" con l'inaugurazione dell'opera realizzata dalla vincitrice, Nell'atrio della Biblioteca venerdi 15 sabato16 e domenica 17 sarà visitabile l'esposizione d'arte "Legami" di Vania Malisan.

Se volete andare a spasso con il sindaco l'appuntamento è per sabato  alle 10.45. Il sindaco”, Diego Navarria, accompagnerà gli interessati a scoprire la chiesa di San Tommaso Becket. Una camminata (700 metri) dalla piazza alla chiesa campestre dedicata all’arcivescovo di Canterbury assassinato nella sua cattedrale il 29 dicembre 1170. Come è arrivato il Santo inglese a Carlino? E davvero re Riccardo Cuor di Leone è naufragato a Carlino di ritorno dalla crociata? E la leggenda del teschio? A queste e a tante altre curiosità si potrà avere risposta durante questa piacevole camminata nei luoghi e nel tempo. Punto di incontro al centro polifunzionale in piazza San Rocco.

Appuntamenti sportivi
Sabato 16 settembre PERCORRI CARLINO marcia non competitiva di 7 - 14 km con due punti di ristoro lungo il percorso. Ritrovo e iscrizioni alle 15.30 in piazza san Rocco. alle 20 premiazioni del gruppo proveniente da più lontano, del gruppo più numeroso, del gruppo più “diversamente giovane”. Quota di iscrizione 3 euro. Sempre Sabato 16 settembre alle 19.30 alla #FieradiCarlino presentazione della prima squadra dell'ASD CJARLINS MUZANE, neopromossa in serie D!


Domenica 17 settembre si svolgerà la 4° edizione del Cyclo Family tour, pedalata per tutta la famiglia lungo le strade che attraversano il territorio di Carlino. Ritrovo e iscrizioni alle 9 presso lo stand accanto alla Scuola materna. Ore 10 partenza con tre soste di ristoro lungo il percorso. Arrivo verso le 12.30 con pastasciutta per tutti. Tutti gli incroci e i tratti sulle strade provinciali saranno presidiati dai volontari della sicurezza e dalla polizia locale. Quota di iscrizione 10 euro. Bambini sotto i 10 anni gratis.

Escursione naturalistica Passeggiate fra fiumi e boschi. Per scoprire il territorio di Carlino e dintorni sono in programma il 17 settembre 2017 tre passeggiate naturalistiche – alle 10, alle 14, alle 16 - tra boschi e acque, con rientro a bordo del battello Santa Maria sul fiume Zellina. Per partecipare è consigliabile prenotare inviando mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Per chi si aggiunge “all’ultimo minuto”, sarà possibile iscriversi anche durante la Festa Cjarlins in place, allo Stand Polifunzionale in Piazza. Per saperne di più leggi  https://www.qbquantobasta.it/luoghi/6322-conoscete-i-boschi-planiziali-il-cuore-verde-della-riviera-friulana  

potrebbe interessarti anche  https://www.qbquantobasta.it/luoghi/6308-scoprire-il-territorio-di-carlino-passeggiate-tra-fiumi-e-boschi

hastag #cjarlinsinplace

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40 anni di ricette per la Dispensa di Fiè

La manifestazione cult dell’enogastronomia dell’area vacanze Alpe di Siusi – Seiser Alm è pronta a stupire i buongustai con piatti originali che nascono dalla tradizione. Dal 1° al 31 ottobre 2017. L’esistenza del primo oste di Fiè allo Sciliar è stato documentato già nel Trecento. Una lunga tradizione lega infatti il bellissimo paesino dell’area vacanze Alpe di Siusi – Seiser Alm, immerso tra le Dolomiti (Patrimonio Mondiale UNESCO), all’enogastronomia e all’accoglienza di ospiti buongustai. E quest’anno la Dispensa di Fiè compie 40 anni. La manifestazione cult dell’autunno dolomitico si svolge dal 1° al 31 ottobre 2017,  i piatti più antichi del luogo vengono reinterpretati con originalità in chiave moderna, dando vita a nuove prelibatezze da assaporare. Tra questi, per esempio, la “Supa rostida con tartufo e porcini”, gli “Gnocchetti di patate con formaggio di malga ed erba cipollina”, la “Lombata di capriolo in pancetta su verza con chiodi di garofano” e la “Torta di datteri con gelato alla cannella e composta di mele”.

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