Trattoria Ai Ciodi: da 50 anni nella Laguna di Grado. Mezzo secolo. La storia della famiglia Tognon e di una laguna che resiste. La trattoria nasce all’inizio degli anni ’70, quando Anfora era ancora un’isola vissuta tutto l’anno.
C’è un posto in Friuli dove il tempo si è fermato. È l’Isola di Anfora, all’estremità occidentale della Laguna di Grado. Lì, collegata da una piccola diga all’isola di Porto Buso e raggiungibile solo via mare, c’è la Trattoria Ai Ciodi.

L’isola fu scalo romano per le merci dirette ad Aquileia,, avamposto militare austriaco al confine con l’Italia, ma è sempre stata un’isola di pescatori. Negli anni ’50 e ’60 del secolo scordo le famiglie dei pescatori vivevano nei casoni, Trattoria Ai Ciodi: da 50 anni nella Laguna di Grado bambini fequentavano la scuola pluriclasse dell’isola. L’edificio scolastico oggi esiste ancora, ma è diventata altro.
Un’isola dove il tempo si è fermato: benvenuti ad Anfora

All’estremità occidentale della Laguna di Grado, dove il Friuli lascia il posto al mare aperto, sorge l’Isola di Anfora. Collegata da una piccola diga all’isola di Porto Buso e raggiungibile esclusivamente via mare, questo lembo di terra custodisce una storia affascinante:
Oggi, in questo luogo incontaminato, la Trattoria Ai Ciodi festeggia 50 anni di attività. Mezzo secolo di storia guidato dalla famiglia Tognon, simbolo di una laguna che resiste al tempo e alle mode.
Dalla rete alla tavola: la filosofia di Mauro e Cristiano Tognon
A gestire la trattoria sono Mauro Tognon e suo figlio Cristiano. Il loro patto con gli ospiti è semplice e trasparente da oltre 30 anni di gestione diretta: il pesce servito è solo quello pescato da loro.
- La pesca notturna: Quando la sera il ristorante chiude e l’ultima motonave rientra a Grado, Mauro e Cristiano calano le reti tra le barene. Pescano branzini, orate, seppie, schie e granchi.
- La preparazione mattutina: All’alba il pescato viene pulito e preparato per la cucina.
- Cucina gradese schietta: Nessun prodotto congelato. Il menu non è scritto: viene elencato a voce direttamente dal block notes.
Il piatto simbolo: il Boreto alla gradese autentico
Il vero protagonista del menu è il Boreto alla gradese, un piatto antico nato dalle tradizioni dei pescatori di laguna prima della scoperta dell’America (e per questo preparato rigorosamente senza pomodoro).
- La cottura: Viene preparato nel laveso, la tradizionale e pesante casseruola in ferro che non viene mai lavata con detersivi per preservare la memoria aromatica dei sapori.
- Gli ingredienti: Pesce fresco di laguna sfumato con aglio, olio, aceto e pepe bianco.
- Come si serve: Rigorosamente accompagnato da una porzione di polenta bianca calda.
Oltre al Boreto, la cucina propone i classici della tradizione: spaghetti alle vongole, seppie in umido e fritto misto di laguna.
Nell’immagine della torta di compleanno in primo piano il titolare del catering Sturma dell’azienda Viroca.

Albergo Diffuso Ai Ciodi: dormire nel silenzio della laguna
Dalla ristrutturazione dell’ex scuola elementare dei figli dei pescatori, la famiglia Tognon ha ricavato l’Albergo Diffuso Ai Ciodi. Offre sei camere semplici e accoglienti. Soggiornare qui permette di vivere un’esperienza di turismo lento ed estremo:
- Pace assoluta: Niente auto, niente strade, niente negozi.
- Natura incontaminata: Risveglio all’alba tra fenicotteri rosa, garzette e il silenzio assoluto della barena dopo la partenza dei diportisti.
Informazioni utili
Apertura: Da aprile a ottobre (orario continuato 11:30 – 19:00)
Come arrivare: Raggiungibile solo via mare con servizio motonave da Riva San Vito (Grado) o imbarcazione privata.
autore: Giuseppe Cordioli



